Diritto e Fisco | Editoriale

Cartella esattoriale: quanto tempo per pagare?

12 luglio 2018


Cartella esattoriale: quanto tempo per pagare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 luglio 2018



Il termine ultimo per adempiere non è sempre uguale e varia a seconda del tipo di atto che ha spedito Agenzia Entrate Riscossione.

Hai ricevuto una cartella di pagamento. Poiché la cifra che ti viene richiesta è modesta, non ti va di spendere soldi per fare ricorso, tantomeno di rischiare un pignoramento. Tuttavia, per far quadrare il bilancio domestico, intendi pagare quanto più tardi possibile, magari l’ultimo giorno utile, senza comunque andare fuori termine e subire l’aggravio di sanzioni e interessi. In tal modo potrai mettere da parte, gradatamente, l’importo che c’è da versare allo Stato, evitando grossi sacrifici. Ti chiedi pertanto quanto tempo c’è per pagare la cartella esattoriale. Dopo aver letto sommariamente i vari fogli contenuti nella raccomandata che ti è stata consegnata dal postino, non sei riuscito a trovare la parte ove viene specificato il termine ultimo per pagare la cartella esattoriale. Né vuoi equivocare: sai bene infatti che un errore anche solo di un giorno non viene perdonato facilmente dal fisco. Così, per fare prima, ti sei messo a consultare internet. Ed eccoti qua: sei approdato sulla pagina giusta.

Se avrai la pazienza di leggere queste poche righe scoprirai infatti quanto tempo c’è per pagare la cartella esattoriale. Non ci limiteremo però a fornirti solo questo dato. Ci sono tante altre cose che devi sapere prima di adempiere il tuo debito con l’agente della riscossione. Per cui mettiti comodo.

Leggi l’intestazione dell’atto che hai ricevuto

La prima cosa che devi scoprire, per sapere con precisione quanto tempo c’è per pagare la cartella esattoriale, è cosa esattamente hai ricevuto con la raccomandata, ossia di che tipo di atto si tratta. Difatti, molto spesso, si è portati a chiamare “cartella di pagamento” qualsiasi documento proveniente dall’agente della riscossione. Non è invece corretto. Esistono infatti, oltre ai preavvisi di fermo e di ipoteca, ai pignoramenti e alle lettere di presa in carico della riscossione, anche le intimazioni di pagamento. Queste ultime sono particolarmente importanti ai nostri fini visto che il termine per versare l’imposta è diverso.

Per capire quale atto hai ricevuto devi leggere in corrispondenza della parte alta del primo foglio contenuto nella raccomandata, la cosiddetta “intestazione”. A seconda di ciò che troverai scritto è previsto un termine di pagamento diverso.

Cartella di pagamento: termine per pagare

Se sul primo foglio c’è scritto “cartella di pagamento” non ci sono dubbi: hai 60 giorni di tempo per pagare. E ciò a prescindere dal tipo di importo che ti viene richiesto. Dunque, sia che si tratti della riscossione di tasse o di sanzioni o di contributi previdenziali, hai sempre lo stesso termine. Se il sessantesimo giorno scade di domenica, il pagamento può slittare al giorno successivo. Anche il sabato si considera festivo [1], per cui potrai rinviare il versamento al lunedì.

Se ti sei dimenticato di pagare la cartella ed è passato più di un anno, potresti anche non pagare. Difatti l’agente della riscossione non potrà avviare alcuna azione nei tuoi riguardi una volta decorsi 365 giorni dalla notifica della cartella se prima non ti invia un nuovo sollecito di pagamento. Tale sollecito viene chiamato “intimazione di pagamento”. Solo dopo di questo possono essere avviati eventuali pignoramenti, fermi e ipoteche.

Intimazione di pagamento: termine per pagare

Se sul primo foglio della raccomandata leggi “Intimazione di pagamento” oppure “Avviso di intimazione hai solo 5 giorni di tempo per pagare. La notifica dell’intimazione avviene con le stesse modalità della cartella.

Secondo una giurisprudenza, l’atto di intimazione dovrebbe contenere l’indicazione del responsabile del procedimento ed in difetto sarebbe nullo.

La notifica dell’intimazione di pagamento (o ad adempiere) interrompe il termine di prescrizione. A differenza della cartella, che come abbiamo visto ha validità per un anno, l’intimazione scade dopo 180 giorni. In tal caso sarà necessaria un’ulteriore intimazione per poter procedere al pignoramento.

Avviso di accertamento esecutivo

Se invece di ricevere un atto dell’Agenzia delle Entrate Riscossione hai ricevuto un avviso di accertamento immediatamente esecutivo spedito dall’Agenzia delle Entrate, il termine per pagare è di 60 giorni. Ti avverto: in questo caso non riceverai una successiva cartella esattoriale visto che l’accertamento esecutivo è già di per se stesso sufficiente a intimare il pagamento ed è considerato un “titolo” (consente cioè di passare direttamente al pignoramento). Dopo la notifica dell’avviso di accertamento esecutivo, in caso di omesso versamento, l’importo viene iscritto a ruolo; a questo punto il fisco incarica l’esattore di procedere alla riscossione. Come detto però non arriverà più la cartella esattoriale ma il cosiddetto “avviso di presa in carico” con raccomandata semplice. In questo caso ogni momento è buono per pagare, essendo il termine ultimo già scaduto.

Preavviso di fermo o di ipoteca

Se hai ricevuto un preavviso di fermo amministrativo oppure un preavviso di ipoteca hai un termine di 30 giorni per pagare evitando la misura cautelare. Entro lo stesso termine puoi presentare una istanza di rateazione per scongiurare tale sgradita conseguenza.

Sollecito

Il sollecito, spedito per posta semplice, è una sorta di “promemoria” che viene inviato al debitore con l’invito a mettersi in regola con i pagamenti. Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Come pagare la cartella esattoriale

Puoi pagare la cartella esattoriale attraverso il bollettino che trovi allegato ad essa oppure utilizzando il servizio di home banking messo a disposizione dagli istituti di credito che offrono il servizio CBILL.

Puoi pagare anche collegandoti al sito di Agenzia Entrate Riscossione attraverso la piattaforma pagoPA. Per maggiori chiarimenti leggi Come pagare la cartella esattoriale.

Termini per ricorso

Se il termine per pagare la cartella di pagamento è sempre di 60 giorni, quello per fare ricorso non è sempre uguale. In particolare puoi rivolgerti al giudice:

  • entro 60 giorni nella generalità dei casi;
  • entro 30 giorni per le cartelle di pagamento relative a contravvenzioni stradali e altre sanzioni amministrative;
  • entro 40 giorni per le cartelle di pagamento relative a contributi Inps e Inail.

Conseguenze mancato pagamento

In caso di mancato pagamento nei termini della cartella esattoriale, scattano solo gli interessi. Non ci sono invece sanzioni. Gli interessi vengono definiti annualmente con decreto del Ministero dell’Economia e Finanze.

note

[1] Art. 25 dpr 602/73: «3. Ai fini della scadenza del termine di pagamento il sabato e’ considerato giorno festivo».

Autore immagine: 123rf com

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