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Lo sai che? Mantenimento: si può dare direttamente al figlio?

Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 luglio 2018

No al versamento diretto del mantenimento al figlio maggiorenne che coabita con la madre se non lo ha espressamente richiesto.

Sei separato da tua moglie da diversi anni. Tuo figlio vive con lei perché, a suo tempo, il giudice aveva disposto in questo modo stabilendo a tuo carico l’obbligo di visite settimanali e di versamento di un assegno periodico per l’ordinaria amministrazione. Lo hai visto crescere a distanza, versandogli il mantenimento con un bonifico intestato alla madre. Ora però che è diventato maggiorenne vorresti assicurarti che i soldi vadano direttamente sul suo conto e che sia lui soltanto a decidere come spenderli. Insomma, il sospetto che la tua ex possa sfruttare per i propri comodi il denaro che versi al ragazzo o che lo possa gestire in modo sbagliato ti porta a volerla definitivamente “bypassare”. Pertanto, prima di procedere in questo modo, ti chiedi se il mantenimento si può dare direttamente al figlio. La questione è stata di recente decisa dalla Cassazione [1]. Ecco cosa hanno detto i giudici supremi in merito.

A chi deve essere pagato l’assegno di mantenimento per il figlio?

Di norma, quando i genitori si separano e il giudice fissa l’ammontare dell’assegno di mantenimento per il figlio, stabilisce anche a chi detto importo debba essere versato. Se però il giudice non specifica tale circostanza, la soluzione è la seguente:

  1. se il figlio è minorenne, il genitore obbligato paga il mantenimento direttamente all’altro genitore, sul conto di quest’ultimo;
  2. se il figlio è maggiorenne portatore di grave handicap, il genitore obbligato paga direttamente l’altro genitore, in applicazione delle stesse norme previste per i minori;
  3. se il figlio è maggiorenne e non è indipendente dal punto di vista economico (poiché, se lo fosse, non avrebbe più diritto al mantenimento), il genitore obbligato di regola versa l’assegno direttamente al figlio [2]. Tuttavia, il giudice può disporre diversamente e stabilire ad esempio che il mantenimento debba essere versato ancora alla madre (o meglio al genitore con cui il giovane convive)  La legge rimette infatti al potere discrezionale del giudice di valutare tutte le circostanze del caso concreto. Il giudice potrebbe anche disporre che l’assegno di mantenimento sia versato in parte direttamente al figlio e in parte al genitore con il quale convive affinché provveda alle spese di casa, all’acquisto del cibo e del vestiario.

Il genitore deve dare conto di come spende i soldi per il figlio?

Secondo la Cassazione, il coniuge non affidatario obbligato a versare un assegno per il mantenimento del figlio  non ha diritto a un rendiconto delle spese effettivamente sostenute per il mantenimento stesso a fronte del pagamento dell’assegno di mantenimento.

Invece per quanto riguarda le spese straordinarie queste vengono distinte in due categorie: quelle necessarie che non devono essere concordate preventivamente (ad esempio le spese per un intervento medico importante e indifferibile) e che vanno quindi rimborsate a semplice esibizione del documento di spesa; quelle non necessarie (ad esempio l’iscrizione a un determinato istituto scolastico privato piuttosto che alla scuola pubblica) che invece vanno prima concordate.

Il genitore può scegliere a chi versare il mantenimento?

Secondo la Cassazione, il genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento non può decidere, da sé, a chi dare i soldi, se cioè al figlio o all’ex con cui questi convive.

Il codice civile stabilisce, come regola, il pagamento diretto del mantenimento al figlio maggiorenne ma non economicamente autosufficiente. Tuttavia questa regola può essere derogata dal tribunale qualora il figlio coabiti con uno dei genitori, considerati gli oneri della convivenza gravanti sul genitore. In sostanza sia il figlio non autosufficiente coabitante con il genitore sia quest’ultimo sono entrambi legittimati a percepire la somma dovuta. Solo il figlio – e non già il genitore obbligato al versamento – può agire in tribunale affinché il giudice, rivedendo la propria precedente sentenza, modifichi il destinatario del pagamento e nomini quest’ultimo (e non già la madre) come unico legittimato a ottenere i soldi.

Pertanto, in mancanza di una specifica domanda del figlio, il genitore separato o divorziato tenuto al mantenimento del figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente e convivente con l’altro genitore non può pretendere di assolvere la propria prestazione nei confronti di quest’ultimo anziché dell’ex.

Infatti sia il figlio sia il genitore sono entrambi legittimati a percepire l’assegno dall’obbligato, con la conseguenza, ha concluso la Cassazione, che il genitore obbligato non ha alcuna autonomia nella scelta del soggetto nei cui confronti adempiere.

Devo versare il mantenimento quando mio figlio viene a stare da me?

Il pagamento dell’assegno non può essere sospeso durante il tempo in cui il figlio convive con il genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento e dunque, in particolare durante i periodi di vacanza.

note

[1] Cass. ord. n. 18008/18 del 9.07.2018.

[2] Art. 337 septies cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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