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Pensionamento anticipato secondo la Legge Fornero

3 Agosto 2013
Pensionamento anticipato secondo la Legge Fornero

Possibilità di pensione anticipata per le aziende con eccedenza di personale, per evitare i licenziamenti: ecco il procedimento da seguire per l’azienda; la pensione non è reversibile.

Con una recente circolare [1], l’Inps ha appena chiarito le modalità operative per usufruire del pensionamento anticipato disegnato dalla recente Legge del ministro Fornero [2].

Tale strumento prevede un indubbio beneficio per le aziende con più di 15 dipendenti che si trovino in condizioni di eccedenza di personale, onde evitare licenziamenti. In tali casi, infatti, l’imprenditore, previo accordo con le organizzazioni sindacali, potrà consentire, ai lavoratori cui manchino meno di quattro anni al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato o di vecchiaia, la cessazione dal rapporto di lavoro e, nello stesso tempo, l’accesso a una prestazione pensionistica pari a quella teorica che avrebbero maturato sulla base delle regole vigenti.

Finanziamento

La prestazione viene finanziata dalla società che si fa carico anche dei contributi figurativi necessari al dipendente per il raggiungimento effettivo del diritto al pensionamento (momento a partire dal quale inizierà l’erogazione definitiva della pensione da parte dell’Inps e terminerà la prestazione garantita dall’azienda).

In ogni caso, la società deve presentare una fideiussione a garanzia degli impegni assunti.

Procedimento da seguire per l’azienda

Ecco la procedura che il datore di lavoro deve seguire per usufruire di tale beneficio.

1. La società deve innanzitutto presentare, alla sede Inps competente, l’accordo sindacale stipulato nell’ambito del quale dovrà essere evidenziato il numero dei dipendenti coinvolti.

2. L’Inps rilascerà un Pin con cui sarà possibile effettuare tutte le operazioni online (per es., la comunicazione dell’elenco dei lavoratori effettivamente interessati).

La prestazione è calcolata alla data di accesso, senza considerare la contribuzione figurativa versata in futuro dal datore di lavoro.

3. Al pensionamento definitivo, l’Inps procederà nuovamente al calcolo della pensione sulla base delle condizioni e della normativa allora in vigore.

4. Qualora applicabile, la prestazione è anche soggetta alla riduzione prevista dalla riforma Monti-Fornero nei casi di pensionamento antecedenti ai 62 anni di età.

Natura della pensione: reversibilità, cumulabilità

La pensione non è soggetta a perequazione e non è reversibile.

In caso di decesso del dipendente infatti l’Inps (e non più la società) erogherà ai familiari aventi diritto la prestazione indiretta.

I contributi figurativi sono determinati, similmente alle disposizioni stabilite per l’Aspi, sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita nel corso degli ultimi due anni.

L’aliquota da applicare è quella prevista dal fondo previdenziale di appartenenza (per i lavoratori dipendenti attualmente è pari al 33%).

La prestazione risulta essere infine cumulabile con eventuali redditi da lavoro dipendente o autonomo. La legge, in proposito, non prevede alcuna disposizione. L’Inps non provvederà quindi ad operare alcuna riduzione della pensione in caso di rioccupazione.


note

[1] Circolare INPS n. 119 del 2013.

[2] Art. 4 L. 92/2012.


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