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APS: quali sono gli adempimenti legali per la sede

21 Luglio 2018
APS: quali sono gli adempimenti legali per la sede

Ho aperto un’ASD e sto selezionando un immobile per sede operativa. È senza scopo di lucro, affiliata al CSEN (che è sia EPS che APS), è iscritta al Registro del CONI, non intende avere più di 99 soci né distribuire bevande e alimenti, quindi non sarebbe considerabile come “palestra” o soggetta alle norme degli impianti sportivi tradizionali. L’unico scopo della sede operativa è ospitare Corsi di attività istituzionali ad orario fisso (es. Corso di allenamento funzionale). Gli immobili esaminati sono cat. C2 e C6, minori di 200mq. Quali sono gli adempimenti legali per la sede per l’ASD? Per esempio: nessun vincolo di classe catastale per l’immobile; nessun obbligo di adempiere ad altre norme oltre a quelle di agibilità e impianto elettrico a norma; non sia necessario il nullaosta della ASL per requisiti igienico sanitari come avere due spogliatoi e due bagni (ce n’è uno solo nell’immobile). 

Ai sensi della legge del 7 dicembre 2000, numero 383, che disciplina le Associazioni di Promozione Sociale (APS), art 32, comma n. 4, “La sede delle associazioni di promozione sociale ed i locali nei quali si svolgono le relative attività sono compatibili con tutte le destinazioni d’uso omogenee previste dal decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, indipendentemente dalla destinazione urbanistica.” 

La norma stabilisce quindi che un’associazione di promozione sociale può fissare la sua sede, e svolgere le proprie attività, in un qualsiasi immobile con una qualsiasi destinazione d’uso, in una qualunque zona urbanistica del territorio comunale, senza che ciò venga considerato mutamento di destinazione d’uso. 

Logicamente, la sede deve comunque rispettare i requisiti di agibilità/abitabilità e le norme minime di sicurezza. Quindi, se il locale è sprovvisto di tali requisiti, sarà indispensabile ottenere la relativa certificazione. 

Ai sensi del D.M. 18/3/2011, modificato ed integrato dal D.M. 6 giugno 2005, art. 20, l’impianto sportivo, se non ha una capienza ricettiva che non supera i 100 spettatori o non ha proprio spettatori, deve essere conforme ai requisiti strutturali stabiliti: 

ART. 20 – COMPLESSI E IMPIANTI CON CAPIENZA 

NON SUPERIORE A 100 SPETTATORI O PRIVI DI SPETTATORI 

L’indicazione della capienza della zona spettatori deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata sotto la responsabilità del titolare del complesso o impianto sportivo. 

Gli impianti al chiuso possono essere ubicati nel volume di altri edifici ove si svolgono attività di cui ai punti 64, 83 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 94 e 95 del Decreto del Ministro dell’Interno 16 febbraio 1982; la separazione con tali attività deve essere realizzata con strutture REI 60; eventuali comunicazioni sono ammesse tramite filtri a prova di fumo aventi stesse caratteristiche di resistenza al fuoco. 

L’impianto deve essere provvisto di non meno di due uscite di cui almeno una di larghezza non inferiore a due moduli (1,20 m); per la seconda uscita è consentita una larghezza non inferiore a 0,80 m. 

Negli impianti al chiuso e per gli ambienti interni degli impianti all’aperto la lunghezza massima delle vie di uscita non deve essere superiore a 40 m o a 50 m se in presenza di idonei impianti di smaltimento dei fumi. 

Le strutture, le finiture e gli arredi devono essere conformi alle disposizioni contenute nell’art. 15, fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente di prevenzione incendi per le specifiche attività. 

I depositi, ove esistenti, devono avere caratteristiche conformi alle disposizioni dell’art. 16. 

Gli impianti elettrici devono essere realizzati in conformità alla legge 10 marzo 1968, n° 186, (G.U. n° 77 del 23 marzo 1968); la rispondenza alle vigenti norme di sicurezza deve essere attestata con la procedura di cui alla legge 5 marzo 1990, n° 46, e successivi regolamenti di applicazione. Deve essere installato un impianto di illuminazione di sicurezza che assicuri un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux ad 1 m di altezza dal piano di calpestio lungo le vie di uscita. Gli impianti al chiuso e gli ambienti interni degli impianti all’aperto devono essere dotati di un adeguato numero di estintori portatili. 

Gli estintori portatili devono avere capacità estinguente non inferiore a 13 A – 89 B; a protezione di aree ed impianti a rischio specifico devono essere previsti estintori di tipo idoneo. 

I servizi igienici della zona spettatori devono essere separati per sesso e costituiti da gabinetti dotati di porte apribili verso l’esterno, e dai locali di disimpegno. Ogni gabinetto deve avere accesso da apposito locale di disimpegno (anti WC) eventualmente a servizio di più locali WC, nel quale devono essere installati gli orinatoi per i servizi uomini ed almeno un lavabo. 

Almeno una fontanella di acqua potabile deve essere ubicata all’esterno dei servizi igienici. La dotazione minima deve essere di almeno un gabinetto per gli uomini ed un gabinetto per le donne. 

Deve essere installata apposita segnaletica di sicurezza conforme alla vigente normativa e alle prescrizioni di cui alla direttiva 92/58/CEE del 24 giugno 1992 che consenta la individuazione delle vie di uscita, del posto di pronto soccorso e dei mezzi antincendio; appositi cartelli devono indicare le prime misure di pronto soccorso. 

Per lo spazio e la zona di attività sportiva si applicano le disposizioni contenute nell’art. 6 e nell’ultimo comma dell’art. 8. 

Per le piscine si applicano le prescrizioni contenute nell’art. 14. 

I suddetti impianti devono essere conformi oltre che alle disposizioni del presente articolo anche ai regolamenti del C.O.N.I. e delle Federazioni Sportive Nazionali, riconosciute dal C.O.N.I., riportate nell’allegato. 

È consigliabile dunque predisporre il doppio bagno ed attenersi ai requisiti strutturali indicati dalla legge. 

Infine, ai sensi del D. P. R. 151/20114, allegato I, punto 65, i centri sportivi e le palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 100 persone, sono soggette al Certificato di prevenzione incendi, pertanto, nel caso di specie, questo adempimento non è richiesto. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta



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