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Uomini: stalkers o vittime?

9 Novembre 2011
Uomini: stalkers o vittime?

Uomo di età compresa tra i 35 e i 44 anni: è questo lo stereotipo dello stalker tipico; ma ora le sorti sembrano capovolgersi: anche gli uomini diventano vittime di atti persecutori.

Aumentano gli uomini vittime di stalking. Le numerose denunce pervenute nelle questure e nelle procure dimostrano che il sesso maschile non è più solo stalker, ma anche vittima.

Gli atti persecutori maturano spesso negli ambienti di lavoro, tra vicini di casa e oggi anche sui social network.

Sino ad oggi la figura dello stalker è stata quella dell’uomo di età compresa tra i 35 e i 44 anni. Da una ricerca effettuata dall’osservatorio nazionale sullo stalking, è emerso che circa il 20% della popolazione ne è stata vittima, l’80% del quale di sesso femminile. Solo il 17% ha il coraggio di denunciare.

Questo trend è in controtendenza e oggi il numero delle vittime è in aumento tra la popolazione maschile.

Internet e i social network hanno reso più agevole tali tipi di persecuzioni, garantendo l’anonimato grazie anche ad account e profili fasulli. Per tale motivo, la Cassazione ha riconosciuto il reato in questione anche quando effettuato attraverso i mezzi tecnoclogici [1] (comunemente definito cyberstalking).

La denuncia alle autorità competenti resta sempre la migliore difesa. Con essa si può anche ottenere il divieto di avvicinamento del molestatore nei luoghi frequentati dalla persona offesa. Peraltro, in una recentissima sentenza [2], la Cassazione ha disposto che tale misura cautelare può essere disposta anche in assenza di un certificato medico che accerti lo stato d’ansia nella vittima, generato dal comportamento del molestatore (o, a questo punto) della molestatrice!

di GIANMARIO PERRELLI


note

[1] Cass. Pen. sent. n. 32404/2010

[2] Cass. Pen. sent.  n. 40105 del 7/11/2011.


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