Diritto e Fisco | Editoriale

Chi è il legale rappresentante di una SAS?

20 Luglio 2018 | Autore:
Chi è il legale rappresentante di una SAS?

La legge attribuisce al legale rappresentante di una SAS particolari poteri e responsabilità che possono assumere solo i soci accomandatari.

Da qualche tempo operi all’interno di una società in accomandita semplice (SAS) e hai il ruolo di suo legale rappresentante. Conosci bene la tua società, l’attività che svolge, il suo mercato di riferimento ma vuoi avere maggiori informazioni sul significato della tua carica, sui poteri e, ancora di più, sulle responsabilità che ti spettano.

È giusto che tu senta questa esigenza perché la legge attribuisce una speciale importanza al legale rappresentante delle società.

Nelle SAS, in particolare, la legge prevede una disciplina particolare che divide i soci in due categorie notevolmente differenti: da un lato i soci accomandatari, i quali esercitano in modo esclusivo l’amministrazione e la gestione della società e, al tempo stesso, rispondono in modo illimitato e solidale tra loro delle obbligazioni sociali; dall’altro i soci accomandanti i quali non hanno alcun potere amministrativo e gestionale e rispondono delle obbligazioni sociali, fatta eccezione per alcune particolari situazioni, solo entro il limite della quota di capitale conferito.

Le differenze non finiscono qui perché solo i soci amministratori, e dunque solo i soci accomandatari, possono essere legali rappresentanti della società.

Questa funzione spetta a tutti gli accomandatari, a meno che l’atto costitutivo della SAS non abbia disposto diversamente nel senso di attribuirla solo ad uno o alcuni di essi.

Come puoi vedere, il ruolo di rappresentante legale è strettamente collegato alla particolare posizione dei soci accomandatari e all’importanza del loro ruolo nella vita sociale.

Ti può anche interessare sapere se i soci accomandanti che si intromettono nella gestione della società sopportano conseguenze per questo loro comportamento e, in particolare, se possono diventare anch’essi rappresentanti legali della società.

Cos’è una società?

La legge [1] definisce le società in genere come il risultato di un contratto con cui due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

Si distingue tra società di persone e società di capitali.

Le società di persone hanno un’autonomia patrimoniale imperfetta sicché i soci rispondono, unitamente alla società, senza limiti (cioè con tutto il loro patrimonio) e solidalmente tra loro (ogni socio può essere chiamato a rispondere per intero) delle obbligazioni sociali.

Le società di capitali (come ad esempio le società per azioni) dispongono invece dell’autonomia patrimoniale perfetta e quindi rispondono delle obbligazioni sociali con il patrimonio sociale mentre la responsabilità dei singoli soci è limitata alla quota conferita da ognuno di essi.

Cos’è una società in accomandita semplice?

La società in accomandita semplice (SAS) è una società di persone.

All’interno di questo genere (di cui fanno parte anche la società semplice e la società in nome collettivo) la SAS si distingue dalle altre per alcune sue specificità [2].

La prima è la distinzione netta tra le due categorie sociali previste dalla legge.

I soci accomandatari sono gli unici ai quali la legge permette di amministrare la società e rappresentarla legalmente.

A questo potere esclusivo corrisponde tuttavia una responsabilità illimitata e solidale per l’adempimento di tutte le obbligazioni sociali.

I soci accomandanti hanno invece un ruolo completamente diverso: partecipano alla società solo come soggetti che conferiscono una quota di capitale e rispondono dei debiti sociali (o, in alternativa, partecipano agli utili), solo entro i limiti del capitale conferito.

Bisogna inoltre ricordare che la ragione sociale (cioè il nome identificativo della società) deve comprendere il nome di almeno uno dei soci accomandatari e la dicitura società in accomandita semplice, così che sia facile per chiunque capire il tipo legale della società stessa.

Cos’è la rappresentanza legale di una società?

La rappresentanza è una specie di finzione e consiste nell’attribuzione a un soggetto (il rappresentato) delle conseguenze giuridiche, sia vantaggiose che svantaggiose, derivanti dall’attività di un altro soggetto (il rappresentante).

È come dire che qualcuno agisce in nome e per conto di qualcun altro che ne subisce gli effetti.

Banali ragioni di cautela e buon senso impongono che questa situazione possa verificarsi solo quando il soggetto rappresentato attribuisce volontariamente i poteri necessari al rappresentante (rappresentanza volontaria) oppure quando è la stessa legge a prevederla, in genere allo scopo di tutelare l’interesse di soggetti che non sono capaci di agire autonomamente (rappresentanza legale) [3].

Le società sono anch’esse una finzione, cioè uno strumento permesso dal legislatore allo scopo di costituire un soggetto giuridico unitario di sui si servono più persone fisiche per gestire in comune un’attività economica.

È conseguenziale a questo punto la necessità che la società disponga di qualcuno che esprime la sua volontà all’esterno (cioè nei confronti dei soggetti esterni).

È proprio questo il concetto di rappresentanza legale delle società: la designazione, che avviene sulla base della legge, di un soggetto che ha il potere di compiere atti in nome e per conto della società e che, in un certo qual modo, è la sua “voce” all’esterno.

Chi è il rappresentante legale di una SAS?

Come già anticipato, la legge [4] prevede che nelle società in accomandita semplice il ruolo di rappresentante legale spetta a tutti i soci accomandatari e si estende a tutti gli atti societari.

Questa è la regola generale che però vale solo se l’atto costitutivo (cioè il contratto che costituisce la società) non contiene una regolamentazione diversa. La legge consente infatti la limitazione solo ad alcuni dei soci accomandatari della funzione di rappresentanza.

Il socio accomandante può diventare rappresentante legale?

Può capitare nella vita di una società in accomandita che un socio accomandante tenga comportamenti che eccedono il suo ruolo e i suoi poteri.

Una prima possibilità è che l’accomandante permetta che il suo nome sia indicato nella ragione sociale. Se succede questo, l’accomandante viene parificato agli accomandatari e diventa quindi illimitatamente e solidalmente responsabile nei confronti dei terzi delle obbligazioni sociali [5].

Una seconda possibilità si realizza quando l’accomandante partecipa alla gestione della società [6].

Allo stesso modo, se l’accomandante compie atti di amministrazione oppure tratta o conclude affari in nome della società senza che gli sia stata preventivamente rilasciata una procura speciale per gli atti compiuti, diventa responsabile tanto quanto gli accomandatari.

Tuttavia, anche quando si ingerisce nella gestione degli affari societari, l’accomandante non può mai diventare rappresentante legale della società [7].


note

[1] Art. 2247 cod. civ.

[2] Artt. 2313 e ss. cod. civ.

[3] Art. 1387 cod. civ.

[4] Art. 2266 cod. civ. applicabile alle SAS in virtù del rimando contenuto nell’art. 2315 cod. civ.

[5] Art. 2314 co. 2 cod. civ.

[6] art. 2320 co. 1 e 2 cod. Civ.

[7] Cass. Sent. 22666/2015, 05.11.2015


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