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Chi affitta la prima casa deve pagare Imu e Tari?

28 Luglio 2018
Chi affitta la prima casa deve pagare Imu e Tari?

Se si affitta la prima casa bisogna pagare Imu e Tari?

L’Imu, come è noto, è la tassa di possesso degli immobili.

Sono esenti per legge dal pagamento dell’Imu gli immobili che sono destinati ad abitazione principale (cosiddetta “prima casa”), cioè quegli immobili in cui il possessore (cioè, in genere, il proprietario) ed il suo nucleo familiare abbiano la residenza anagrafica e vivano abitualmente.

Nel momento in cui la “prima casa” viene affittata, cioè viene concessa in locazione, è chiaro che l’affittuario (e la sua famiglia) trasferirà la sua residenza anagrafica in quell’abitazione e andrà anche a vivervi, mentre il proprietario andrà a vivere e, di conseguenza, trasferirà la sua residenza anagrafica in un’altra casa.

Di conseguenza quella che era la “prima casa”, cioè l’abitazione principale, smette di essere l’abitazione principale proprio perché il suo proprietario, dopo averla affittata, va a vivere abitualmente altrove e trasferisce altrove la sua residenza anagrafica: per questo motivo non ci sarà più l’esenzione prevista per l’abitazione principale e su quell’immobile l’Imu dovrà essere pagata dal proprietario in base alle aliquote previste dal Comune.

Per quello che riguarda la Tari, cioè la tassa sui rifiuti, essa deve essere pagata da chiunque occupa un immobile: perciò nel momento in cui un immobile viene concesso in affitto toccherà all’affittuario pagarla (deve essere fatta apposita denuncia al Comune in cui va dichiarato che l’immobile è stato dato in locazione).

Per completezza, si può dire che la Tasi (tassa sui servizi indivisibili) è dovuta da chiunque possegga o detenga un immobile a meno che il Comune non abbia deciso di azzerarla per gli immobili che già pagano l’Imu (nel caso specifico, perciò, dovrà verificare se il Comune nel cui territorio è situata la casa preveda o meno il pagamento anche della Tasi per gli immobili soggetti a Imu).

Nel caso in cui la Tasi fosse dovuta essa, in caso di affitto dell’immobile, spetta:

– in parte al proprietario (in una percentuale che va, a seconda del Comune, dal 70% al 90% del totale dovuto)

– ed in parte all’affittuario (in una percentuale che va, a seconda del Comune dal 10% al 30% del totale dovuto).

Se, però, la casa affittata diventa l’abitazione principale dell’affittuario (cioè la casa dove l’affittuario ed il suo nucleo familiare vive abitualmente e ha la propria residenza anagrafica), l’affittuario non dovrà pagare la sua quota di Tasi (il proprietario, invece, sarà sempre tenuto a pagarla a condizione, come prima si diceva, che il Comune nel cui territorio è situata la casa abbia previsto il pagamento della Tasi per gli immobili che già pagano l’Imu).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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