Diritto e Fisco | Editoriale

Reato ambientale: chi è responsabile?

13 Agosto 2018 | Autore:
Reato ambientale: chi è responsabile?

In cosa consiste il reato ambientale, in quali condotte si concretizza e chi ne è penalmente responsabile.

Sei dipendente di una ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani e, soprattutto adesso che è estate e fa molto caldo, sei preoccupato e temi di commettere qualche reato ambientale? Su direttiva del titolare dell’azienda per la quale lavori, alcune volte, sei costretto ad abbandonare, illegittimamente, lungo una strada di campagna, dei rifiuti ad alta radioattività e ti chiedi cosa accadrebbe se ti scoprissero? O sei titolare di un’impresa che si occupa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani e temi di poter subire le conseguenze della disattenzione che i tuoi dipendenti pongono nello svolgimento della loro attività? Dunque ti chiedi in caso di reato ambientale chi è responsabile? Sarai responsabile tu (dipendente della ditta) che realizzi l’illecito (considerato che la responsabilità penale è personale) oppure il tuo titolare o responsabile aziendale? E che tipo di responsabilità avrà il titolare? Commissiva o (anche) per omessa vigilanza sul tuo operato? E cosa succede, invece, se tu (dipendente) su tua iniziativa, getti i rifiuti pericolosi per strada, senza controllo e illecitamente? Chi è responsabile in questo caso? Ad intuito possiamo immaginare che si tratta di due casi completamenti diversi che comporteranno responsabilità diverse. In questo articolo spiegheremo quali sono i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento, come sono puniti e, successivamente, chiariremo chi è responsabile per i reati ambientali nel caso in cui questi ultimi siano commessi durante il lavoro o a causa dello stesso.

Cos’è un reato ambientale?

Per reato ambientale si intende quella particolare condotta che, realizzata dall’uomo, sia idonea a mettere in pericolo o a ledere concretamente l’ambiente in cui viviamo. È naturale che, in applicazione del principio secondo il quale nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto dalla legge come reato, i reati ambientali debbano essere previsti e disciplinati dalla legge. A questo proposito, nel 2015, il legislatore è intervenuto [1] introducendo nel nostro codice penale un nuovo titolo dedicato esclusivamente ai delitti contro l’ambiente. In particolare ha introdotto i seguenti reati.

Inquinamento ambientale

L’inquinamento ambientale [2] si realizza quando un soggetto con le proprie azioni o omissioni determini un deterioramento significativo (e misurabile) delle acque, dell’aria o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità (anche agraria) di piante e/o animali. Il responsabile è punito con la pena della reclusione da due a sei anni e della multa da 10.000 a 100.000 euro. La pena appena indicata è, però, aumentata:

  • quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, o in danno di specie animali o vegetali protette;
  • in caso di morte o lesioni personali di una o più persone (tranne nei casi in cui si determini una malattia di durata inferiore a venti giorni) come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale [3].

La pena è, invece, diminuita:

  • da un terzo a due terzi, nel caso in cui i fatti siano commessi per colpa;
  • di un terzo nel caso in cui i fatti siano commessi per colpa e da essi derivi soltanto il pericolo di inquinamento ambientale (per cui la condotta non determina ancora il danno ambientale ma solo il pericolo) [4].

Disastro ambientale

Si parla di disastro ambientale [5] quando si accerta la presenza di:

  • un’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema;
  • un’alterazione reversibile dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione, però, risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali;
  • un’offesa alla pubblica incolumità in quanto il danno è molto esteso (magari anche solo per il numero delle persone danneggiate o, comunque, esposte a pericolo).

Chiunque commette tale reato sarà punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Anche in questo caso se il disastro è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, sono previste pene più severe. Allo stesso modo sono previste diminuzioni di pena nel caso in cui i fatti siano commessi per colpa o nel caso in cui dalle condotte colpose derivi soltanto il pericolo di disastro.

Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività

Il traffico ed abbandono di materiale ad alta radioattività (che abbiamo scelto per il nostro esempio) [6] è il reato ambientale commesso da chiunque abusivamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività. La pena prevista, in questo caso, è della reclusione da due a sei anni e della multa da 10.000 a 50.000 euro. La pena è aumentata fino ad un terzo se dal fatto deriva pericolo di compromissione o deterioramento delle acque, dell’aria, di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità di piante ed animali. Infine, se dal fatto deriva pericolo per la vita o per l’incolumità delle persone la pena è aumentata fino alla metà.

Impedimento del controllo

Il reato di impedimento del controllo [7] è commesso da chiunque impedisce l’attività di vigilanza e controllo ambientale, di sicurezza e di igiene del lavoro (o la ostacola o cerca, in qualsiasi modo di sottrarsi) negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi. Il colpevole sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Omessa bonifica

Il reato di omessa bonifica [8] è realizzato da chi, essendovi obbligato per legge (per ordine del giudice o di un’autorità pubblica), non provvede alla bonifica, al ripristino o recupero dello stato dei luoghi. La pena prevista è della reclusione da uno a quattro anni e della multa da 20.000 ad 80.000 euro.

 Chi è responsabile del reato ambientale?

I delitti appena descritti sono i reati ambientali previsti dal nostro legislatore: ma chi è responsabile? Ritornando al nostro esempio, immaginiamo che tu sia addetto allo smaltimento dei rifiuti quale dipendente di una ditta che produce rifiuti pericolosi. Il titolare della ditta ti dice di prendere i rifiuti della giornata e scaricarli lungo la strada deserta dove ci sono altre tonnellate di rifiuti e tu, eseguendo le sue indicazioni, lo fai. Chi è responsabile? Nel caso che abbiamo ipotizzato, nel quale hai effettivamente eseguito gli ordini e le direttive del tuo titolare (a cui non puoi sottrarti altrimenti perdi il lavoro), quest’ultimo sarà responsabile a titolo commissivo (proprio come se avesse commesso il fatto). Qualora, invece, tu abbia deciso di scaricare i rifiuti per negligenza, in quanto non avevi voglia di portarli fino alla discarica alla quale erano diretti, sarà diverso.

La responsabilità sarà certamente tua ed il titolare della ditta ne risponderà (insieme a te, ovvero in concorso) solo se non riuscirà a dimostrare di avere fatto tutto quanto in suo potere per vigilar sul tuo operato. Il responsabile dell’azienda, infatti, se inconsapevole, potrà rispondere del tuo reato ambientale solo in virtù dell’obbligo di vigilanza che la legge gli riconosce sulle attività svolte dai suoi dipendenti [9].


note

[1] L. n. 68 del 22.05.2015.

[2] Art. 452 bis cod. pen.

[3] Art. 452 ter cod. pen.

[4] Art. 452 quinquies cod. pen.

[5] Art. 452 quater cod. pen.

[6] Art. 452 sexies cod. pen.

[7] Art. 452 septies cod. pen.

[8] Art. 452 terdecies cod. pen.

[9] Cass., sent. n. 28492 del 20.06.2018.


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