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Lo sai che? Danno da vacanza rovinata: chi risarcisce?

Lo sai che? Pubblicato il 11 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 luglio 2018

Il tour operator è tenuto a risarcire anche i danni provocati dai prestatori dei singoli servizi (compagnia aerea, hotel, autobus ecc.)?

Ritardi aerei, voli cancellati, bagagli smarriti, hotel da incubo, navette inesistenti, escursioni annullate: più o meno piccole disavventure che possono rovinare la tanto desiderata vacanza. Il cliente ha diritto al risarcimento dei danni subiti a causa della cattiva organizzazione e gestione del viaggio: ma a chi deve rivolgersi per ottenerlo? Alla compagnia aerea? All’hotel? Al responsabile delle escursioni?

Ebbene, se il cliente ha acquistato un pacchetto vacanze presso un’agenzia di viaggi o tour operator, sarà quest’ultimo a dover risarcire il danno da vacanza rovinata, anche se causato da terzi (per esempio dalla compagnia aerea che ha cancellato il volo senza preavviso).

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1]. Vediamo allora chi risarcisce in caso di vacanza rovinata e perché e quando occorre rivolgersi tour operator.

Pacchetto volo + hotel: diligenza qualificata del tour operator

Nel contratto di viaggio vacanza “tutto compreso” (c.d. “pacchetto turistico”) l’organizzatore e il venditore sono tenuti ad una prestazione improntata alla diligenza professionale qualificata dalla specifica attività esercitata. Chi organizza il viaggio è un professionista specializzato in quel determinato settore, al quale il cliente si affida per gestire al meglio tempo e denaro. Per tale ragione, si richiede all’organizzatore/venditore del pacchetto una certa diligenza professionale che il comune cliente non ha. Quale sarebbe altrimenti la differenza tra la prenotazione del viaggio fai da te e la prenotazione del viaggio in agenzia?

Le obbligazioni professionali sono caratterizzate dalla prestazione di attività particolarmente qualificata da parte di un soggetto dotato di specifica abilità tecnica, in cui il contraente fa affidamento al fine del raggiungimento del risultato perseguito o sperato.

Nel nostro ordinamento si distingue tra una diligenza professionale generica e una diligenza professionale variamente qualificata; di conseguenza chi assume un’obbligazione nella qualità di specialista, è tenuto alla perizia che è normale della categoria (si pensi per esempio alla professionalità che ci si può attendere da un chirurgo, da un avvocato, da un agente immobiliare ecc. ciascuno nei propri settori di competenza).

Tour operator: obbligazione di risultato

Un professionista è contrattualmente impegnato al risultato dovuto, cioé quello conseguibile secondo criteri di normalità, da apprezzarsi in relazione alla abilità tecnica e alla sua capacità tecnico-organizzativa. Anche il tour operator può essere definito un professionista.

Secondo la Cassazione [2], l’organizzatore e il venditore di pacchetti turistici, la cui rispettiva obbligazione è senz’altro di risultato, sono tenuti all’adeguato sforzo tecnico, con impiego delle energie e dei mezzi normalmente necessari od utili, in relazione alla natura dell’attività esercitata; tale impegno è volto all’adempimento della prestazione dovuta ed al soddisfacimento dell’interesse del turista-consumatore di pacchetti turistici, nonché ad evitare possibili eventi dannosi.

In caso di mancato o inesatto adempimento delle prestazioni oggetto del c.d. pacchetto turistico o package, l’organizzatore o il venditore sono tenuti a dare la prova che il risultato “anomalo” o anormale dipende da un fatto ad essi non imputabile, in quanto non ascrivibile alla condotta mantenuta in conformità alla diligenza dovuta, in relazione alle specifiche circostanze del caso concreto.

Se non riescono a fornire tale prova, essi rispondono dei danni subiti dal turista.

Risarcimento del danno da vacanza rovinata anche se per colpa di terzi

Secondo la Cassazione, l’organizzatore e il venditore di pacchetti turistici sono tenuti a risarcire qualsiasi danno subito dal consumatore a causa della fruizione del pacchetto turistico, anche se la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente ad altro soggetto (per esempio compagnia aerea o titolare dell’hotel).

L’organizzatore e il venditore di pacchetti turistici rispondono per il mancato o inesatto adempimento sia delle prestazioni direttamente eseguite che di quelle effettuate da prestatori di servizi della cui opera comunque si avvalgano per l’adempimento della prestazione.

Si tratta di una forma di responsabilità oggettiva: il debitore che nell’adempimento dell’obbligazione si avvale dell’opera di terzi risponde anche dei fatti dolosi o colposi di costoro, anche se questi non sono alle sue dipendenze [3].

Responsabilità del tour operator

La responsabilità dell’organizzatore e del venditore di pacchetti turistici trova fondamento, non nella colpa nella scelta degli ausiliari o nella vigilanza, bensì nel rischio connaturato all’utilizzazione dei terzi nell’adempimento dell’obbligazione.

Il tour operator è pertanto direttamente responsabile quando l’evento dannoso dipende dalla condotta colposa di un terzo (per esempio compagnia aerea) della cui attività comunque si sia avvalso, essendo tenuto al risarcimento dei danni sofferti dal turista-consumatore di pacchetto turistico. Resta fermo che il tour operator può sempre rivalersi sul terzo che ha effettivamente causato il danno da vacanza rovinata.

La Suprema Corte ha quindi ritenuto che il tour operator deve risarcire il turista che ha smarrito il bagaglio e il cui volo è stato anticipato. In un altro caso, sempre la Cassazione, ha condannato il tour operator a risarcire i danni subiti dal turista a causa di un incidente provocato da un tassista mentre si recava in aeroporto.

Danno da vacanza rovinata: è sempre risarcibile

Con la sentenza in commento la Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: il danno non patrimoniale da vacanza rovinata [4], costituisce uno dei casi previsti dalla legge nei quali il pregiudizio non patrimoniale è risarcibile. Spetta al giudice di merito valutare la domanda di risarcimento di tale pregiudizio non patrimoniale, alla stregua dei generali precetti di correttezza e buona fede e alla valutazione dell’importanza del danno, fondata sul bilanciamento del principio di tolleranza delle lesioni minime e della condizione concrete delle parti.

note

[1] Cass. sent. n. 17724 del 6.07.2018.

[2] Cass. sent. n. 22619/2012

[3] Artt. 1228 e 2049 cod. civ.

[4] Direttiva 90/314/CEE.


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