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Enel, contatore manomesso e mancata rilevazione dei consumi: prescrizione

21 Luglio 2018
Enel, contatore manomesso e mancata rilevazione dei consumi: prescrizione

Lo scorso mese il mio contatore Enel è stato manomesso. Il recupero del credito, in caso di manomissione contatore, è di 2 o 5 anni? Il conguaglio tardivo non è dipeso dall’operatore, ma la mancata rilevazione dei consumi deriva dalla responsabilità accertata dell’utente? Enel mi ha detto che farà la ricostruzione dei consumi degli ultimi 5 anni. Dall’articolo letto sul vostro sito, sembra che la prescrizione sia di 2 anni in base alla L. n.205 del 27/12/17. Chi ha ragione?

Successivamente alla pubblicazione dell’articolo citato dal lettore (che è datato 7 gennaio 2018), l’Autorità di

Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha emesso la Deliberazione n. 97/2018/R/COM del 22 febbraio 2018 con la quale sono state definite le misure in materia di tempistiche di fatturazione necessarie per dare attuazione alle nuove norme contenute nella legge n. 205 del 2017 (la Deliberazione dell’Autorità era cioè prevista proprio dalla stessa legge n. 205 del 2017).

Questa Deliberazione ha chiarito che:

0) in base al comma 4 dell’articolo 1 della legge n. 205 del 2017, nei contratti di fornitura di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni nei rapporti tra utenti domestici e venditore;

1) in base al comma 5 dell’articolo 1 della legge n. 205, le disposizioni del comma 4 (cioè quelle appena citate al n. 0) non si applicano se la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo (anche di energia elettrica) derivi da responsabilità accertata dall’utente;

2) in base al comma 10 dell’articolo 1 della legge n. 205, le disposizioni dei commi 4 e 5 si applicano alle fatture la cui scadenza di pagamento è successiva per il settore elettrico al 1° marzo 2018.

3) lo scopo delle disposizioni della legge n. 205 del 2017 è quello di proteggere in particolare i consumatori domestici dal rischio di vedersi fatturati importi di entità molto superiore al consueto.

La Deliberazione ha anche chiarito che:

– la norma di legge che porta da cinque a due anni il termine di prescrizione (cioè l’articolo 1, comma 4, della legge n. 205 del 2017) non ha precisato quali siano i casi concreti in cui la nuova prescrizione dovrà operare;

– che saranno successivamente individuati possibili casi di accertamento automatico di responsabilità del cliente finale nei casi di mancata o erronea rilevazione dei dati di misura in modo da (quindi, ad oggi, non sono stati ancora individuati quali siano i casi in cui sia automaticamente attribuita al cliente finale la responsabilità dell’erronea fatturazione e, quindi, la manomissione del contatore non è ancora stato classificato come caso in cui attribuire la responsabilità dell’erronea rilevazione dei consumi al cliente finale oppure no);

– che nelle fatture emesse dal 1° marzo 2018 il venditore (cioè Enel nel caso di specie) dovrà informare il cliente della possibilità di eccepire (cioè di contestare) la prescrizione per i casi in di importi che avrebbero dovuto essere fatturati più di due anni prima nei casi di rilevanti ritardi nell’accertamento dei consumi (cioè nella effettuazione delle rilevazioni dei consumi).

Questo è il quadro attuale della situazione alla luce sia delle norme della legge n. 205 sia della deliberazione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente n. 97/2018/R/COM del 22 febbraio 2018 che ha dato attuazione alla legge.

Ed alla luce di questo quadro posso in conclusione si può dire che:

– se nel caso specifico non sarà accertato che i consumi che saranno fatturati al lettore con scadenza successiva al 1° marzo 2018 siano erronei (cioè molto superiori rispetto al consueto) per sua responsabilità, allora la prescrizione degli importi dovrà essere considerata quella di due anni, cioè saranno dovuti dal lettore solo i consumi relativi ai due anni precedenti alla data in cui la fattura gli sarà stata recapitata.

In sostanza, allo stato attuale, non si può escludere che ci possano essere valutazioni diverse tra Enel e cliente sulla questione se la manomissione del contatore sia un caso in cui l’erronea rilevazione dei consumi sia da attribuire alla responsabilità dell’utente finale o no (Enel, ad esempio, potrebbe ritenere che sia comunque responsabilità dell’utente non aver provveduto alla sorveglianza del contatore).

Si aggiunga, infine, che la stessa legge n. 205 del 2017, all’articolo 1, comma 4. seconda parte, stabilisce un’altra possibilità per il cliente finale diversa dalla riduzione della prescrizione.

Questa diversa possibilità prevede che l’utente possa sospendere il pagamento alle seguenti condizioni:

– si tratti di fatture la cui scadenza di pagamento sia successiva al 1° marzo 2018;

– si tratti di fatture che contengano conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni;

– l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato abbia aperto a carico dell’operatore cioè Enel) un procedimento di accertamento di violazioni del codice del consumo in materia di modalità di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli ecc.;

– se l’utente stesso abbia presentato un reclamo riguardante il conguaglio secondo le modalità previste dall’Autorità;

– se la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo non derivi da responsabilità accertata dall’utente (qui valgono le stesse valutazioni che ho riportato sopra sul problema dei casi in cui si possa considerare esistente una responsabilità del cliente finale).

A queste condizioni, il cliente può sospendere il pagamento della fattura fino a che non sia stato accertata la correttezza della condotta dell’operatore (cioè di Enel).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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