Diritto e Fisco | Editoriale

Furto e uso indebito di un bancomat altrui: che si rischia?

10 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2018



Quali conseguenze deve attendersi chi si appropria di un bancomat altrui e lo usa indebitamente? Se l’autore digita varie combinazioni numeriche per individuare il PIN e fare prelievi ma non riesce nel suo scopo, commette un reato consumato o un reato tentato?

Sei stato ripreso dalle videocamere installate nei pressi di alcuni sportelli bancomat mentre vi introducevi una carta rubata poco prima dal portafogli di un uomo e tentavi di fare prelievi. Non conoscevi il PIN [1] e hai provato più volte a digitare sequenze numeriche causali sul tastierino dello sportello ma non hai avuto il tempo necessario e quindi non ti è riuscito di prelevare importi in contante. Alcuni esperti della Polizia di Stato hanno esaminato con attenzione le immagini riprese dalle videocamere, accertando, grazie agli indumenti indossati, che si trattava sempre dello stesso individuo. Nessun fotogramma lo riprendeva frontalmente ma gli esperti hanno ritenuto che le sue caratteristiche fisiche corrispondessero perfettamente alle tue. Poco dopo i poliziotti hanno fatto una perquisizione domiciliare nella tua abitazione e hanno trovato e sequestrato indumenti identici a quelli che aveva indosso il soggetto ripreso dalle videocamere. Se ti interessa avere un’idea precisa di cosa rischi in caso di furto e uso indebito di un bancomat altrui, sappi che una vicenda analoga è stata decisa poco tempo fa dalla Corte di Cassazione [2].

Cosa rischia chi si appropria di un bancomat altrui?

Chi sottrae un bancomat al suo legittimo titolare commette il reato di furto [3] che è punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa.

Se l’autore commette il fatto sottraendo alla vittima il portafogli che portava indosso, il furto è aggravato [4] e la pena prevista aumenta notevolmente (da due a sei anni di reclusione con l’aggiunta della multa).

Non fare affidamento sul fatto che la videocamera non ti ha inquadrato frontalmente mentre tentavi di prelevare contanti in vari sportelli bancomat.

Il giudice può infatti condannarti sulla base di altre prove: i tuoi tentativi di prelievo sono avvenuti a brevissima distanza di tempo dal furto; nella tua abitazione sono stati trovati e sequestrati indumenti identici a quelli indossati dall’individuo immortalato nelle riprese video acquisite dalla Polizia di Stato.

E cosa succede se si utilizza la carta rubata?

Se, dopo avere rubato una carta ad altri, la usi indebitamente, commetti un altro reato, precisamente quello di utilizzazione indebita di carta di credito o di pagamento [5], il quale è punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni e con la multa.

Cosa vuol dire uso indebito?

È uso indebito ogni comportamento che comporti, da parte di un individuo diverso dal titolare (e quindi contro la volontà implicita di quest’ultimo), l’uso di un bancomat secondo la funzione sua propria (mezzo di pagamento o di prelievo) al fine di trarne profitto per se stessi o per altri.

Se il prelievo non riesce, il reato di uso indebito del bancomat è consumato o tentato?

Il reato di uso indebito di un bancomat è consumato anche se, pur provandoci, non sei riuscito a prelevare contante dagli sportelli automatizzati.

La Corte di Cassazione ha più volte chiarito che l’indebita utilizzazione di una carta di credito (o uno strumento affine) avviene anche senza conseguire un profitto o produrre un danno.

Non è infatti richiesto che l’operazione compiuta dall’autore, come ad esempio l’introduzione della tessera nell’apposita fessura e la digitazione di sequenze numeriche casuali, produca il risultato sperato dal responsabile (in questo caso il prelievo di contante) [6].

Questa opinione è fondata sul fatto che il reato di indebito utilizzo appartiene alla categoria dei reati di pericolo, cioè i reati che puniscono comportamenti vietati per il solo fatto che sono in grado di mettere a rischio un interesse importante (in questo caso l’interesse all’affidabilità degli strumenti di pagamento).

Su queste premesse, la sentenza richiamata in apertura ha stabilito che il reato di indebito utilizzo si perfeziona, e quindi deve essere considerato consumato e non semplicemente tentato, quando qualcuno, che sia in possesso di un bancomat di provenienza furtiva e non conosca la combinazione numerica del PIN, digiti casualmente varie sequenze numeriche presso uno sportello automatizzato senza peraltro riuscire a fare il prelievo sperato.

In conclusione

I comportamenti che hai tenuto equivalgono alla commissione di due reti: il furto aggravato e l’utilizzo indebito di uno strumento di prelievo.

Sarai considerato responsabile di entrambi e condannato alle pene detentive e pecuniarie previste per quei reati.

Non potrai contare, relativamente al reato di uso indebito del bancomat, sulla riduzione di pena prevista per il semplice tentativo poiché la Cassazione considera la tua condotta come reato consumato.

Vincenzo G. Giglio

note

[1] Questa sigla è l’acronimo dell’espressione Personal identification number.

[2] Cass. sent. n. 17293/2018 del 20.04.2018

[3] Art. 624 cod. pen.

[4] Art. 625 co. 1 n. 4 cod. pen.

[5] Questo reato era previsto dall’art. 55 del Decreto legislativo n. 231/2007. Adesso, in attuazione del Decreto legislativo n. 21/2018 che ha realizzato il principio della riserva di codice (cioè l’inserimento di tutti i reati all’interno del codice penale), è contenuto nell’art. 493-ter cod. pen.

[6] Cass. sent. n. 16572/2006 del 20.04.2006

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