Diritto e Fisco | Articoli

Se l’avvocato sbaglia nel consigliare il cliente

21 Luglio 2018
Se l’avvocato sbaglia nel consigliare il cliente

Ho fatto una vertenza di lavoro che si è conclusa con accordo extragiudiziale. I nostri avvocati ci avevano assicurato che avremmo avuto una tassazione separata e non ordinaria. Quindi dobbiamo pagare il 43% e non il 20% come promesso. Abbiamo firmato il documento davanti ai giudici del tribunale e a tutti gli avvocati, controparte compresa. Nessuno però aveva letto il documento che avremmo firmato. Io avevo provato a richiederlo ma era qualche mese prima e non c’era ancora la bozza come mi era stato detto. Cosa possiamo fare io e le altre persone interessate? 

Con riferimento ai fatti che il lettore ha descritto, si ritiene che sia opportuno mettere in evidenza che ogni avvocato:

– è tenuto a svolgere il proprio incarico con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale (articolo 12 del Codice deontologico forense);

– nel caso di incarichi per cui siano richieste anche competenze diverse dalle proprie, deve informare il cliente della necessità di integrare l’assistenza con il sostegno di un altro collega (articolo 26, comma 2 del Codice deontologico forense: si cita questo articolo perché se l’avvocato nel corso del suo incarico deve risolvere una questione sulla quale non ha competenza, deve informare il cliente che sarebbe necessario ascoltare il parere di chi, invece, quelle competenze ha. Questo vuol dire che, forse, era necessario rivolgersi ad un professionista con maggiori competenze fiscali per conoscere con precisione se gli importi relativi all’atto fossero soggetti a tassazione separata o ordinaria);

– deve informare chiaramente il cliente, al momento in cui l’incarico di difesa viene accettato, delle attività che dovranno essere svolte precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione e gli oneri ipotizzabili (articolo 27 del Codice deontologico forense).

Son state evidenziate dallo scrivente queste norme perché sono utili per verificare se l’avvocato che difendeva il lettore ha agito correttamente dal punto di vista del rispetto delle norme del Codice deontologico (la violazione delle norme deontologiche comporta, per l’avvocato responsabile, sanzioni disciplinari irrogate dal Consiglio dell’Ordine).

Si aggiunga che, in ogni caso, se l’attività del legale ha causato al lettore un danno e questa attività è stata frutto di imperizia o di negligenza, l’avvocato sarà tenuto a risarcirgli il danno che il lettore ha subìto (sulla base degli obblighi contenuti negli articoli 1176 e 2236 del codice civile).

Perciò, se l’ex legale del lettore assicurò a questi che la tassazione applicabile sarebbe stata di un certo tipo (separata) e, quindi, con un’aliquota inferiore rispetto a quella che poi è stata applicata, questo errore è un errore che è alla base di una responsabilità professionale che obbliga chi ha sbagliato a risarcire il danno prodotto.

Ovviamente in un eventuale causa per responsabilità professionale che il lettore avviasse nei confronti del suo ex legale, gli toccherà dimostrare:

– che il suo legale gli assicurò e gli confermò che l’atto da lui poi sottoscritto sarebbe stato soggetto ad una tassazione con un’aliquota più bassa di quella che poi effettivamente è stata applicata (cioè il lettore dovrà provare che il suo avvocato gli diede un’informazione che poi si è rivelata errata);

– che, a causa di questa errata indicazione da parte del suo ex legale, il lettore ha subìto un danno (evidentemente di tipo economico);

– a quanto ammonta il danno subìto dal lettore (chiaramente dovrà dimostrare di aver eseguito il pagamento della tassa secondo la percentuale più alta).

Il giudice, infine, dovrà anche valutare se vi sia (ed in caso positivo, in quale percentuale vi sia) una responsabilità anche da parte del cliente dell’avvocato nei casi in cui l’errore del legale poteva essere dal cliente stesso agevolmente scoperto (il giudice, cioè, dovrà anche valutare se il cliente era in grado di capire, e quindi evitare, l’errore che il suo legale stava compiendo).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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