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Finanziamenti agevolati donne: come funzionano

16 Giugno 2017
Finanziamenti agevolati donne: come funzionano

L’imprenditoria femminile permette di finanziare la tua idea: come funziona e quali spese possono essere agevolate. Una guida.

Finanziamenti agevolati alle donne: chi vuole entrare da protagonista nel mondo del lavoro sarà facilitato dal Ministero dello sviluppo economico, che mette a disposizione dell’imprenditoria femminile [1] stanziamenti, sotto forma di contributi in conto capitale, erogati a fronte di investimenti. L’altra strada utile per verificare la presenza, nella propria regione, di fondi disponibili per l’occupazione femminile e l’autoimpiego è quella dei siti delle regioni italiane. Gran parte delle agevolazioni difatti rientra nei programmi operativi che garantiscono a livello nazionale e regionale la gestione dei fondi comunitari.

Vediamo che tipologia di azioni viene generalmente finanziata.

Imprenditoria femminile: come funziona

I fondi agevolati per le imprese femminili consistono in agevolazioni per le nuove attività, generalmente costituite o da costituire, formate in prevalenza da donne:

  • società cooperative o di persone costituite per almeno il 60% da donne;
  • società di capitali le cui quote di partecipazione siano, per almeno 2/3, in possesso di donne;
  • imprese individuali gestite da donne;
  • imprese, consorzi, associazioni, enti di formazione e ordini professionali promotori di corsi di formazione imprenditoriale, servizi di consulenza e assistenza, la cui quote siano possedute per almeno il 70% da donne.
  • I soggetti beneficiari devono inoltre rientrare nella definizione di “piccola impresa”, determinata in base ai seguenti parametri:
  • meno di 50 dipendenti;
  • fatturato inferiore a 7 milioni di Euro o totale di bilancio inferiore a 5 milioni di Euro;
  • indipendenza da imprese “partecipanti”.

Investimenti finanziabili nell’imprenditoria femminile

I finanziamenti per l’imprenditoria femminile possono generalmente essere concessi nei settori industria, artigianato, agricoltura, commercio, servizi e turismo, per i seguenti motivi:

  • avvio di nuove attività;
  • acquisizione di attività preesistenti;
  • progetti aziendali innovativi;
  • acquisizione di servizi reali.

Le spese che possono essere acquisite tramite acquisto diretto sono generalmente quelle corrispondenti a:

  • studi di fattibilità e piani d’impresa (2% dell’investimento ammesso);
  • progettazione e direzione dei lavori (5% dell’importo per opere murarie);
  • macchinari ed attrezzature;
  • impianti generali;
  • opere murarie (25% dei macchinari ed impianti);
  • beni usati (solo per acquisto di attività preesistenti);
  • software;
  • brevetti;
  • attività preesistenti;
  • servizi reali.

L’imprenditoria femminile non ammette generalmente le seguenti tipologie di spese:

  • acquisto di minuterie ed utensili di uso manuale comune;
  • spese per manutenzione ordinaria;
  • acquisto di beni di uso promiscuo;
  • scorte di materie prime, semilavorati e materiali di consumo; acquisto di terreni e fabbricati;
  • beni usati.

Quali tipi di agevolazioni vengono concesse alle imprese femminili?

Le agevolazioni consistono generalmente in contributi in conto capitale nei limiti massimi consentiti dalla normativa comunitaria in materia di aiuti di stato alle imprese in relazione alla localizzazione geografica.

L’impresa può beneficiare nel caso di avvio di nuove attività, acquisto di attività preesistenti e realizzazione di progetti innovativi:

  • contributo a fondo perduto: si tratta di un finanziamento che non necessità alcuna restituzione (ma su cui naturalmente vigeranno le regole di controllo della legge nazionale e dei regolamenti comunitari di riferimento);
  • finanziamento a tasso agevolato: generalmente pari ad una percentuale dell’Euribor a tre mesi, in questo momento dunque pari allo zero, di solito da restituire in 5 o 10 anni;
  • contributo misto: una parte del finanziamento sarà concesso a fondo perduto (dunque senza obbligo di restituzione) e una parte a tasso agevolato da restituire generalmente in 10 anni;
  • credito d’imposta: ovvero detrazione della quota investita dalle imposte degli anni successivi.

 

Come e dove si presenta la domanda?

Le donne interessate ad accedere ai finanziamenti a fondo perduto o ai prestiti a tasso agevolato rientranti nelle agevolazioni del Mise [1] o nei fondi delle misure destinate all’imprenditoria femminile all’interno dei Programmi Operativi Regionali, devono verificare l’uscita dei bandi sul sito del Ministero o della propria regione. Tali bandi, sono infatti periodicamente pubblicati, di volta in volta, con una specifica delle risorse disponibili, delle modalità di finanziamento e dei termini di scadenza.

Una volta uscito il bando, e verificato il possesso dei requisiti sarà possibile poi presentare la domanda. L’Ente gestore, provvederà quindi alla pubblicazione della graduatoria sulla base di criteri ben precisi che verranno specificati nel bando stesso.


note

[1] L. n. 215 del 25.02.1992.

Autore immagine: Pixabay.com


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