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Lo sai che? Accesso al garage condominiale bloccato: che fare?

Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

Condominio: passaggio al posto auto bloccato o difficoltoso da uno dei proprietari che ha parcheggiato male l’auto. Come fare per difendersi.

Quella che sto per raccontarti è una storia di ordinaria vita condominiale. “Ordinaria” perché, in ogni palazzo che “si rispetti”, c’è sempre chi non rispetta gli altri e lascia l’auto in modo incivile: oggi vicino alla discesa per gli invalidi, domani in modo da occupare due parcheggi, dopodomani ostruendo il passaggio ai garage. Ecco proprio quest’ultimo è il caso più frequente. La statistica non è stilata dall’Istat ma dalla giurisprudenza: non è la prima volta infatti che la Cassazione spiega che fare in caso di accesso al garage condominiale bloccato. Lo ha fatto diverse volte in passato e lo ha ripetuto l’altro giorno con una sentenza interessante [1]. I giudici hanno affrontato diversi aspetti della tutela legale per i condomini che, a causa dell’altrui macchina, si vedono ostruire il passaggio al proprio posto auto. 

Affronterò questo problema basandomi sulle domande che più frequentemente vengono poste sui forum quando si parla appunto di accesso al garage condominiale bloccato. Ho infatti letto numerose lamentele e, spesso, a fronte di queste, l’incertezza degli altri commentatori a fornire soluzioni pratiche ed efficaci. Ecco quali sono allora i suggerimenti dei giudici supremi.

Se un condomino blocca con la sua auto l’ingresso a un garage posso chiamare il carro attrezzi?

La possibilità di chiamare il carro attrezzi è limitata solo sulle aree pubbliche o aperte alla circolazione. Il che significa che se il divieto di sosta è compiuto sulla via comunale, allora è possibile chiamare la polizia; se invece il parcheggio riguarda un’area di pertinenza del condominio (il cortile condominiale), il carro attrezzi non ha più competenza.

Posso chiamare i carabinieri contro chi parcheggia in modo incivile?

Anche se il parcheggio vietato, in una pubblica via, è un illecito amministrativo passibile solo di una contravvenzione per violazione del codice della strada, quando l’auto impedisce il transito ad una proprietà privata, come il garage condominiale, il comportamento costituisce anche reato: quello di “violenza privata”. È necessario che il passaggio sia completamente ostruito e non solo reso più difficoltoso. A tal fine è sufficiente che il comportamento si sia protratto per pochi minuti. Chi impedisce ad altri di entrare nel proprio garage o di uscire può essere quindi querelato. Il che significa l’avvio di un processo penale. Poiché si tratta di un reato minore, se non commesso abitualmente, il colpevole potrà ottenere il beneficio dell’archiviazione del procedimento per “particolare tenuità del fatto”. Ma resta che, nei suoi confronti, potrà anche essere richiesto il risarcimento del danno (nei limiti che vedremo qui di seguito). Leggi sul punto Condomino impedisce l’uscita dal garage: è reato.

Posso chiedere il risarcimento dei danni a chi mi impedisce di entrare in garage?

Immagina di dover lasciare una notte intesa l’auto allo scoperto perché il vicino di casa ha, maleducatamente, lasciato l’auto in modo tale da bloccarti l’entrata ai garage condominiale. Sarai costretto, il giorno dopo, a fare i conti con il freddo filtrato la notte all’interno dell’abitacolo e il rischio che i ladri possano rubare il mezzo. Ma se non hai subito alcuno di questi danni, non puoi chiedere il risarcimento. Secondo la Cassazione infatti il danno non patrimoniale va sempre provato. Anche quando un condòmino lascia parcheggiata per tutto il giorno e la notte la sua auto davanti alla rampa di accesso al garage condominiale.

In caso di condotte illecite, due sono in generale i tipi di danni risarcibili: quello patrimoniale e quello non patrimoniale. Il danno patrimoniale è quello per le spese sostenute magari per lasciare l’auto in un garage o in altro parcheggio a pagamento visto che il proprio era inaccessibile. A tal fine basterà dimostrare l’esborso monetario con le ricevute di pagamento. Il danno non patrimoniale è invece il disagio psico-fisico subìto. Secondo le Sezioni Unite questo danno è una sottospecie del danno morale. Il quale può essere risarcito solo se viene dimostrata una lesione di un diritto garantito dalla Costituzione, prova quest’ultima che deve fornire il danneggiato. Ebbene, nel caso di accesso al garage bloccato – secondo la Cassazione – tale danno non sussiste. Quindi tutto ciò che è possibile è richiedere il risarcimento del danno economico.  

note

[1] Cass. ord. n. 17460/18 del 4.07.2018.


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