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Esami al pronto soccorso con pernottamento una notte: è ricovero?

27 Luglio 2018
Esami al pronto soccorso con pernottamento una notte: è ricovero?

È possibile considerare ricovero quando ci si reca al pronto soccorso e dopo alcuni esami(rx per frattura coste) viene richiesto il pernottamento per monitorare la situazione? Le dimissioni avvengono il giorno seguente dal medico responsabile, dopo la visita e verifica radiologica stabile. La mia assicurazione risponde solo in seguito a ricovero pari o superiore ad un pernottamento, ma non vuole riconoscerne le condizioni. 

Il paziente che si reca al Pronto Soccorso e svolge esami ed approfondimenti sulle sue condizioni di salute con pernottamento viene posto sotto osservazione breve (detta anche osservazione breve intensiva). 

Tale periodo di osservazione, in base alla prassi prevalente, prevedendo una accettazione e una conseguente dimissione è perfettamente parificabile ad un ricovero con pernottamento. 

A parere dello scrivente il lettore, avendo sottoscritto una apposita polizza assicurativa, nella situazione specifica, è nel pieno diritto di essere liquidato per quanto di spettanza, per questa ragione potrà portare avanti il suo intento mediante una lettera di diffida e messa in mora da indirizzare all’Istituto assicurativo di riferimento. 

L’ASP offre ai pazienti il ricovero in ospedale per la diagnosi ed il trattamento di patologie che necessitano interventi di emergenza o che si presentano in fase acuta, tali da non potere essere trattata in ambulatorio medico o a domicilio. 

Con riferimento alle prestazioni di pronto soccorso, queste non vengono effettuate in ordine cronologico, ossia di arrivo, ma attuando una cernita di priorità a seconda della gravità del quadro clinico che viene valutato dall’equipe presente all’accoglienza, cioè il triage. 

Il metodo triage individua una classificazione di quattro colori, codice rosso, codice, giallo, codice bianco, che determina anche la gravità dei casi. 

A seguito di un trattamento d’urgenza, come ad esempio nel caso specifico la prestazione di esami rx per frattura costole, qualora il medico del Pronto soccorso non reputi necessario il ricovero, sempre tenendo conto delle condizioni attuali del paziente, può porlo in osservazione breve, all’interno del presidio negli appositi spazi, per monitorarne l’andamento, onde poi dimetterlo il giorno seguente. 

L’Osservazione Breve Intensiva, OBI, viene stabilita dal medico del Pronto soccorso al fine di evitare il rischio di dimissioni o ricoveri inappropriati e consiste in una valutazione momentanea del quadro clinico, che avviene in un periodo che va da un minimo di sei ore sino ad un massimo di 24 ore. L’OBI non necessita di posti letto ma di posti adeguati come ad esempio poltrone, barelle con sponde e altri supporti. 

Per i motivi suddetti, l’osservazione è un ricovero breve che prevede una accettazione e una dimissione pertanto, a parere dello scrivente, è a tutti gli effetti parificabile ad un ricovero con pernottamento. 

La normativa di riferimento conferma quanto detto. 

1. Nell’ambito dell’attività di Pronto soccorso, il Servizio sanitario nazionale garantisce l’esecuzione degli interventi diagnostico terapeutici di urgenza, i primi accertamenti diagnostici, clinici strumentali e di laboratorio e gli interventi necessari alla stabilizzazione del paziente, nonché, quando necessario, il trasporto assistito. 

2. Nelle unità operative di pronto soccorso è assicurata la funzione di triage che sulla base delle condizioni cliniche dei pazienti e del loro rischio evolutivo determina la priorità di accesso al percorso diagnostico terapeutico. 

3. È altresì assicurata all’interno del PS/DEA la funzione di Osservazione breve intensiva (OBI) al fine di garantire l’appropriatezza dei percorsi assistenziali complessi.” Art. 37 Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri|12 gennaio 2017 – Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. 

Nell’ambito delle evoluzioni del Sistema sanitario nazionale, è sempre più diffusa la casistica di permanenza di pazienti presso le unità operative di pronto soccorso, per trattamenti sanitari a seguito di accesso, di durata anche prolungata nel tempo (due o più giorni). 

Si tratta di prestazioni mediche eseguite nei casi di urgenza/emergenza che, a fronte delle valutazioni cliniche e degli approfondimenti diagnostici necessari, possono evolversi in modalità diverse (dimissioni del paziente, ricovero urgente, trasferimento in ospedali altamente specializzati, etc.). 

In molte strutture ospedaliere, per affrontare queste situazioni sono state istituite le c.d. Strutture Semplici OBI (Osservazione Breve Intensiva) e DB (Degenza Breve – struttura nata in base a specifiche delibere regionali), spesso annesse alle unità operative di pronto soccorso; ovviamente, ulteriori denominazioni potrebbero essere utilizzate dalle varie autonomie locali per individuare strutture con medesimo ruolo funzionale delle OBI e DB, quale espressione della medicina d’urgenza. 

La permanenza di pazienti in tali strutture può variare sensibilmente e durare anche alcuni giorni qualora le condizioni del malato richiedano un chiarimento diagnostico – in attesa di dirimere l’evoluzione del caso di specie verso la dimissione o verso il ricovero presso l’apposito reparto della struttura ospedaliera – ovvero nel caso in cui l’appropriato reparto di ricovero non sia immediatamente accessibile. 

Premesso quanto sopra, è stato rilevato che vi sono strutture ospedaliere che – non avendo deliberato la costituzione delle nominate strutture OBI e DB (o altre con medesima finalità funzionale) come entità esplicitamente autonome – espletano tale funzione direttamente in regime di pronto soccorso. 

In tali casi, è evidente che la permanenza di un paziente presso il pronto soccorso presenta le medesime caratteristiche del ricovero ospedaliero e tale deve quindi essere considerata ai fini della tutela previdenziale, ove prevista, e della correlata certificazione medica da produrre. 

Alla luce di quanto sopra esposto e nel ricordare che le strutture di pronto soccorso sono tenute alla trasmissione telematica dei certificati di malattia/ricovero, ai sensi del decreto del Ministero della Salute 18 aprile 2012 e disciplinare allegato, possono configurarsi, quindi, le seguenti due fattispecie: 

1. situazioni che richiedono ospitalità notturna del malato equiparabili, ai fini previdenziali, ad un ricovero; in tal caso, il lavoratore dovrà farsi rilasciare, ove nulla osti da parte della struttura ospedaliera, apposito certificato di ricovero; 

2. situazioni che si esauriscono con dimissione del malato senza permanenza notturna presso la struttura da gestire per gli aspetti dell’indennità Inps come evento di malattia; il certificato da produrre sarà quindi quello di malattia.” Istituto Nazionale Previdenza Sociale|Messaggio|9 marzo 2018| n. 1074 – Indennità di malattia. Permanenza prolungata di pazienti presso le Unità operative di Pronto Soccorso. Istruzioni operative. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta


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