HOME Articoli

Lo sai che? Quota 100: sostituisce la pensione anticipata?

Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

Pensione anticipata ordinaria e contributiva a 63 anni, quota 41, Ape: quali trattamenti sopravvivranno alla Quota 100?

La pensione anticipata quota 100, ambita e desiderata da molti lavoratori vicini al pensionamento, rischia di trasformarsi in uno svantaggio: all’idea iniziale, che prevedeva la possibilità di ottenere la pensione al semplice raggiungimento della quota 100, senza vincoli di età o di contribuzione minima, si è ora sostituita la proposta che prevede il pensionamento con quota 100, con un’età minima di 64 anni ed una contribuzione minima di 36 anni. Non solo: i contributi figurativi validi per il diritto alla pensione non potranno superare i 3 anni nell’arco della vita lavorativa e si dovrà applicare il ricalcolo contributivo dal 1996. Inoltre, secondo una delle più recenti ipotesi, la pensione quota 100 sostituisce la pensione anticipata ordinaria, quella che ad oggi può essere ottenuta con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne: questo comporterebbe, in pratica, l’addio alla pensione prima dei 64 anni di età. L’addio dovrebbe riguardare anche la pensione anticipata contributiva, quella che attualmente può essere raggiunta con 63 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, dai soli lavoratori soggetti al calcolo contributivo della pensione. E la pensione anticipata precoci quota 41? Il requisito contributivo dovrebbe essere portato a 42 anni di contributi e la possibilità di ottenere il trattamento estesa anche ai lavoratori non precoci, ma appartenenti alle sole categorie tutelate. Addio anche all’Ape sociale, l’anticipo pensionistico pagato dallo Stato che può essere richiesto dai 63 anni di età, mentre l’Ape volontario proseguirà, ma solo sino al 31 dicembre 2019. Restano un’incognita, invece, la proroga dell’opzione Donna e la nona salvaguardia. Tante opzioni “sul piatto”, dunque, ma ancora nulla di certo: cerchiamo allora di fare il punto della situazione sulla pensione anticipata e di capire quali saranno le nuove regole e che fine faranno i nuovi trattamenti.

Quota 100: come funziona

La pensione quota 100 consiste nella possibilità di uscire dal lavoro quando la quota, cioè la somma dell’età e degli anni di contributi, è uguale a 100. Potrebbe pensionarsi con la quota 100, ad esempio, chi ha 60 anni di età e 40 anni di contributi, o chi possiede 63 anni di età e 37 di contributi, o 65 anni di età e 35 anni di contributi. Purtroppo, però, per assicurare la sostenibilità della quota 100, è stato previsto un limite d’età minimo di 64 anni, assieme a un minimo di 36 anni di contributi.

Inoltre, la pensione dovrebbe essere ricalcolata col sistema contributivo, normalmente penalizzante, per le annualità dal 1996 in poi, a prescindere dal possesso di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: calcolo misto, dunque, anche per chi avrebbe diritto al sistema retributivo sino al 2011. Questa novità non creerà problemi a quei contribuenti che hanno già diritto al calcolo misto della pensione (ossia  al caloclo retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo, in quanto possiedono meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995), ma potrebbe portare delle penalizzazioni tutt’altro che irrilevanti a chi, possedendo almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ad oggi ha diritto al calcolo retributivo della prestazione sino al 31 dicembre 2011.

La quota 100 sostituisce la pensione anticipata?

Ad oggi, non è stato chiarito se la pensione quota 100 si affiancherà alla pensione anticipata ordinaria già esistente, oppure se la sostituirà. Nel secondo caso, a perderci sarebbero i pensionati con carriere lunghe e continuative, che dovrebbero attendere i 64 anni per uscire dal lavoro, anziché uscire con 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi se donne). Perderebbero inoltre i lavoratori aventi diritto al calcolo retributivo, che verrebbe di fatto cancellato per la pensione anticipata e resterebbe in piedi per la sola pensione di vecchiaia.

La quota 100 sostituisce la pensione anticipata contributiva?

Non si sa nemmeno se la quota 100, oltre a sostituire la pensione anticipata ordinaria, sostituirà la pensione anticipata contributiva, alla quale hanno diritto i lavoratori che:

  • non possiedono contributi precedenti al 1996, oppure hanno versato contribuzione solo presso la gestione Separata Inps o hanno optato per il computo in questa gestione;
  • possiedono almeno 20 anni di contributi;
  • hanno almeno 63 anni e 7 mesi di età;
  • hanno diritto a una pensione almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Quota 41 e quota 42: quale pensione?

La pensione quota 41 è la pensione anticipata riservata ai lavoratori precoci, cioè a coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età. Ad oggi, per ottenere la pensione anticipata quota 41 bisogna appartenere a una delle seguenti categorie tutelate: disoccupati di lungo corso, caregiver (che curano un familiare convivente disabile sino al 2° grado), invalidi dal 74%, addetti ai lavori gravosi, addetti ai lavori usuranti. Per approfondire: Guida alla pensione anticipata precoci.

Questa pensione anticipata è chiamata quota 41 impropriamente: 41, difatti, sono gli anni di contributi richiesti per pensionarsi, non si tratta della somma di età e contribuzione (altrimenti si potrebbe, ad esempio, andare in pensione a 30 anni con 11 anni di contributi!).

Secondo la normativa attuale, questa pensione potrà essere richiesta anche nel 2019 e negli anni a venire, previa disponibilità delle risorse: tuttavia, dal 1° gennaio 2019 il requisito previsto salirà a 41 anni e 5 mesi di contributi.

Il nuovo governo aveva proposto l’estensione della pensione anticipata quota 41 dapprima agli appartenenti alle categorie tutelate che non sono lavoratori precoci, poi a tutti i lavoratori. Si vorrebbe però innalzare il requisito a 42 anni di contributi. Riguardo all’eventuale ricalcolo misto del trattamento, nulla è stato ancora precisato.

Ape volontario, sino a quando può essere richiesto?

Secondo l’attuale normativa, con un minimo di 63 anni di età è possibile richiedere l’Ape volontario, o anticipo pensionistico volontario: si tratta di un assegno, ottenuto attraverso un prestito bancario, che accompagna il lavoratore fino al perfezionamento dei requisiti di età per la pensione di vecchiaia (dal 2018, 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 67 anni). Il lavoratore, per ottenerlo, deve possedere almeno 20 anni di contributi, maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi ed essere iscritto a una gestione Inps (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, gestione Separata, ex Inpdap…).

L’anticipo comporta delle penalizzazioni sulla futura pensione e dei requisiti piuttosto severi, che di fatto impediscono l’accesso a chi ha un basso importo della pensione, debiti pregressi ingenti o è cattivo pagatore. Per approfondire: Niente Ape per chi ha debiti.

L’Ape volontario potrà essere richiesto sino al 31 dicembre 2019: non dovrebbe essere prorogato.

Ape sociale, sino a quando può essere richiesto?

L’Ape sociale è un assegno che, come l’Ape volontario, accompagna il lavoratore dai 63 anni sino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia. La misura, però, è a carico dello Stato, quindi non comporta tagli della futura pensione. Per ottenerla sono necessari 30 anni di contributi, se il lavoratore appartiene alle categorie dei disoccupati, caregiver o invalidi, oppure 36 anni di contributi se il lavoratore appartiene alle categorie degli addetti ai lavori faticosi o rischiosi. Le donne hanno però diritto a uno sconto di 1 anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni, quindi possono ottenere l’Ape social con un minimo di 28 o 34 anni di contributi.

L’Ape sociale può essere richiesto sino al 15 luglio 2018, o, tardivamente, sino al 30 novembre: non sono previste proroghe.

Per approfondimenti: Chi ha diritto all’Ape social.

L’opzione Donna sarà prorogata?

È stata più volte proposta la proroga dell’opzione Donna, una speciale pensione agevolata dedicata alle sole lavoratrici, che possono anticipare notevolmente l’uscita dal lavoro in cambio del ricalcolo contributivo della prestazione.

Ad oggi, per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Con la proroga dell’opzione Donna si vorrebbe rendere strutturale questo trattamento, rendendo così possibile ottenere la pensione per tutte le lavoratrici con un minimo di 57 anni e 7 mesi (o 58 anni e 7 mesi) di età, eventualmente adeguabili all’aspettativa di vita, e 35 anni di contributi.

Altre proposte parlano invece di un’età più elevata per accedere all’opzione contributiva per le lavoratrici, pari a 63 anni, ma con minori penalizzazioni legate al calcolo della pensione.

La nona salvaguardia sarà attuata?

Tra i vari interventi che agevolano l’uscita dal lavoro è stata ipotizzata anche la proroga, per il 2019, degli interventi di salvaguardia.

In particolare, dovrebbe essere attuata una nona salvaguardia per consentire la pensione con le vecchie regole, cioè con le regole precedenti all’entrata in vigore della Legge Fornero: di anno in anno, a partire dal 2012, data di entrata in vigore della Riforma Fornero, si sono difatti succeduti otto decreti di salvaguardia.

La nona salvaguarda dovrebbe tutelare le stesse categorie beneficiarie dell’ultima salvaguardia, ossia:

Pensione anticipata addetti ai lavori usuranti e notturni: cambia qualcosa?

Restano invariati, sino al 31 dicembre 2026, i requisiti per accedere alla pensione agevolata a favore degli addetti a mansioni usuranti e turni notturni. Questa pensione di anzianità, lo ricordiamo, si può raggiungere con un minimo di 35 anni di contributi e di 61 anni e 7 mesi di età.

Nel dettaglio, per ottenere la pensione di anzianità, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti:

  • quota pari a 97,6, con:
    • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
    • almeno 35 anni di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione non è più necessario attendere la cosiddetta finestra, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, perché è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Per saperne di più: Pensione addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

5 Commenti

  1. Gentile dottoressa Noemi Secci,
    recentemente ho scritto a lei una mail e mi è stato risposto se non è stata proprio lei a rispondere che non poteva dare risposta in quanto era impegnata in lezioni universitarie,
    Con grandissimo disappunto invece noto che si dà un gran da fare ad effettuare campagna di disinformazione a scapito di noi lavoratori precoci già con 41 anni paventando l’orrenda ipotesi che non si vada in pensione con quota 100 60+40 ma additutura che eliminino la pensione anticipata fornero ovvero 42 o 43 anni e 3 m3si nel 2019.
    IO questa lo chiamo sadismo bell’e buono. Un modo di inculcare ai questi altri malepensanti che sono al governo e che hanno promesso di eliminare la legge fornero, di effetuare quello che lei sta diffondendo forse per assicurarsi un ruolo da economista per le orrende cose che scrive.
    Premetto che sono incazzatissima perchè a lei ho pagato ben 90 euro 2 anni fa per farmi fare un conteggio per l’opzione donna e mi consiglio’ che mi conveniva aspettare perchè mi avrebbero dato solo 880 euro.
    Ora con una grandissima sofferenza sto cercando di arrivare a febbraio 2020 per uscire con la legge fornero, che quasi quasi benedico, con una pensione piuù alta visto che con fatica ho anche il conteggio retributivo,
    Per quanto sopra la diffido a diramare in internet tutto quello che ha scritto in questo sito. Questo significa giocare sulla nostra pelle, immettere nelle menti contorte di questi pseudoeconomisti quello che lei afferma e si informi prima di paventare un futuro di sangue e lacrime. E per quanto mi riguarda mai chiedere a pagamento un conteggio pensionistico nè a lei nè a legge per tutti. Mi sono fidata. Invece siete dalla parte del potere, altrimenti nonsi spiega come con estrema solerzia lei diffonde queste ipotesi assurde che si leggono solo sul sito La legge per tutti a sua firma.

    1. Col calcolo pensione contributivo ci si perde parecchio nella stragrande maggioranza dei casi, come correttamente prospettato nello studio previdenziale che (a Suo dire, in quanto non si è presentata), feci a suo tempo. Mi fa sorridere l’idea che sia io a paventare proposte negative in campo previdenziale (come se potessi avere una minima influenza sul Governo o sul Parlamento:)). Le proposte “sul piatto” sono numerose, confuse, e continuamente riformulate perché, ahimè, mancano le risorse. Per colpa delle pensioni d’oro, per colpa dei vitalizi, per colpa delle babypensioni, per colpa anche dei “regali” nei calcoli della pensione di chi ci ha preceduto…Di fatto, i soldi sono davvero pochi e dubito, dati alla mano, che si possa affermare il contrario. Bravo chi riuscirà a risolvere questo rebus…

    1. Ormai è più probabile che entri in vigore assieme alla prossima finanziaria, ma nulla è certo in proposito

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI