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Propaganda elettorale: basta sms o chiamate senza consenso dell’interessato

18 Gennaio 2013
Propaganda elettorale: basta sms o chiamate senza consenso dell’interessato

Le nuove regole sulla propaganda elettorale non risparmiano nessuno: sms, email e telefonate devono essere prima autorizzate dai cittadini; fanno eccezione solo i santini elettorali.

Il Garante della privacy ha recentemente dettato le regole in tema di propaganda elettorale per le prossime elezioni politiche e regionali, stabilendo in quali casi sia necessario il consenso dell’elettore per l’invio di materiale pubblicitario.

Ecco nel dettaglio la disciplina [1] che dovranno seguire partiti, movimenti politici e singoli candidati.

É necessario il consenso dell’interessato:

– per l’invio di sms, mms, e-mail, telefonate registrate e fax;

– per l’utilizzo di dati ricavati da forum sul web, newsletter e liste di abbonati a un provider;

– per l’utilizzo dei dati degli abbonati presenti negli elenchi telefonici;

– per l’utilizzo di dati relativi a simpatizzanti o persone già contattate per singole iniziative (come, ad esempio, per raccolta di firme, referendum, ecc.).

Non è necessario il consenso dell’interessato:

– per l’utilizzo dei dati contenuti nelle liste elettorali dei Comuni e nell’elenco degli elettori italiani residenti all’estero;

– per l’utilizzo dei dati personali degli iscritti e aderenti al partito o movimento;

– per l’utilizzo dei dati detenuti da soggetti pubblici che sono accessibili a chiunque;

– per l’utilizzo dei dati raccolti nel corso di relazioni interpersonali avute con i cittadini.

Dati non utilizzabili in tutti i casi:

– dati dell’anagrafe dei residenti e degli archivi di stato civile;

– dati raccolti per svolgere attività istituzionali dei soggetti pubblici o prestazioni di servizi (anche di cura);

– dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori o rappresentanti di lista nel corso delle operazioni elettorali.

Inoltre, il Garante ha stabilito che ai cittadini deve essere reso noto l’utilizzo dei loro dati attraverso un’informativa. Qualora i dati non siano raccolti direttamente presso l’interessato, l’informativa deve essere fornita all’elettore contestualmente alla registrazione dei propri dati o in occasione del primo contatto.

Sussistono due uniche deroghe provvisorie (fino al 30 aprile 2013) all’obbligo di informativa:

– per i dati raccolti tramite registri ed elenchi pubblici;

– per il materiale propagandistico di dimensioni ridotte (il c.d. santino elettorale) all’interno del quale, per ragioni di spazio, non è possibile inserire un’idonea informativa.

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

[1] Provvedimento n. 1 del 10.01.2013, pubblicato in G.U. n. 11 del 14.01.2013.


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