Diritto e Fisco | Editoriale

Posso fare il bagno in piscina di notte?

28 Luglio 2018 | Autore:
Posso fare il bagno in piscina di notte?

Tuffarsi o nuotare per qualche vasca immersi nel silenzio delle ore notturne può essere un’esperienza bellissima ma comporta delle conseguenze, vediamo quali.

Durante le serate estive l’afa e le alte temperature rendono difficile il riposo notturno. Dormire con le finestre aperte è spesso impossibile a causa dei rumori esterni ed uso prolungato dell’aria condizionata comporta un aumento spropositato delle bollette dell’energia elettrica. Dormire diventa quasi un’impresa e sono molti coloro che, proprio in questo periodo dell’anno soffrono di pesanti forme di insonnia. L’unico rimedio alla calura, come consigliato anche dagli esperti, è quello di rinfrescarsi spesso con getti d’acqua fredda. Chi ha la fortuna di vivere in un condominio dotato di piscina o trascorre le vacanze in un villaggio turistico, sia come rimedio al caldo che come gioco goliardico da fare in compagnia degli amici, pensa di fare un tuffo al chiaro di luna. Viene dunque automatico domandarsi: posso fare il bagno in piscina di notte?

Come sono organizzate in generale le piscine

La piscina è una struttura realizzata appositamente per lo sport e il relax: uno spazio in cui nuotare, prendere il sole e godere appieno il tempo libero. Logicamente, l’acqua, per le sue caratteristiche, può costituire un pericolo per gli utenti, soprattutto per coloro che non rispettano le misure di sicurezza in materia.

La piscina necessita di interventi costanti di manutenzione, volti a garantire la salute e l’incolumità di coloro che la utilizzano. E’ fondamentale provvedere alla pulizia e alla rimozione di residui ed incrostazioni, e  l’acqua deve essere sottoposta a trattamenti antisettici che eliminano batteri, funghi e germi responsabili di fastidiose infezioni. Inoltre la piscina deve essere sorvegliata da un bagnino, o in caso di numerosi utenti più di uno, addetto al salvataggio in determinate fasce orarie che devono essere indicate chiaramente attraverso appositi cartelli. In taluni casi, nelle ore serali, stante la mancanza di sorveglianza, si preferisce impedire l’accesso al pubblico all’area della piscina chiudendola con dei cancelli. Chi vuole rinfrescarsi con una nuotata negli orari serali si domanda: posso fare il bagno in piscina di notte?

Chi è responsabile in caso di incidenti

Secondo la regola generale, la responsabilità della piscina è attribuita all’ente gestore della stessa, come ad esempio il Comune, nella persona del suo amministratore, o il condominio oppure il responsabile del villaggio turistico, che risponde in caso di incidenti o di danni alla salute se l’acqua non viene disinfettata nella maniera adeguata o se non vengono effettuate le dovute attività di manutenzione periodiche. In altre parole, l’ente, poiché proprietario della piscina, è responsabile dei danni eventualmente arrecati ai suoi utenti e ha dunque l’obbligo di porre in essere tutti gli adempimenti imposti dalla normativa vigente onde preservare al massimo salute ed incolumità degli utilizzatori. Logicamente, si tratta di una responsabilità che riguarda il gestore in caso di utilizzo proprio della piscina, con il rispetto degli orari di apertura e chiusura e l’attenzione verso quelli che sono i regolamenti interni.

Ad esempio, il gestore della piscina è responsabile per un infortunio avvenuto a causa della rottura del gradino della scaletta del trampolino per i tuffi ma non lo è per chi pone in essere dei comportamenti pericolosi, contravvenendo alle norme.

Chi risarcisce il danno in caso di incidente

Occorre però evidenziare che, al fine di un eventuale risarcimento del danno avvenuto nella piscina, è necessario che la stessa sia stata utilizzata seguendo tutte le accortezze connesse al caso.

Ad esempio, se l’utente si reca in piscina negli orari di apertura, con sorveglianza da parte di addetto al salvataggio si parla di un uso proprio della piscina stessa. Se, al contrario, l’utente accede alla piscina negli orari di chiusura, in cui non vi è illuminazione adeguata né tanto meno sorveglianza pone in essere un’attività pericolosa facendone dunque un uso improprio.

Pertanto, in caso di incidente occorso in piscina, l’Ente pubblico gestore della struttura è chiamato a risponderne solo in caso di utilizzo proprio, mentre non lo è se l’utente con il suo comportamento pone in essere una condotta rischiosa, in tal caso infatti, secondo l’orientamento prevalente, il danno è provocato da negligenza, imperizia e mancanza assoluta di attenzione. Per tutto ciò, fare il bagno in piscina di notte durante gli orari di chiusura viene considerato un gesto ad alta pericolosità perché si contravviene ad una norma stabilita al fine della protezione dell’incolumità degli utenti. Durante la notte, per l’assenza dei bagnini, la scarsa visibilità e le temperature oggettivamente più basse potrebbero verificarsi infortuni e danni alla salute che sono attribuibili in via esclusiva alla responsabilità di chi li pone in essere. In altri termini, se una persona decide di scavalcare la recinzione della piscina condominiale o del villaggio turistico, nonostante il divieto con affissione al pubblico degli orari e, facendo il bagno di notte, accusa un malore o si ferisce, è il diretto responsabile di quanto accaduto.

Denuncia in caso di violazione

Poiché le piscine, pubbliche, condominiali o inserite in villaggi turistiche, sono organizzate in maniera tale da garantire un accesso al pubblico sicuro e regolamentato, generalmente viene affisso un cartello informativo per specificare le norme da seguire onde non incorrere in violazioni.

Per un utilizzo corretto della piscina l’utente deve:

  • Accedere esclusivamente negli orari di apertura.
  • Nuotare e usufruire degli spazi senza dare fastidio agli altri utenti.
  • Fare una doccia prima di immergersi per motivi igienici.
  • Indossare sempre la cuffia per capelli.
  • Usare il trampolino e gli altri accessori in modo sicuro.
  • Avere rispetto degli arredi e dell’ambiente circostante.
  • Rispettare le indicazioni del bagnino.

Se per alcune di queste norme, la mancata osservanza comporta semplicemente il divieto di accedere nuovamente in piscina, come, ad esempio, per chi vuole nuotare senza indossare la cuffia per capelli, per l’accesso in orario di chiusura si rischia la denuncia alle competenti Autorità per violazione. I bagni notturni, oltre a costituire un rischio per i trasgressori, comportano anche dei danni alla piscina stessa che viene sporcata e, talvolta, diventa oggetto di gesti vandalici quindi sarebbe bene evitarli o farli in spazi privati non soggetti a queste limitazioni.


Le attività pericolose, che per loro stessa natura od anche per i mezzi impiegati rendono probabile e non semplicemente possibile il verificarsi di un evento dannoso e che importano responsabilità ex art. 2050 c.c., devono essere tenute distinte quelle normalmente innocue ma che possono diventare pericolose per la condotta di chi le esercita e che comportano responsabilità secondo la regola generale prevista dall’art. 2043 c.c.” Cassazione, sentenza del 26 aprile 2004, n. 7916.

Il caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso causale e, di conseguenza, ad escludere la responsabilità del custode, di cui all’art. 2051 cod. civ. può essere costituito anche dalla condotta, imprevista ed imprevedibile, della stessa vittima: nella specie annegata in una piscina condominiale, nella quale si era introdotta superando un cancello, al di fuori del periodo di apertura, nonostante il divieto di entrata alle persone estranee e in mancanza di autorizzazioni o di assenso da parte del custode.” Cassazione, sentenza del 28 ottobre 2009, n. 22807.


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