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Miscellanea Agenzie debiti false: la puntata de Le Iene svela la truffa

Miscellanea Pubblicato il 15 gennaio 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 15 gennaio 2013

 Sconcerto dopo il servizio della trasmissione Le Iene sulle false “agenzie debiti”, che promettono annullamenti di cartelle esattoriali e di debiti con le finanziarie: l’ennesima truffa ai danni dei più disperati.

 

Da qualche anno la crisi economica ha messo in ginocchio il Paese. Ad aggravare la condizione di migliaia di persone arrivano anche le società di recupero crediti e le cartelle esattoriali di Equitalia. Molti non hanno i soldi per pagare e così, presi dalla disperazione, cercano su internet possibili soluzioni.

Di agenzie che promettono l’annullamento dei debiti se ne trovano tante. Molte di queste millantano prestazioni che non potrebbero mai portare a buon fine. La trasmissione Le Iene ha smascherato, nel corso della puntata del 13 gennaio scorso, la truffa nascosta dietro un noto sito, collegato a una fantomatica “agenzia debiti“, la cui attività è quella di fare in modo che le persone indebitate chiudano le loro pendenze con uno sconto del 70%.

Il servizio inizia con la giornalista di “Le Iene” che prova a chiamare un numero verde. Risponde un operatore: “Grazie per aver chiamato la nostra società di tutela dei debitori. In cosa posso esserle utile?” La giornalista finge di avere un debito di 50.000 euro con delle finanziarie e chiede soccorso.

L’operatore risponde: “Possiamo proporle una contrattazione a saldo e stralcio nella misura del 30% di quanto dovuto”. In altre parole, si fa credere al malcapitato debitore che, firmando un accordo con la finanziaria, si può chiudere definitivamente la pendenza attraverso il pagamento di un importo inferiore. “Il soggetto se ne sta a casa sua bello e tranquillo – continua l’operatore del call center – e noi lo assistiamo. Ovviamente dobbiamo pagare questo servizio e il costo dell’avvocato per la prima disamina. E c’è un costo di 390 euro”.

Le spese di pratica vengono giustificate per l’invio di documentazione e la disamina da parte di un avvocato specializzato.

“Ma se poi non si può fare nulla?” chiede giustamente il cliente.

“Non è mai successo!” risponde l’operatore, mostrando sicurezza. “Non c’è volta in cui non abbiamo trovato anche un piccolo cavillo che ci desse la possibilità di procedere all’annullamento della cartella esattoriale. Non è nostra intenzione mettere in difficoltà le persone”.

In verità, l’Agenzia non potrebbe mai procedere all’annullamento della cartella esattoriale: intanto perché vi sono procedure ben definite per ricorrere contro Equitalia ed esse richiedono l’intervento di un avvocato o di un commercialista con procura apposita rilasciatagli dal cliente. L’Agenzia non potrebbe mai intervenire autonomamente. Peraltro le eccezioni che l’agenzia promette di sollevare contro l’Agente della riscossione sono tutte fasulle. Peraltro non è mai possibile prevedere un saldo e stralcio in anticipo, peraltro con percentuali predeterminate.

E difatti, la truffa è presto svelata. Dopo le iniziali 390 euro, al cliente vengono richiesti ulteriori pagamenti, anche a rate,  per poter procedere all’annullamento dei debiti.

L’infiltrato di Le Iene è riuscito a fingersi un aspirante operatore per verificare le tecniche di reclutamento del personale e scoprire i meccanismi interni della società. Scopre così che l’agenzia riceve circa 2000 richieste al giorno. A rispondere ci sono 100 operatori di un call center e ciascuno chiude in media 3 contratti da 390 euro.

Ad essi, in fase di formazione, viene consigliato di non farsi intenerire dalle storie dei clienti e di comportarsi da veri squali:

– garantire al cliente che pagherà con un risparmio del 70%;

– far sentire il cliente già in possesso delle soluzioni;

– se il cliente non cede, mettergli paura, facendogli presagire il pignoramento della casa.

Un ex dipendente svela alla telecamera: “A un certo punto me ne sono andato. Ti rendi conto di quante persone stai truffando e di quante cose hai sulla coscienza una volta uscito da quell’agenzia. Una volta una signora mi ha detto che se mi pagava la rata di 390 euro non poteva compare la nuova sedia a rotelle. Io ho chiesto subito assistenza a un team leader e lui mi ha consigliato di non pensare a quello che mi aveva detto, ma di rifilarle la documentazione. E io gli ho detto che non me la sentivo. Allora si è messo lui al telefono e ha cercato di convincere la signora dicendole: Mi raccomando signora, se lei non si affida a noi poi le vengono a prendere addirittura la casa. Ovviamente la signora si è spaventava e ha comprato la documentazione”.


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