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Lo sai che? I termini di prescrizione dei debiti fiscali

Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 luglio 2018

Quando le tasse scadono ossia quando la richiesta di pagamento si considera fuori termine. I singoli termini per imposte (Irpef, Iva, Imu, Tasi, Tari, bollo auto, ecc.) e per le cartelle di pagamento.

I contribuenti che non hanno i soldi per pagare i debiti fiscali, rateizzarli o fare ricorso al giudice possono sperare solo nella prescrizione. Di cosa si tratta? È un concetto molto semplice. Dopo un po’, i debiti “scadono”: non possono cioè essere più riscossi. E ciò non vale solo per le tasse, le multe stradali o le sanzioni amministrative, ma anche per bollette, le rate della banca, i compensi ai professionisti, i canoni di affitto, gli oneri di condominio e qualsiasi altro debito. Se, ad esempio, per molti anni non hai pagato il bollo auto, il canone Rai o l’imposta sulla spazzatura, nell’ipotesi in cui l’amministrazione dovesse accorgersene non potrà chiederti tutti gli arretrati ma solo quelli che non sono andati “fuori termine” ossia le ultime annualità. Quali sono queste annualità? Variano da tributo a tributo. Di tanto parleremo in questo articolo. Ti spiegheremo cioè quali sono i termini di prescrizione dei debiti fiscali.

Peraltro la questione è tornata d’attualità quando, poco più di un anno fa, le Sezioni Unite della Cassazione hanno affrontato un tema correlato: quello della prescrizione delle cartelle di pagamento. Potrebbe sembrare che si tratti di una questione diversa perché gli atti sono distinti (da un lato l’intimazione di pagamento del Comune, della Regione, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps; dall’altro lato la cartella dell’Agente della Riscossione); invece, come avremo modo di chiarire più avanti, per la Cassazione la soluzione resta la stessa. Per cui, parlare dei termini di prescrizione dei debiti fiscali significa anche rispondere alla domanda: quando scadono le cartelle di pagamento.

Non resta che andare a vedere, tassa per tassa, quali sono questi termini.

I termini di prescrizione dell’IRPEF

Se non hai pagato l’Irpef, l’Agenzia delle Entrate ha dieci anni di tempo per accertare il mancato pagamento. Questo termine si riferisce solo alla riscossione dell’imposta (e non all’accertamento dell’evasione), ossia all’ipotesi in cui l’importo sia certo e determinato ma materialmente non versato dal contribuente. Se invece l’Agenzia intende contestare l’omessa indicazione, nella dichiarazione dei redditi, di alcuni proventi percepiti ma non denunciati, ha cinque anni di tempo per farli a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione stessa. Se infine intende contestarti proprio il mancato invio della dichiarazione dei redditi ha sette anni di tempo.

Torniamo sul termine di prescrizione dell’IRPEF. A differenza dell’accertamento dell’evasione, qui ogni lettera che arriva con un sollecito di pagamento interrompe la prescrizione e la fa decorrere nuovamente da capo. Anche l’arrivo della cartella di pagamento interrompe la prescrizione.

Si sta facendo strada, in quest’ultimo tempo, una diversa interpretazione. Secondo alcuni giudici, il termine di prescrizione dell’IRPEF sarebbe di cinque anni e non dieci. Il che significa che se non hai mai pagato l’imposta sui redditi, il fisco potrebbe pretendere da te solo le ultime cinque annualità. Secondo tale orientamento, infatti, si applicherebbe la norma del codice civile secondo cui tutti i pagamenti che vanno fatti, periodicamente, almeno una volta all’anno si prescrivono in un quinquennio. La tesi contraria fa invece leva sul fatto che il presupposto dell’IRPEF cambia di continuo, a seconda del reddito dichiarato. Non si potrebbe allora parlare di un pagamento “periodico” e ben potrebbe succedere che, in un anno, non ci sia nulla da versare all’erario.

I termini di prescrizione dell’IVA

Anche per l’IVA valgono le stesse considerazioni appena fatte per l’IRPEF: la prescrizione è di dieci anni e può essere interrotta da qualsiasi sollecito di pagamento o dalla cartella esattoriale. Qualcuno, anche qui, protende per la prescrizione in cinque anni ma ancora si tratta di una tesi minoritaria non supportata dalla Cassazione.

Come per l’IRPEF, differenti e più brevi sono invece i termini di decadenza per l’accertamento dell’omissione dichiarativa o dell’evasione: rispettivamente sette e cinque anni.

I termini di prescrizione dell’IRAP

L’Irap ossia l’imposta regionale sulle attività produttive è una addizionale che paga chi ha un’attività organizzata non solo con il lavoro proprio ma anche con altri collaboratori. Il presupposto impositivo è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata, diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi. Il piccolo contribuente, così come la ditta individuale non la pagano.

L’IRAP segue le regole delle imposte sui redditi. E quindi vale la prescrizione decennale.

I termini di prescrizione dell’IRES

Chiude il quadro delle imposte sui redditi l’Ires, l’imposta sul reddito delle società. La disciplina è uguale a quella appena illustrata per l’IRPEF e l’IVA.

Ricordiamo che l’IRES è dovuta da:

  • società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e di mutua assicurazione nonché società europee e società cooperative europee residenti nel territorio dello Stato;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • enti pubblici e privati diversi dalle società, trust che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, residenti nel territorio dello Stato;
  • organismi di investimento collettivo del risparmio;
  • società ed enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.

I termini di prescrizione dell’IMU

L’Imposta municipale sugli immobili cade in prescrizione dopo cinque anni. Il regime è quello delle imposte locali, per cui la riscossione è affidata di solito a un Esattore diverso da Agenzia Entrate Riscossione che invece, di solito, si occupa dei tributi erariali.

I soggetti passivi dell’IMU sono:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il titolare del diritto reale di godimento su una cosa altrui: usufrutto; uso; abitazione; enfiteusi e superficie;
  • il locatario (utilizzatore) per gli immobili detenuti in leasing;
  • il concessionario di aree demaniali in regime di concessione.

Se il Comune dovesse inviarti una richiesta di pagamento dell’IMU che si riferisce a una annualità più lontana di cinque anni da quando viene spedita la raccomandata non sei tenuto a pagare per intervenuta prescrizione; tutte le annualità rientranti negli ultimi cinque anni invece vanno corrisposte.

I termini di prescrizione della TASI

La Tasi, la seconda imposta collegata alla casa e per la quale ad oggi è presente l’esonero per l’abitazione principale (come del resto per l’IMU), si prescrive anch’essa in cinque anni essendo un’imposta locale.

Anche qui, se dimentichi di pagare per uno o più anni, rischi l’accertamento solo nei successivi cinque.

I termini di prescrizione della TARI

Chiude il quadro delle imposte legate al mattone la TARI, la tassa sulla spazzatura. Anche in questo caso i termini sono di cinque anni.

I termini di prescrizione delle multe stradali e delle sanzioni amministrative

Le multe stradali, come tutte le sanzioni amministrative, si prescrivono in cinque anni. Attento però: se fai una causa per impugnare la contravvenzione e la perdi, il titolo da cui deriva l’obbligo di pagamento sarà la sentenza e, come tutti gli atti giudiziari, questa si prescrive in dieci anni. Per cui, a volte, per avere più chance di non pagare una multa basterebbe aspettare solo il decorso del tempo nella speranza che l’organo accentratore non invii contestazioni o solleciti. Tieni conto comunque che le multe vanno notificate entro 90 giorni dalla commissione dell’illecito altrimenti sono illegittime. E ci sono due anni di tempo per formare il ruolo e trasmetterlo all’Agente della riscossione affinché questi notifichi la cartella esattoriale; la cartella inviata dopo due anni dall’iscrizione a ruolo è illegittima per intervenuta decadenza.

I termini di prescrizione dei contributi previdenziali

È sempre di cinque anni il termine di prescrizione nei contributi dovuti a INPS e INAIL.

I termini di prescrizione del bollo auto

L’odiata tassa automobilistica si prescrive in tre anni. Il termine decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui va fatto il pagamento. Se entro tale data non arriva una richiesta di pagamento, le eventuali successive lettere vanno impugnate perché sono illegittime.

Termini di prescrizione di 10 anni per tutte le altre imposte erariali

Tutte le altre imposte erariali, quelle cioè dovute allo Stato, si prescrivono sempre in 10 anni. Tra queste ricordiamo:

  • imposta di bollo
  • imposta di registro
  • imposta catastale
  • canone Rai (imposta sulla detenzione di apparecchi televisivi).

Che fare se arriva una richiesta di pagamento per imposte prescritte

Se ti dovesse arrivare, dal Comune, dall’Agenzia delle Entrate, dall’Inps, dalla Regione o da qualsiasi altra amministrazione una richiesta di pagamento per un’imposta ormai “fuori termine” ossia prescritta non puoi far finta di niente ma devi contestarla. Se non lo fai, la pretesa diventa definitiva: il vizio si sana e sarai tenuto a pagare. Che significa? Che dovrai far ricorso al giudice. In alternativa puoi presentare un’istanza in autotutela anche tu stesso, senza bisogno dell’avvocato. Ma con la consapevolezza che questa lettera non interrompe i termini per presentarsi al giudice; per cui, in caso di silenzio o mancato accoglimento, dovrai andare in tribunale.

Termini di prescrizione delle cartelle di pagamento

Chiude il quadro la prescrizione delle cartelle esattoriali. Per questa valgono le stesse regole che abbiamo detto sino ad ora. Per cui, a seconda del tributo richiesto nella cartella, la cartella stessa avrà una differente prescrizione. Ad esempio, la cartella per bollo auto si prescrive in 3 anni, quella per la Tasi in 5, quella per l’Irpef in 10, quella per le multe stradali in 5 e così via.

Se la stessa cartella contiene la richiesta di pagamento di somme tra loro eterogenee la prescrizione si riferirà a ciascuna di esse in modo autonomo: così si potrebbe ben avere che una parte della cartella, riferita a IMU, si prescriva prima della restante riferita a IVA.

La prescrizione della cartella comporta che, se dopo la notifica di quest’ultima l’Agente della riscossione resta inerte per tutto il tempo della durata della prescrizione (non esegue cioè un pignoramento, un fermo, un’ipoteca, una nuova cartella o un’imitazione di pagamento) tutto ciò che dovesse essere notificato oltre tale termine sarebbe illegittimo.

note

Autore immagine: 123rf com


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