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Lo sai che? Cosa posso installare su balcone e terrazza?

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

Cosa si può mettere all’esterno della casa? Le attività consentite sul balcone che non rovinano l’estetica del palazzo.

Ciascun condomino è proprietario dei propri balconi e può farci ciò che vuole. Tuttavia, si tratta di una libertà dimezzata: i vincoli possono derivare in parte dal regolamento di condominio e, in parte, dalle ordinanze comunali. Per quanto riguarda il primo, i limiti possono avere valore solo se approvati all’unanimità: essendo il balcone proprietà esclusiva, ogni restrizione è legittima se autorizzata dallo stesso proprietario. Per quanto riguarda i secondi, invece, i Comuni possono vietare o limitare le installazioni su balconi e terrazze (si pensi alle prescrizioni nei centri storici); non c’è infatti solo la tutela del decoro architettonico da tenere in conto, ma anche la sicurezza dei passanti e del traffico sottostante. In generale gran parte dei divieti sull’uso dei balconi attengono al decoro architettonico: essi rispondono all’esigenza di non rovinare l’estetica del palazzo. Il problema è sentito sopratutto per quanto riguarda condizionatori, tende, vasi e stenditoi per i panni da asciugare.

Di tanto ci occuperemo nel presente articolo e vedremo appunto tutte le attività consentite e quelle invece che possono essere vietate ai proprietari. Ma procediamo con ordine e rispondiamo al quesito: cosa posso installare su balcone e terrazza?

Sul balcone si possono mettere vasi?

Se si parla di come non rovinare l’estetica del palazzo, a tutto si pensa meno che ai fiori. Eppure a volte esistono dei limiti anche per questi. Tuttavia solo il regolamento di condominio approvato all’unanimità può vietare ai condomini di collocare vasi da fiori sui balconi. In ogni caso i vasi devono essere contenuti all’interno di fioriere saldamente ancorate alla ringhiera e non devono creare problemi di stillicidio [1], ossia di caduta di acqua ai piani inferiori. Se il balcone è separato dal sottostante locale da una pavimentazione in vetrocemento, non è possibile collocarvi vasi se chi sta al piano di sotto vanta una servitù per ricevere luce.

Il divieto, come detto, può essere contenuto in un regolamento approvato da tutti i condomini o in assemblea (cosiddetto regolamento assembleare) oppure al momento dell’acquisto degli appartamenti davanti al notaio, con sottoscrizione del regolamento di condominio (cosiddetto regolamento contrattuale).

Sul balcone si possono stendere panni?

Per i panni valgono le stesse regole per i vasi da fiore: non si possono stendere panni se vi è un divieto espresso nel regolamento del condominio. Il divieto potrebbe essere contenuto anche nel regolamento di polizia urbana. Secondo un precedente del Tribunale di Caserta [2] è legittima, perché non crea particolari pregiudizi, la sciorinatura (ossia l’esposizione) di panni sulle ringhiere dei piani superiori se compresa nei limiti della normale tollerabilità per i proprietari delle unità immobiliari sottostanti. Di diverso avviso è stato il tribunale di Milano [3] che ha condannato il condominio a rimuovere i panni la cui acqua cadeva sul cortile condominiale.

Sul balcone si può mettere il barbecue?

Il problema del barbecue è, più che per l’odore – che per molti può anche essere un profumo – per il fumo. Il Codice civile dispone che «il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi». Il fumo di un barbecue si può ritenere tollerabile solo nella misura in cui non obblighi il vicino a chiudere le finestre. E se anche una sola volta può essere considerato accettabile, quando si ripete spesso la soglia della tollerabilità si abbassa. Bisogna in ogni caso verificare sempre ciò che prevede il regolamento comunale; se lo consente è possibile arrostire negli spazi di proprietà o di uso esclusivo, anche se la giurisprudenza si è orientata in senso restrittivo. Secondo la cassazione il barbecue fisso costruito da un condomino nel cortile di sua proprietà è equiparabile a un forno e, in quanto tale, deve rispettare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i fondi vicini da ogni danno alla solidità, salubrità e sicurezza.

Sul balcone si possono installare tende, parabole e condizionatori?

Ogni condomino può installare un condizionatore d’aria, una tenda o una parabola tv sul balcone, oppure può posizionare un gazebo sulla terrazza di sua proprietà. A tal fine non ha bisogno di alcuna autorizzazione da parte dell’assemblea. Laddove previsto dalla legge è tenuto solo a chiedere le autorizzazioni al Comune (succede per la veranda, ossia la struttura che chiude il balcone). Ci sono però dei limiti.

Innanzitutto non si può sfruttare la parte inferiore del balcone sovrastante che è di proprietà del condomino del piano superiore. Per ancorare tende e condizionatori sul sottobalcone è necessario il consenso del relativo proprietari.

In secondo luogo non si deve pregiudicare la stabilità dell’edificio. Il codice civile stabilisce infatti che  «nell’unità immobiliare di sua proprietà ovvero nelle parti normalmente destinate all’uso comune, che siano state attribuite in proprietà esclusiva o destinate all’uso individuale, il condomino non può eseguire opere che rechino danno alle parti comuni ovvero determinino un pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o al decoro architettonico dell’edificio. In ogni caso è data preventiva notizia all’amministratore che ne riferisce all’assemblea». Significa che ciascuno può arredare come preferisce il proprio appartamento e il relativo balcone senza però mettere a repentaglio la sicurezza e l’incolumità degli altri condòmini.

In ogni caso, prima di installare una tenda, un gazebo o un condizionatore d’aria è necessario verificare cosa stabilisce il regolamento di condominio.

In ultimo non bisogna pregiudicare il cosiddetto decoro architettonico ossia l’estetica del palazzo. La Cassazione lo definisce come «l’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia, e che quindi contribuiscono a conferirgli una specifica identità» .

Con riferimento alle tende, il Comune potrebbe obbligare l’assemblea a scegliere e deliberare un modello, un tessuto e un colore specifico da adottare per tutte le unità immobiliari interessate a installare le tende. La disciplina comunale, inoltre, potrebbe vietare l’utilizzo di determinati materiali (come la plastica). C’è poi da verificare che il regolamento condominiale non contenga ulteriori limiti. In ultimo non resta che il divieto di non ledere il decoro architettonico dell’edificio.

note

[1] Trib. Bologna sent. del 1.03.1993.

[2] Trib. Caserta sent. del 28.04.1998.

[3] Trib. Milano sent. del 27/9/1965.


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