Diritto e Fisco | Articoli

Multa senza casco: basta dire che è stato rubato

16 gennaio 2013


Multa senza casco: basta dire che è stato rubato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 gennaio 2013



Trovato senza casco, il motociclista si salva dalla multa e dal sequestro del mezzo dicendo che la protezione gli è stata appena rubata e che si sta recando a sporgere denuncia.

 

Troppo facile? Forse; ma è capitato davvero.

Il giudice di pace di Agrigento [1] ha annullato una multa elevata nei confronti di un centauro trovato dalla volante senza il casco. Il giovane ha addotto come giustificazione il fatto di essere stato appena derubato dell’accessorio di protezione (lasciato sul mezzo mentre era in farmacia) e che si stava recando a casa a prenderne un altro di riserva, prima di andare dai carabinieri per denunciare il furto. Non creduto sul momento, ha ricevuto la multa, contro la quale ha fatto poi ricorso.

Stato di necessità

Secondo il giudice, il motociclista ha agito supponendo di trovarsi in stato di necessità. Sebbene la situazione fosse meno grave rispetto a quanto ritenuto dal conducente, tuttavia nell’ambito delle sanzioni amministrative (come quelle derivanti dalla violazione del codice della strada) valgono le stesse cause di giustificazioni previste dal codice penale. E pertanto si deve applicare lo stato di necessità [2]. La multa può essere quindi annullata.

Si può ottenere l’annullamento della contravvenzione stradale dimostrando di aver agito in stato di necessità oppure di aver ritenuto erroneamente (ma senza colpa) di trovarsi in un effettivo stato di necessità, anche se non sussistente.

note

[1] G.d.P. Agrigento sent. n. 489/12.

[2] In particolare, il giudice ha applicato l’esimente nella forma putativa. La rilevanza dell’errore sull’esistenza della causa scriminante, pur non essendo espressamente prevista con norma analoga all’art. 59 cod. pen., va comunque ritenuta sussistente (in analogia dell’art. 3, secondo comma, legge 689/81), laddove esclude la responsabilità nel caso di errore sul fatto non determinato da colpa.

Art. 59, comma 4, cod. pen.: “Se l’agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Interessante la precisazione sullo “stato di necessità” che non sapevo fosse contemplato dalla giurisdizione. Una riflessione sui dossi di rallentamento: impediscono di muoversi velocemente anche nel caso che ci si trovi in effettivo stato di necessità, come per prestare soccorso con una ambulanza, interventi delle forze dell’ordine, ma anche per portare un ferito o una partoriente in ospedale. Questi dossi rispettano pienamente diritti e libertà del cittadino?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI