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Cosa succede se giuri il falso?

17 Agosto 2018 | Autore:
Cosa succede se giuri il falso?

Puoi mentire nel caso in cui tu debba deporre come testimone? Cosa succede se dici il falso sotto giuramento? Cosa sono il giuramento decisorio e quello suppletorio?

Hai mai prestato giuramento in tribunale? Probabilmente ti interesserà sapere che il giuramento non è una dichiarazione normale, resa solamente per far andare avanti il processo, ma si tratta di un’affermazione solenne, per volti versi decisiva. Si sa che la verità è un concetto relativo: quando accade un fatto, c’è sempre la versione di chi vi ha preso parte, quella di chi ha solamente assistito e quella ancora di chi non era nemmeno presente, ma ne sa più delle persone direttamente coinvolte. D’altronde, un processo (civile, penale o amministrativo che sia) serve proprio a questo: ad accertare come una vicenda si sia svolta. È per questo che vengono chiamati testimoni, prodotti documenti e sentite le parti direttamente coinvolte. Il problema, però, è che non è facile ritenere attendibili le persone, né i documenti. Proprio per questo motivo, cioè per rafforzare le parole o gli atti provenienti da (determinate) persone, la legge ha previsto delle sanzioni a carico di chi rende dichiarazioni o produce documenti falsi. Dal primo punto di vista, la legge punisce la falsa testimonianza, cioè la persona che, chiamata a testimoniare in un processo, menta al giudice; ugualmente è punito il falso giuramento della parte nel processo civile. Di cosa si tratta precisamente? Cosa succede se giuri il falso? Scopriamolo con questo articolo.

Giuramento: cos’è?

Prima di capire cosa succede se giuri il falso, parliamo brevemente del giuramento. Di cosa si tratta? Bisogna prestare attenzione, in quanto con il termine “giuramento” si possono intendere due cose: il giuramento inteso come prova nel processo civile; il giuramento reso dal testimone prima di deporre. Il primo è un mezzo di prova a tutti gli effetti, consistente nella dichiarazione resa da una delle parti del processo civile (attore o convenuto, ricorrente o resistente) sulla verità dei fatti di causa. Si tratta di uno strumento che  ha valore di prova legale, nel senso che vincola il giudice sulla veridicità di quanto asserito. Il giuramento pronunciato dal testimone, invece, consiste in una formula recitata da chi, in un processo civile o penale, sia chiamato a deporre come persona che ha assistito ai fatti di causa e sui quali può dire qualcosa. Vediamo meglio le differenze.

Giuramento nel processo civile: cos’è?

Abbiamo detto che il giuramento nel processo civile è un mezzo di prova dalla particolare efficacia, visto che obbliga il giudice a credere a quanto detto dalla parte che lo ha reso. Ma come funziona in concreto il giuramento? Nel nostro ordinamento sono previsti due tipi di giuramento: il giuramento decisorio e quello suppletorio. Analizziamoli.

Giuramento decisorio: a cosa serve?

Il giuramento decisorio è quello deferito da una parte all’altra per farne dipendere, in tutto o in parte, la decisione della causa. In pratica, avviene che, durante il corso del processo civile, se una parte non ha altri mezzi per dimostrare il proprio diritto, l’ultima carta che gli resta da giocare è quella di “sfidare” la controparte a giurare proprio sulla situazione controversa. Facciamo un esempio: Tizio ha prestato dei soldi a Caio, il quale non glieli ha restituiti. In assenza di prove documentali o di testimoni, a Tizio non resta che deferire il giuramento a Caio, chiedendogli se è vero o meno che ha ricevuto del danaro. Caio si troverà davanti ad una scelta:

  • accettare il giuramento, vincolando così il giudice alle sue dichiarazioni;
  • rifiutare di prestarlo, ammettendo così implicitamente le ragioni del suo avversario;
  • riferire il giuramento a Tizio, lasciando a quest’ultimo l’onere di determinare l’esito del procedimento.

Ora, è chiaro che Caio ben potrebbe accettare il giuramento e mentire spudoratamente, affermando che egli niente deve a Tizio. In questo modo vincerà la causa, in quanto il giudice, come detto, non potrà che credergli; né la legge abilita la controparte a provare il contrario. Chi giura vince, in poche parole: per questo si chiama giuramento decisorio.

Giunti a questo punto, sicuramente ti starai ponendo due domande: perché ricorrere al giuramento? Perché la parte che deve giurare non dovrebbe mentire? Ebbene: la parte che ricorre al giuramento, di solito, non ha altre alternative per poter dimostrare il suo diritto. In assenza di testimoni o di altre prove (come, ad esempio, quelle documentali), l’unica strada che rimane è quella di deferire alla controparte il giuramento, sperando nella sua onestà. E qui giungiamo alla tua seconda domanda: la parte a cui è stato detto di giurare non dovrebbe mentire perché il giuramento falso costituisce reato! Secondo il codice penale, chi, come parte in giudizio civile, giura il falso è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [1]. Pertanto, la parte chiamata a giurare sui fatti di una causa ha sì il potere di deciderla, ma si espone anche ad una seria responsabilità penale nel caso in cui menta. Possiamo quindi dare una prima risposta alla domanda cosa succede se giuri il falso: rischi il carcere fino a tre anni.

Giuramento suppletorio: cos’è?

Quanto detto per il giuramento decisorio vale anche per il giuramento suppletorio, con le seguenti differenze: il giuramento suppletorio non è un guanto di sfida lanciato da una parte all’altra, ma è deferito d’ufficio dal giudice quando le prove raccolte non sono sufficienti per giungere ad una decisione. Anche in questo caso, se giuri il falso rischi la reclusione fino a tre anni, a meno che tu non decida di ritrattare il falso prima che sulla domanda giudiziale sia pronunciata sentenza definitiva: in questo caso non sarai punibile.

Giuramento del testimone: cos’è?

Diverso dal giuramento inteso come mezzo di prova è il giuramento prestato dal testimone prima di deporre sui fatti per i quali è stato citato. Anche in questo caso ci troviamo nell’ambito dell’istruttoria processuale, cioè nella fase del procedimento deputata alla raccolta delle prove; solamente che il giuramento di cui parliamo non è esso stesso una prova, bensì una formula che la persona deve recitare prima di testimoniare.

La formula del giuramento è la seguente: «Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza». Recitata questa, il testimone è reso consapevole del fatto che, se mentirà durante la sua deposizione, rischierà di incorrere nel reato di falsa testimonianza. Secondo il codice penale, è punito con al reclusione da due a sei anni chiunque, deponendo come testimone innanzi all’autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato [2]. Pertanto, anche in questa circostanza, alla domanda cosa succede se giuri il falso bisogna rispondere che trattasi di reato, questa volta punito con la reclusione fino a sei anni.


note

[1] Art. 371 cod. pen.

[2] Art. 372 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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