Diritto e Fisco | Editoriale

Forme del testamento

17 Agosto 2018 | Autore:
Forme del testamento

In quanti modi differenti è possibile fare testamento per regolare la propria successione in favore degli eredi

Il testamento è un tema che molti preferiscono non affrontare perché collegato ad eventi inevitabilmente tristi e psicologicamente difficili da sostenere. Ma essere in grado di affrontare con una sufficiente preparazione la questione della propria successione è importante anche per non lasciare dietro di noi strascichi polemici e difficoltà da risolvere (spesso anche economicamente pesanti da sbrogliare). Le persone, e sono molte, che desiderano in qualche modo “premiare” un figlio o un amico o lasciare ad un’associazione benefica una parte o anche tutta la propria eredità possono farlo soltanto facendo testamento. Pertanto è in generale necessario, e nei casi sopra citati è addirittura assolutamente indispensabile, avere le idee chiare su che cosa sia un testamento e, come vedremo in dettaglio in questo articolo, su quali siano le forme del testamento previste dalla normativa in vigore.

Innanzitutto deve essere chiaro che il testamento può essere solo scritto. Non esiste un testamento verbale, cioè non ha alcun valore per la legge la decisione di lasciare i propri beni a qualcuno se questa decisione non viene messa per iscritto.

E fatta questa prima ed importantissima precisazione, occorre subito dopo chiarire che se vuoi fare testamento le tue volontà potranno essere espresse:

  • in un testamento cosiddetto olografo (la forma più frequente di testamento), cioè in uno scritto privato da te predisposto su un qualsiasi pezzo di carta e poi datato e firmato;
  • oppure in un testamento pubblico, che è un atto pubblico scritto da un notaio (scelto da te) alla presenza di testimoni e che poi viene firmato da te, dal notaio e dai testimoni;
  • oppure, infine, in un testamento segreto che non è altro che il testamento firmato da te e poi consegnato in una scheda ad un notaio che la custodisce tra i suoi atti.

Che cos’è il testamento e che cosa contiene?

Se hai deciso di fare testamento significa che o hai un importante patrimonio da distribuire tra i tuoi eredi o che vuoi comunque disporre dei tuoi beni decidendo a chi debbano essere destinati (fatte salve le quote di legittima, cioè le quote che necessariamente devono ereditare il coniuge e i figli, se ci sono).

Il testamento è appunto l’atto, che può sempre essere revocato da chi l’ha scritto, con il quale si dispone dei propri beni (o anche soltanto di una parte di essi) per il tempo in cui chi lo scrive avrà cessato di vivere [1].

Quindi nel caso in cui avrai deciso di non fare testamento, oppure nel caso in cui nel testamento avrai disposto soltanto di alcuno dei tuoi beni, i tuoi beni o quella parte di essi per cui non avrai disposto nulla nel testamento verranno destinati secondo le regole della cosiddetta successione legittima (sarà cioè direttamente la legge a stabilire a chi i tuoi beni saranno attribuiti).

Detto questo, occorre aggiungere che il testamento di regola contiene:

  • disposizioni di contenuto patrimoniale, cioè l’indicazione di chi siano gli eredi (coloro i quali erediteranno l’intero patrimonio del defunto o una quota dell’intero patrimonio) e/o l’indicazione dei legatari, cioè di quelle persone che subentreranno al defunto in alcuni particolari rapporti e non nell’intero patrimonio o in una sua quota; ad esempio è legatario colui il quale nel testamento viene chiamato ad ereditare un bene determinato o una quota di un bene determinato;
  • disposizioni di contenuto non patrimoniale, come ad esempio la designazione di un tutore, il riconoscimento di un figlio naturale (che non sarà più revocabile), la nomina dell’esecutore testamentario (cioè di chi dovrà curare che le disposizioni contenute nel testamento vengano fedelmente eseguite), disposizioni relative alla sepoltura eccetera: queste disposizioni di contenuto non patrimoniale conserveranno la loro efficacia anche se il testamento non dovesse contenere alcuna disposizione patrimoniale.

Il testamento è sempre revocabile da parte di chi l’ha scritto

Cosa si intende per testamento olografo?

Abbiamo precisato che esistono diverse forme del testamento.

La legge, cioè, ha previsto che tu possa scrivere il tuo testamento in forme differenti a seconda delle tue esigenze.

La forma più diffusa di testamento è quella del testamento olografo [2].

Si tratta del testamento che viene scritto, datato e firmato di proprio pugno dal testatore (testatore è colui il quale scrive il proprio testamento).

Lo puoi quindi scrivere su qualsiasi tipo di materia (non solo fogli di carta), ma devi essere tu a scriverlo e poi a firmarlo (con nome e cognome) e datarlo (con l’indicazione di giorno, mese e anno): se lo scrive un’altra persona o se manca la tua firma, il testamento sarà nullo; se manca o è incompleta la data, il testamento sarà invece annullabile.

La nullità è un difetto che rende il testamento improduttivo di qualsiasi effetto, può essere contestato da chiunque abbia un interesse e senza alcun termine (cioè la nullità del testamento può essere contestata anche a distanza di moltissimi anni da quando il testamento fu scritto); l’annullabilità, invece, può essere contestata da chiunque vi abbia interesse, ma nel termine massimo di cinque anni dalla data in cui il testamento ha avuto esecuzione.

Non serve recarsi da un notaio: per questo motivo è la forma più economica e, perciò, più diffusa di testamento.

Naturalmente, però, esistono anche delle controindicazioni: il testamento olografo infatti può essere più facilmente smarrito o sottratto o manomesso.

Chiaramente poiché, coma abbiamo detto, il testamento è sempre revocabile, tu potrai sicuramente cambiare le tue decisioni e modificare il precedente testamento o sostituirlo integralmente (avendo cura di distruggere il precedente testamento).

Il testamento olografo deve essere firmato da chi lo ha scritto

Cos’è il testamento per atto di notaio, pubblico o segreto?

In alternativa al testamento olografo, la legge [3] prevede il cosiddetto testamento per atto di notaio che, a sua volta, può essere pubblico o segreto.

Il testamento pubblico è il testamento che viene scritto da un notaio alla presenza di almeno due testimoni (che diventano quattro se il testatore non sa leggere o scrivere o è sordomuto o solo sordo o muto).

Nel caso di testamento pubblico, quindi, devi recarti da un notaio (al quale dovrai ovviamente pagare la parcella per l’attività che svolgerà) e dichiarargli oralmente le tue volontà alla presenza dei testimoni.

Il notaio metterà quindi per iscritto ciò che gli avrai detto verbalmente alla presenza dei testimoni formando così il tuo testamento pubblico.

Dopo aver messo per iscritto le tue volontà con l’indicazione della data (cioè del giorno, mese, anno e ora in cui il testamento è stato redatto), il notaio darà lettura del tuo testamento alla presenza dei testimoni e, quindi, il testamento verrà firmato da te, dal notaio e dai testimoni.

Come potrai intuire il testamento pubblico soddisfa l’esigenza di avere a monte una consulenza specifica (quella del notaio) ed essendo un atto pubblico, cioè scritto dal notaio che è un pubblico ufficiale, il suo contenuto fa piena prova delle dichiarazioni del testatore e della data (sarà quindi molto più difficile contestarne il contenuto rispetto a quello che può accadere con un testamento olografo).

Infine esiste il cosiddetto testamento segreto che è un testamento scritto dal testatore e poi consegnato solennemente ad un notaio che, dopo averla ricevuto, lo conserva tra i suoi atti.

Il testamento segreto:

  • può essere utilizzato solo da chi sappia leggere (e possa leggere, quindi non da un non vedente);
  • deve essere scritto dal testatore o anche da una terza persona, ma deve essere necessariamente firmato dal testatore;
  • deve essere consegnato di persona dal testatore al notaio alla presenza di due testimoni;
  • va sigillato (cioè chiuso), se non è consegnato al notaio già sigillato.

Il notaio, poi, scriverà l’atto di ricevimento (un verbale in cui si dà conto della avvenuta consegna) che dovrà essere firmato dal notaio, dal testatore e anche dai due testimoni.

Il testamento pubblico viene messo per iscritto dal notaio che ascolta le volontà del testatore


note

[1] Art. 587 cod. civ.

[2] Art. 602 cod. civ.

[3] Artt. 603 e 604 cod. civ.


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