Diritto e Fisco | Editoriale

Segnalazione cattivo pagatore: dopo quanti anni si è cancellati?

10 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 luglio 2018



La segnalazione come cattivo pagatore non può essere eterna: c’è un termine massimo di anni entro il quale devi essere cancellato.

Volevi toglierti uno sfizio e per questa ragione hai comprato un tablet ultimo modello. Oppure per necessità lavorative, hai acquistato un computer all’avanguardia. Infine, come regalo per la promozione di tuo figlio, gli hai voluto comprare uno smartphone altamente tecnologico e costoso. Nelle descritte circostanze, hai volutamente approfittare del tasso d’interesse agevolato che il negozio di elettronica ti proponeva. Di conseguenza, hai completato il predetto acquisto con l’annesso finanziamento di turno. Purtroppo, però, a distanza di qualche tempo hai avuto delle imponderabili quanto malaugurate difficoltà economiche e, per questa ragione, non sei riuscito a restituire integralmente il predetto prestito finalizzato. Quale conseguenza della tua inadempienza, magari anche solo e soltanto parziale, hai subito la segnalazione in Crif. In altri termini, sei stato indicato come un cattivo pagatore e il tuo indice di affidabilità nella restituzione del denaro è sceso notevolmente. Tuttavia è trascorso molto tempo (alcuni anni) e, nonostante ciò, la predetta segnalazione è ancor lì: la cosa non è irrilevante, poiché rappresenta una macchia, ma soprattutto un’informazione non positiva sul tuo passato che influenza negativamente la concessione di altri prestiti: ebbene, per quanto tempo è possibile la conservazione della tua segnalazione in Crif? Se hai una segnalazione come cattivo pagatore, dopo quanti anni si è cancellati?

Crif: cos’è?

La parola Crif nasconde un acronimo. È in sostanza una sigla con la quale si identifica la Centrale rischi d’intermediazione finanziaria. Non è un ente pubblico o governativo, ma semplicemente una società privata che gestisce un sistema d’informazioni creditizie (anche in questo caso, solitamente, si usa l’acronimo Sic). In termini pratici, la Crif Spa gestisce una banca dati, composta dalle informazioni provenienti dalle banche e dagli istituti finanziari (ad esempio, le varie finanziarie che si rendono disponibili a concedere il finanziamento quando andiamo nel negozio di elettronica a comprare il televisore gigante). Attraverso la descritta banca dati, i soggetti interessati hanno la possibilità di vedere le informazioni creditizie che ci riguardano, in questo modo valutando la nostra affidabilità potenziale nella restituzione del prestito ed eventualmente negandocelo se le informazioni non sono positive.

Crif: tempi di conservazione dati

Nella banca dati della Crif sono annotate le informazioni negative, ma anche quelle positive (ad esempio, quando restituiamo regolarmente un prestito). Nella presente pubblicazione, però, interessa fa sapere i tempi di conservazione di quelle negative. Ed allora:

  • Se paghi in ritardo una o due rate, le informazioni negative resteranno per 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione. È necessario, però, che durante questo periodo, i pagamenti delle rate in scadenza siano stati regolari;
  • Se paghi in ritardo tre o più rate, le informazioni negative resteranno per 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione. È necessario, però, che durante questo periodo, i pagamenti delle rate in scadenza siano stati regolari;
  • Se non restituisci il prestito integralmente oppure sei gravemente moroso nella restituzione, le informazioni negative resteranno per i 36 mesi successivi alla data prevista per l’estinzione del prestito (in sostanza quella stabilita dal contratto per il pagamento dell’ultima rata). Tuttavia, il predetto termine di 36 mesi, potrebbe ricominciare a decorrere e, per l’esattezza, dalla data in cui il creditore ha inviato l’ultimo aggiornamento (ad esempio, allorquando ha comunicato la messa in perdita del credito).

In conclusione, sembrerebbe che l’informazione negativa potrebbe restare a tuo carico quasi senza un termine. Ad esempio, il creditore/finanziaria potrebbe inviare più volte un aggiornamento dei dati sulla tua pratica, facendo scattare nuovamente il termine dei 36 mesi: ma è così? Assolutamente no

Crif: cancellazione dopo cinque anni

La macchia rappresentata dall’informazione negativa che ti riguarda e che si riferisce alla mancata restituzione di un prestito ricevuto da una finanziaria, non può essere eterna e, ad un certo punto, deve essere cancellata. Ovviamente non è il sottoscritto ad affermarlo, ma il Garante per la protezione dei dati personali. Con un provvedimento abbastanza recente [1], infatti, egli ha affermato che la cancellazione deve avvenire dopo massimo cinque anni, anche se intervengono degli aggiornamenti alla segnalazione iniziale. Il predetto termine decorre, senza alcun ulteriore equivoco interpretativo, dalla data prevista per l’estinzione del prestito (cioè quella entro la quale dovevate pagare l’ultima rata del finanziamento). Pertanto, se nonostante sia trascorso questo termine, risulta ancora presente la tua informazione negativa, fai la segnalazione alla Crif e chiedine l’immediata cancellazione: è un tuo diritto.

note

[1] Provv. del Garante del 26.10.2017 – Delibera n. 438


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