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La solidarietà contro il razzismo non si punisce: sentenza rivoluzionaria. Boateng assolto

16 Gennaio 2013
La solidarietà contro il razzismo non si punisce: sentenza rivoluzionaria. Boateng assolto

Dopo il plateale gesto dell’abbandono del campo e la famosa maglietta rossonera tolta in senso di protesta, Boeting incassa anche la benedizione del giudice, secondo cui la protesta del calciatore milanista non può essere punita.

Un violento calcio al pallone… ed uno anche al razzismo: ci riferiamo a quella che è stata definita una “sentenza illuminata”, con cui è stata scagionata la squadra rossonera e Prince Boateng per aver abbandonato il campo nell’amichevole contro la Pro Patria dopo i cori razzisti di una frangia di tifosi.

Il giudice, chiamato a pronunciarsi sulla vicenda, ha sentenziato: “Gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”. Sebbene – precisa il magistrato – la legge non consenta a una squadra di calcio di abbandonare il campo (la decisione spetterebbe, infatti, solo all’arbitro o all’autorità di pubblica sicurezza) come si può non condannare il razzismo? Tra i due interessi prevale dunque quello all’uguaglianza e alla solidarietà.

Viene così definitivamente archiviata la posizione del club milanista.

Una decisione che farà giurisprudenza

Da oggi in poi non sarà più scontata la sconfitta a tavolino se una squadra lascia il terreno di gioco in caso si ripetano episodi simili. Ogni fattispecie andrà valutata caso per caso, senza applicazioni rigide e intransigenti della norma. È questo il significato della sentenza rivoluzionaria.

Intanto, il sindaco di Busto Arsizio propone di rigiocare la partita il 28 gennaio prossimo, il giorno dopo quello della Memoria, in ricordo dell’Olocausto.



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