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Elezioni: la normativa sull’affissione dei manifesti elettorali

18 gennaio 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2013



Tempo di campagna elettorale e, con essa, dell’invasione barbarica di spot, promesse e faccioni sorridenti che, come un’onda, affogano le vie cittadine con cartelloni e manifesti elettorali.

In alcune realtà sembra un vero e proprio far west eppure da decenni esiste una normativa [1] che si occupa di regolamentare le modalità ed i tempi di affissione a garanzia della par condicio tra i canditati e del decoro dei luoghi pubblici e dell’igiene ambientale.

Le regole

Le varie locandine elettorali devono essere collocate esclusivamente negli spazi adibiti a tale scopo dal comune [2]. L’amministrazione locale, infatti, tra il 33mo e il 30mo giorno precedente a quello fissato per le elezioni, si preoccupa di individuare, in ogni centro abitato [3], le zone più frequentate e meno esposte a rischi di ordine pubblico [4].

Ad ogni lista viene assegnata una porzione di superficie [5] che determina il limite entro il quale il candidato può muoversi per propagandare la propria proposta politica [6], pena l’irrogazione di una multa da 103,00 fino a 1032,00 euro e, nei casi più gravi, l’arresto fino a 6 mesi.

Le violazioni

Ma allora, come nascono i fenomeni di affissioni abusive e perché non accennano a diminuire nonostante la legge non lasci spazio a diverse interpretazioni? Probabilmente la risposta è nel sistema sanzionatorio, blando e del tutto inadeguato a scoraggiare i politici (ed aspiranti tali) dal violare le disposizioni di legge.

Di ciò se ne è accorta di recente anche la Corte di Cassazione [7] che, nel tentativo di arginare l’ennesimo malcostume in atto, ha stabilito che l’affissione di manifesti in centri di interesse storico ed artistico costituisce reato di imbrattamento [8] e deve essere punita con pene più severe di quelle ordinarie.

note

[1] Legge n. 212 del 4 aprile 1956.

[2] Nello specifico spetta alla giunta comunale il compito di stabilire quali aree destinare all’affissione dei cartelloni di propaganda ai sensi dell’art. 2, c. 1, L. 212/56.

[3] Con popolazione uguale o superiore a 150 unità ai sensi dell’Art. 2, c. 1, L. 212/56.

[4] Art. 2, comma 1, L. 212/56.

[5] Art. 3, L. 212/56.

[6] Art. 6, c. 1, L. 212/56.

[7] Cass. Sent. 845/13.

[8] Art. 639, c. 2, c. p.

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5 Commenti

  1. Considerato che le multe non hanno mai fatto paura….non mi sembra comunqe giusto continuare le affissioni Elettorali o qualsivoglia Publicità abusive……perchè non interviene l’istituzione preposta??? forse perchà a loro sta benen così…imbrattare la città cosi si spedono altri soldi publici per poi ripulirla??

  2. …Altra cosa, nei Municipi, in questo caso il IV Municipio dove abito io, ci sono degli spazi publicitari con la scritta S.P.Q.R., sicuramente appartenente al Comune di roma che pur pagando la tassa di affisione per la Publicità in questo scaso, Elettorale,e qualche fazione contraria potrebbe ricoprirla abusivamente….la mia domanda è: Se pago la tassa di permesso di affissione della mia personale Publicità Elettorale, e qualsivoglia manifesto del Partito contrario al mio, viene posto sopra al mio manifesto, posso denunciarlo per abusivismo e chiedere i danni????

    1. Buongiorno sig. Luigi, si, lei può in prima battuta rivolgersi alle autorità amministrative affinché provvedano a sanzionare il trasgressore e successivamente adire il giudice di pace competente sul territorio perché accerti la violazione e le riconosca il risarcimento. Badi bene che il risarcimento è cosa diversa dalla sanzione, infatti non scatta automaticamente all’accertamento della violazione ma è necessario dimostrare nei fatti in che consistono i pregiudizi e danni subiti. Sul secondo punto in realtà l’intervento non manca, ma è insufficiente… Pertanto la nostra vuole essere anche una denuncia per sensibilizzare i cittadini su questa problematica ed incentivare il dibattito, soltanto cosi si può avviare un processo di rinnovamento.

  3. Quanto tempo prima delle elezioni i Comuni devono esporre i manifesti con le liste di tutti i partiti, perché i cittadini possano prenderne visione con la necessaria tranquillità?

  4. il comune di pigna in provincia di imperia ha una frazione denominata buggio dove durante le ultime votazioni relative alla regione liguria non sono stati affissi i manifesti per votare ,è legale

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