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Lo sai che? Pensione anticipata precoci per invalidi

Lo sai che? Pubblicato il 13 luglio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 luglio 2018

Quali sono i requisiti per ottenere la pensione anticipata quota 41 per i lavoratori invalidi, che cosa potrebbe cambiare dal prossimo anno.

Ti è stata riconosciuta una percentuale d’invalidità, hai tanti anni di contributi alle spalle e hai iniziato a lavorare da giovane? Forse non sai che potresti aver diritto alla pensione anticipata per i lavoratori precoci. Questa pensione spetta, infatti, a chi possiede almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del 19° anno di età, soddisfa determinati requisiti e appartiene a specifiche categorie tutelate. Per quanto riguarda i lavoratori invalidi, in particolare, è richiesto il riconoscimento di un’invalidità, da parte delle commissioni competenti per l’invalidità civile, uguale o superiore al 74%. Gli anni di contributi che devono essere maturati per ottenere la pensione sono pari a 41 e possono essere anche cumulati tra casse diverse. Dal 2019, il requisito aumenterà a 41 anni e 5 mesi, in base ai previsti adeguamenti alla speranza di vita. Attualmente, per quanto riguarda questo tipo di pensione, detta anche pensione anticipata quota 41, sono però allo studio diverse proposte: da chi la vorrebbe rendere universale, cioè estesa a tutti i lavoratori, non solo ai precoci, e non solo alle categorie tutelate, a chi, pur estendendone la platea, vorrebbe portarla a quota 42, cioè a 42 anni di contributi. Nulla è certo, in ogni caso, e parecchie sono le difficoltà in merito alle coperture. Se sei invalido, devi comunque sapere che ci sono ulteriori tipologie di pensioni agevolate che puoi ottenere; ne abbiamo parlato in: Pensione invalidi, anticipo dell’uscita dal lavoro. Facciamo ora il punto della situazione sulla Pensione anticipata precoci per invalidi.

Chi sono i lavoratori precoci?

Ricordiamo innanzitutto che per ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi bisogna essere lavoratori precoci. La legge considera lavoratore precoce chi possiede almeno 12 mesi di contributi da effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età.

Chi ha diritto alla pensione anticipata precoci?

Ha diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, nel 2018, chi, iscritto alla previdenza obbligatoria prima del 1996, appartiene a una delle seguenti categorie tutelate:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare della pensione anticipata precoci, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo) e che non si siano rioccupati, o siano stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente;
  • caregiver, cioè lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104; possono accedere alla misura, dal 2018, anche coloro che assistono un disabile portatore di handicap grave convivente, familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti.
  • lavoratori che possiedono un’invalidità, riconosciuta dalle commissioni competenti per l’invalidità civile, uguale o superiore al 74%;
  • addetti ai lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 prima del pensionamento, o per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

o            operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

o            conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

o            conciatori di pelli e di pellicce;

o            conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

o            conduttori di mezzi pesanti e camion;

o            professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

o            addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;

o            professori di scuola pre-primaria;

o            facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;

o            personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

o            operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;

o            pescatori;

o            lavoratori marittimi;

o            operai agricoli;

o            operai degli impianti siderurgici;

o            addetti ai lavori usuranti o ai turni notturni, se possiedono i requisiti previsti dal Dlgs. 67/2011.

Quali contributi contano per la pensione precoci?

Per la maturazione del requisito di 41 anni (dal 2019, 41 anni e 5 mesi) di contributi, conta tutta la contribuzione posseduta presso il fondo lavoratori dipendenti dell’Inps e nelle gestioni esclusive e sostitutive, presso le casse dei lavoratori autonomi Inps (artigiani, commercianti, coltivatori…), dei liberi professionisti e presso la gestione Separata. La pensione anticipata precoci si può difatti ottenere anche col cumulo.

L’assegno ordinario d’invalidità conta per la pensione anticipata?

I periodi di godimento dell’assegno ordinario d’invalidità nei quali il titolare non abbia svolto attività lavorativa, si considerano utili ai fini del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia ma non sono calcolabili ai fini della determinazione della misura della pensione stessa.

Inoltre, la trasformazione dell’assegno d’invalidità in pensione può avvenire solo per ottenere le prestazioni di vecchiaia e non è, pertanto, ammessa per conseguire la pensione anticipata.

Quando si può inviare la domanda di pensione anticipata precoci?

Per chi matura 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018, la domanda di certificazione dei requisiti per la pensione può essere inviata, tardivamente, entro il 30 novembre 2018, ma sarà presa in considerazione solo se vi saranno risorse residue. Dal 2019, il requisito sale a 41 anni e 5 mesi di contributi; per chi matura il requisito entro il 31 dicembre 2019, la domanda di certificazione dei requisiti dovrà essere presentata all’Inps entro il 31 marzo 2019 (si potrà comunque presentare domanda tardiva sino al 30 novembre 2019, ma questo sarà possibile solo se risulteranno risorse residue).

Successivamente, ricevuto l’ok dall’Inps e maturato il requisito contributivo, si potrà inviare la domanda di pensione anticipata precoci all’istituto.


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