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Inps: come riunire i contributi versati anche ad un altro Istituto?

21 Luglio 2018
Inps: come riunire i contributi versati anche ad un altro Istituto?

Dal 25/3/2010 percepisco due trattamenti di vecchiaia, uno INPS (maggio 1973 – maggio 1992 più riscatti vari), l’altro INARCASSA (1992/2006) (met. retributivo), percepiti nel corso di vigenza di un incarico presso una ASL, rapporto iniziato nel gennaio 2006 e terminato nel marzo 2012. Dati i 6 anni di contribuzione, ho richiesto un rateo di pensione INPDAP, avendo scartato, per la sua eccessiva onerosità, la ricongiunzione. Preciso che la domanda è stata presentata il 24/11/2011 e rigettata il 22/10/2012 con la seguente motivazione: “In base alla legge 335/95, destinatari del sistema contributivo sono coloro privi di anzianità contributiva all’1/1/1996, ancorché tale contribuzione pregressa non sia più disponibile in quanto ha già dato luogo ad un trattamento pensionistico; si precisa inoltre che la normativa vigente non prevede l’applicazione della quota aggiuntiva ad una pensione INPS.” Devo ritenere definitivamente perduti i contributi versati o esistono soluzioni alternative? 

Il sistema previdenziale italiano prevede in favore dei lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua, degli strumenti in grado di ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni previdenziali. 

Si parla, in particolare, della ricongiunzione, della totalizzazione e del recentissimo cumulo gratuito. 

Tali strumenti, che hanno caratteristiche differenti, consentono in pratica a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione. Purtroppo non sempre è possibile avvalersi di tali strumenti, poiché è necessario rispettare delle regole molto rigide per fruire di tali strumenti. 

La condizione principale, che accumuna tra l’atro sia il metodo della ricongiunzione, della totalizzazione e del cumulo gratuito, è l’impossibilità di poter cumulare i contributi in un’unica pensione se si è già titolari di una pensione diretta. Questo è un problema non di poco conto che vieta a chi già riceve un trattamento pensionistico INPS (come nel caso di specie) di poter servirsi degli strumenti previsti dalla vigente normativa. 

Come specificato nell’articolo in questione, una volta ottenuta la pensione, che sia di vecchiaia o anticipata, i ripensamenti non sono più possibili. Nel senso che, la valutazione di riunire i contributi è una scelta che deve essere fatta in prossimità del pensionamento, ossia prima che venga liquidato qualsivoglia trattamento pensionistico. 

Esistono, tuttavia, delle eccezioni a tale regola: 

– ottenere un’autonoma pensione presso l’istituto in cui sono stati versati i contributi non cumulati; 

– oppure ottenere dei supplementi di pensione. 

Nel primo caso, per poter far valere i contributi versati in altro Istituto (all’Inpdap nel caso di specie), bisogna raggiungere un diritto autonomo a pensione con questo ente previdenziale secondo le regole vigenti. Quindi, nel caso di specie, bisogna maturare i requisiti (minimo 20 anni di contributi) previsti dalla gestione ex Inpdap (requisito non soddisfatto). 

Unica speranza risiede nei supplementi di pensione o nella pensione supplementare. Le due prestazioni hanno in comune il fatto che possono essere ottenute soltanto da chi è già in pensione ma la differenza tra questi due istituti risiede in realtà dal momento in cui sono stati versati i contributi e dal fondo in cui sono stati versati. 

Per spiegare meglio: 

– se i versamenti contributivi questi si collocano dopo la decorrenza della pensione principale e per lo stesso tipo di attività (es. dipendente privato, commerciante, lavoratore iscritto alla gestione separata che proseguono, rispettivamente, la stessa attività dopo la pensione) si parla di supplemento; 

– in tutti gli altri casi il pensionato avrà diritto, invece, alla pensione supplementare. La pensione supplementare riguarda, quindi, un assegno erogato da un fondo diverso da quello che ha liquidato il trattamento principale. Si pensi ad esempio, come nel caso di specie, ad un pensionato nel Fpld che ha versato contributi successivamente nell’Inpdap come dipendente pubblico. 

La pensione supplementare, purtroppo, non spetta in caso il soggetto sia titolare di pensione a carico del Fpld/Inps poiché le norme che regolano i rapporti tra l’Inps e la gestione ex Inpdap prevedono l’erogazione di un solo trattamento pensionistico per tutta la contribuzione versata presso i due Fondi. Quindi, laddove il soggetto è titolare di una pensione principale a carico dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria) ed ha alcuni anni di contributi in una gestione esclusiva (es. ex Inpdap) o in un’altra gestione sostitutiva dell’AGO, i contributi presenti in queste gestioni non possono dar luogo all’erogazione di una pensione supplementare. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



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