Diritto e Fisco | Editoriale

Multa auto: se la foto non si vede è valida?

15 Luglio 2018
Multa auto: se la foto non si vede è valida?

Se il conducente dovesse essere non riconoscibile e la foto sfocata, sarebbe ugualmente valida la contravvenzione per violazione del codice della strada?

Hai ricevuto una multa a casa. Non è stato possibile fermarti sul momento perché l’infrazione è stata rilevata da una telecamera nascosta mentre la tua automobile le sfrecciava proprio accanto. Decidi di recarti presso il comando di polizia e chiedere di visionare la fotografia scattata dall’apparecchio di controllo elettronico: il tuo scopo è verificare se ci sono margini per una contestazione. Proprio là ti rendi conto che dall’immagine in possesso delle autorità non è possibile comprendere chi fosse alla guida dell’auto: il conducente risulta sfocato; non è neanche possibile comprendere se questi sia uomo o donna. Nel fare rilevare questa circostanza all’agente, gli chiedi perché mai abbiano inviato la multa proprio a te: se è vero che ciascuno è responsabile solo delle proprie infrazioni, è legittimo sanzionare un individuo solo presumendo che possa essere stata questo il colpevole, anche se non ci sono prove certe a riguardo? Se la foto non si vede, è valida la multa auto? La questione è meno banale di quanto ti possa sembrare, tanto è vero che sul punto sono intervenute numerose sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale. Da ultimo, la Suprema Corte ha fornito un ulteriore importante contributo [1]. Ecco come va affrontato il problema.

Multe stradali: a chi vanno fatte e chi perde i punti?

La prima domanda da fare è di che tipo di multa si tratta. Nella gran parte dei casi, per le sanzioni dovute a violazioni del codice della strada risponde sempre il proprietario dell’auto anche se non è stato materialmente il colpevole effettivo. Egli infatti resta pur sempre responsabile della circolazione del mezzo e degli illeciti commessi tramite di esso. Per cui gli agenti, rilevando la targa dell’auto, potranno spedire la contravvenzione a chi, in base ai registri pubblici (il PRA), risulta esserne intestatario.

Insieme a lui è responsabile anche l’effettivo trasgressore, ossia il conducente dell’auto. Ma poiché non sempre questi è identificabile perché la polizia non è in grado di intimare subito lo stop (si pensi alle multe elevate con autovelox, tutor e photored), la legge impone al proprietario dell’auto un dovere di collaborazione: nei 60 giorni successivi al ricevimento della multa, egli comunicare all’autorità che ha accertato l’infrazione i dati dell’effettivo conducente (nome, cognome, estremi della patente). Solo a quest’ultimo saranno così detratti i punti della patente, non già al titolare del mezzo.

Leggi Multe: chi è il responsabile in solido?

Se il titolare del mezzo non adempie al dovere di collaborazione e non comunica il nome di chi era alla guida della sua macchina, subisce una seconda sanzione da 286 a 1.142 euro ma non perde i punti. Ciò in pratica significa che ciascun automobilista, al ricevimento a casa della raccomandata con la multa, si trova dinanzi a una scelta:

  • pagare la contravvenzione e comunicare i dati dell’effettivo conducente; se è egli stesso subisce anche la decurtazione dei punti;
  • pagare la contravvenzione e non comunicare i dati del conducente: nessuno, neanche lui, subirà la decurtazione dei punti, ma scatterà una seconda multa (sempre in caso al proprietario) che come detto può arrivare a 1.142 euro;
  • impugnare la multa. Ciò però non fa venir meno l’obbligo di comunicare i dati dell’effettivo conducente, con tutte le conseguenze che ne derivano in caso di omissione.

Di recente, la Cassazione ha detto che, fornendo un valido motivo per non poter dare gli estremi dell’effettivo conducente, non si rischia neanche la seconda contravvenzione. Il che succede quando, ad esempio, la macchina è condivisa da più membri della famiglia o si tratta di veicolo aziendale. In tal caso il proprietario dovrà fornire comunque la comunicazione alle autorità indicando e documentando in essa le ragioni per cui non è in grado di ricordare chi fosse alla guida del proprio mezzo.

Se la foto è sfocata e il conducente non si vede

Da quanto abbiamo detto, la circostanza che la foto della multa sia sfocata e il conducente sia irriconoscibile è del tutto irrilevante ai fini della multa che va comunque pagata. Ma non sempre. Ci sono alcune sanzioni che possono essere irrogate solo all’effettivo responsabile. La sentenza dell’altro giorno della Cassazione [1] ne è una chiara testimonianza. L’esempio è quello di chi guida senza patente o con patente sospesa. Il solo fatto che una telecamera abbia fotografato l’auto intestata a quest’ultimo non legittima la multa se la foto non consente di risalire all’effettivo trasgressore. Le sole dichiarazioni della polizia difatti possono essere contestate facilmente perché frutto di percezioni che, come tutti gli esseri umani, possono cadere in errore.

Dunque in questi casi la sanzione è illegittima se la fotografia è sfocata o non si vede.

Il trucco di indicare un falso conducente

Attenzione a non cadere in tentazione: se ti dovesse arrivare una multa e, per non subire né la decurtazione dei punti, né la seconda sanzione, ti dovesse salire la tentazione di comunicare i dati della patente di un parente accondiscendente, ad esempio tua madre, stai molto attento: se dalla foto dovesse risultare palese l’identità del conducente potresti subire un procedimento penale: quello di falso in atto pubblico. Sempre meglio allora la multa.


note

[1] Cass. sent. 18587/18.


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