Diritto e Fisco | Editoriale

Pensione scuola: quando

14 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 luglio 2018



Perché l’Inps ha respinto migliaia di domande di pensione del personale scolastico: quali sono i requisiti per il collocamento a riposo di insegnanti e dirigenti.

Oltre 4600 domande di pensione del personale della scuola respinte dall’Inps: non parte nel migliore dei modi l’accertamento del diritto a pensione per i docenti ed i dirigenti scolastici, che da quest’anno è di competenza dell’Inps e non del Miur (ministero Pubblica Istruzione, Università e Ricerca). L’accertamento, come aveva chiarito l’Inps nella circolare dello scorso gennaio [1], riguarda sia le cessazioni forzate che i pensionamenti volontari. Il problema, stando a quanto esposto in un recente comunicato stampa dell’istituto [2], sarebbe causato unicamente dall’aumento del numero delle domande di pensione, pari a circa 41mila: la percentuale di reiezione delle istanze di pensionamento sarebbe dunque in linea con quella dello scorso anno. Secondo i sindacati e gli esperti, invece, le domande di pensione sarebbero state respinte a causa dalla diversa modalità di calcolo delle giornate utili al diritto a pensione: l’Inps smentisce, specificando che l’eventuale differente modalità di calcolo adottata dal ministero in ogni caso può comportare esclusivamente limitate divergenze, con riferimento ai periodi pre-ruolo riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur. Il problema potrebbe essere dovuto, tra gli altri fattori, anche al fatto che l’Inps si sia occupato in via diretta dell’accertamento della maturazione dei requisiti per la pensione utilizzando i propri archivi, e non più i dati in possesso dell’amministrazione, a seguito dell’incorporazione dell’Inpdap nell’Inps e dell’accentramento della gestione delle posizioni assicurative dei pubblici dipendenti. Questo cambiamento causa notevoli criticità, considerando che l’archivio delle posizioni assicurative Inps è stato avviato solo agli inizi degli anni 2000, e tutti i dati precedenti sono stati inseriti a posteriori, comportando la presenza di errori e omissioni nell’estratto conto contributivo (che comunque, come recentemente chiarito [3], non possono pregiudicare la pensione dei dipendenti pubblici). Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione scuola: quando ci si può collocare a riposo, entro quando va presentata la domanda, quali sono i requisiti.

Requisiti pensione scuola 1° settembre

Riepiloghiamo di seguito i requisiti necessari per il diritto al pensionamento nella scuola dal 1° settembre 2018:

  • pensione di vecchiaia e di anzianità con i requisiti precedenti alla legge Fornero: per chi ha maturato i vecchi requisiti, precedentemente alla riforma delle pensioni del 2011, quindi entro il 31 dicembre 2011, sono ancora le precedenti condizioni, in virtù del principio di cristallizzazione, ossia:
    • pensione di vecchiaia ante Fornero: 65 anni di età per i lavoratori, e 61 anni per le lavoratrici, unitamente a 20 anni di contributi, raggiunti alla data del 31 dicembre 2011;
    • pensione di anzianità ante Fornero: 40 anni di contributi, oppure quota 96 (somma di età e contributi), con un minimo di 60 anni di età e 36 anni di contribuzione, o con un minimo di 61 anni di età e 35 anni di contribuzione, raggiunti alla data del 31 dicembre 2011;
  • opzione Donna: considerata la proroga effettuata dalla Legge di Stabilità 2017, in attesa di chiarimenti operativi si ritiene che dovrebbero essere considerate valide le domande di chi abbia maturato 35 anni di contributi (o meglio, 34 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio) entro il 31 dicembre 2015 e 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016;
  • pensione di vecchiaia 2018: è necessario aver raggiunto, entro il 31 dicembre 2018, 66 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi;
  • pensione anticipata 2018: per le donne è necessario maturare 41 anni e 10 mesi di contributi entro il 31 dicembre 2018, mentre per gli uomini è necessario maturare 42 anni e 10 mesi alla stessa data;
  • Ape sociale e volontario: si attendono specifiche di dettaglio in merito alla possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni fruendo dell’Ape sociale o volontario.

I requisiti per la pensione, dal 2017, possono essere raggiunti cumulando i contributi non coincidenti temporalmente, versati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie, tra cui anche le casse professionali.

Accertamento dei requisiti pensione scuola

Per accertare il possesso dei requisiti, per il personale scolastico, che consentono l’accesso alla pensione scuola, si deve seguire la procedura esposta:

  • le strutture del Miur devono innanzitutto individuare i lavoratori per i quali deve essere cessato, da parte dell’amministrazione, il rapporto di lavoro per limiti di età;
  • le strutture del Miur devono poi individuare i lavoratori che hanno inviato volontariamente domanda di cessazione dal servizio (i termini per pensionarsi dal 1° settembre 2018 scadevano per i docenti il 20 dicembre 2017);
  • le strutture devono poi comunicare all’Inps gli elenchi dei pensionandi della scuola, perché l’istituto verifichi la maturazione del diritto a pensione;
  • effettuate le verifiche, l’Inps deve a sua volta comunicare al qual è il personale che cessa dal servizio.

Scadenze per l’accertamento dei requisiti pensione scuola

La verifica delle domande di pensionamento per il comparto scuola è suddivisa in otto elenchi, ciascuno dei quali deve essere lavorato dagli ambiti territoriali provinciali/scuole e dalle strutture territoriali Inps secondo tempistiche differenti. Per l’anno 2018, la chiusura delle lavorazioni doveva avvenire, a seconda del comparto di appartenenza, dal 27 aprile (scuole dell’infanzia e primaria) all’8 giugno (scuole secondarie di secondo grado, dirigenti e personale Ata).

Che cosa devono fare le scuole per certificare il diritto a pensione

Gli istituti scolastici, ogni anno, devono consegnare la documentazione necessaria relativa alle maggiorazioni di servizio spettanti secondo l’attività lavorativa svolta (come per il servizio prestato nelle scuole italiane all’estero). Per accertare il diritto a pensione, gli uffici scolastici/scuole devono poi informare i beneficiari delle maggiorazioni di inviare, direttamente alla sede Inps competente, la documentazione che ne attesta il diritto. Gli uffici scolastici devono inoltre comunicare all’Inps il foglio matricolare, qualora presente agli atti, perché sia valutato correttamente ai fini pensionistici il periodo di servizio militare.

Certificazione diritto a pensione scuola da parte dell’Inps

Come mai, nonostante le prime verifiche da parte delle strutture ministeriali, l’Inps ha respinto così tante domande di pensione? Il problema, come ha spiegato il ministro Marco Bussetti, sarebbe causato dalla divergenza di calcolo dei periodi utili a pensione tra Miur e Inps. In particolare, il Miur calcolava i giorni utilizzando l’anno solare, mentre l’Inps con l’anno commerciale. Ci sono 5 giorni di differenza all’anno tra i due calcoli, cioè 200 giorni in meno nella carriera lavorativa per chi ha 40 anni di contributi.

Secondo l’Inps, però, la differente modalità di calcolo adottata dal ministero sarebbe quasi irrilevante e riferita solo ai periodi pre-ruolo, riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur.

L’Inps ha comunque rassicurato gli aspiranti pensionati, chiarendo che effettuerà degli accertamenti sulle domande respinte. Nel frattempo, l’elevato numero di ricorsi che stanno per essere presentati dai pensionati potrebbe rendere incerta la situazione delle cattedre all’inizio dell’anno.

note

[1] Inps Circ. n. 4/2018.

[2] Inps comunicato stampa del 12/07/2008.

[3] Inps Circ. n. 169/2017.


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