Diritto e Fisco | Editoriale

Bollette di luce e gas nel mercato libero: cosa cambia?

17 Luglio 2018 | Autore:
Bollette di luce e gas nel mercato libero: cosa cambia?

Da luglio 2019 si dice addio alla maggior tutela e si può risparmiare grazie alle offerte degli operatori. Come aderire, a quali condizioni e quando conviene?

Dal 1° luglio 2019 (se non verranno decisi ulteriori rinvii) il mercato dell’energia non sarà più in regime di maggior tutela ma sarà libero. Significa che i fornitori di luce e gas potranno proporre agli utenti delle tariffe più convenienti grazie a delle offerte che già oggi stanno promuovendo, in modo da facilitare a consumatori ed aziende un’eventuale scelta di adesione. Ti starai chiedendo, però, con le bollette di luce e gas nel mercato libero cosa cambia. Domanda lecita, a cui ti diamo risposta in questa guida.

Devi tenere conto, prima di tutto, che già oggi puoi dire di sì a una delle offerte che ti saranno arrivate via e-mail, per telefono o tramite un sms. Sarà come anticipare i tempi e cominciare a risparmiare sulle bollette di luce e gas sin da ora. Tuttavia, non sei obbligato a farlo: puoi sempre attendere i primi di luglio del 2019 e, nel frattempo, valutare con calma se è il caso di cambiare e comparare le diverse offerte del mercato libero dell’energia per trovare quella più conveniente alle tue esigenze. Puoi, ad esempio, scegliere tra una tariffa di puro mercato libero oppure una forma ibrida.

Altri dubbi che puoi avere sono se, con il passaggio dalla maggior tutela al mercato libero, ci sarà una procedura complicata da seguire per usufruire di un’offerta, se sarà complicato anche il recesso da un fornitore all’altro, se cambia qualcosa al momento di attivare un contratto o se questo verrà modificato in modo unilaterale dal fornitore di energia. Partiamo, dunque, con le risposte per capire cosa cambia con il mercato libero di luce e gas.

Mercato libero luce e gas: come funziona il passaggio?

Come abbiamo accennato, il passaggio dalla maggior tutela al mercato libero di luce e gas avverrà il 1° luglio del 2019 anche se, per guadagnare tempo (e clienti), i fornitori stanno già proponendo delle offerte ai loro utenti o potenziali tali che vogliono risparmiare sulle bollette.

Il momento dell’adesione all’offerta

Se l’utente accetta una di queste offerte e, quindi, sottoscrive un nuovo contratto, l’operatore scelto si occuperà delle pratiche burocratiche per chiudere il contratto con il vecchio fornitore ed avviare la nuova utenza. C’è da sottolineare che l’adesione ad un contratto di fornitura di luce e gas risponde alle regole del Codice del consumo, come tutti gli atti firmati da privati. Pertanto, se l’utente dice sì ad una proposta commerciale fatta via telefono o via Internet – e, quindi, a distanza – le norme saranno quelle stabilite dal citato Codice, compresa quella che prevede il termine di 14 giorni per esercitare il diritto di ripensamento.

Ser l’adesione a distanza viene fatta da un utente non domestico (un negozio, un’azienda, un libero professionista, ecc.), il fornitore sarà tenuto a verificare che il contratto si sia concluso in modo corretto attraverso la lettera di conferma oppure tramite una telefonata di conferma quando il contratto non è stato fatto telefonicamente. Durante la chiamata, l’utente si registrerà e confermerà o smentirà l’adesione all’offerta. Se l’utente non risponde alla prima chiamata, il fornitore sarà tenuto ad effettuarne almeno altre cinque prima di ritenere il contratto concluso ed attuarlo.

Cosa deve contenere il contratto

L’utente che sceglie una nuova offerta del mercato libero di luce e gas per poter risparmiare sulle bollette deve essere al corrente di tutti gli aspetti che riguardano il servizio prima, durante e dopo la fornitura e di questo deve essere opportunamente informato dall’operatore scelto. Nello specifico, come richiesto dall’Autorità per l’energia Arera, il contratto deve riportare:

  • la ragione sociale del fornitore ed il nome dell’agente interlocutore del cliente;
  • il tipo di servizio fornito;
  • i vantaggi che sono stati proposti all’utente con il nuovo tipo di servizio;
  • il prezzo della fornitura e probabili future variazioni dei costi;
  • gli oneri e spese a carico dell’utente, incluse le garanzie per attivare il servizio (come la domiciliazione delle bollette o eventuali cauzioni);
  • i tempi tecnici del passaggio da un fornitore all’altro;
  • la durata del contratto;
  • il modo in cui i consumi verranno conteggiati e fatturati;
  • gli standard di qualità extra rispetto a quelli richiesti dall’Arera e gli indennizzi previsti se quegli standard venissero a mancare;
  • che cosa succede se una bolletta viene pagata in ritardo;
  • come esercitare il diritto di ripensamento ed il recesso del contratto;
  • come e dove recapitare un reclamo.

Allegata al contratto ci dovrà essere una scheda che consenta all’utente di confrontare la spesa di un cliente medio e quella prevista alle stesse condizioni dall’Arera.

Quando e come avviene il passaggio vero e proprio

Nel regime di mercato libero di luce e gas, il passaggio dal vecchio al nuovo operatore avviene generalmente entro uno o due mesi dopo la firma del contratto. Prima, però, la società che si occupa della distribuzione nel territorio effettuerà la lettura del contatore nel periodo compreso tra il quinto giorno lavorativo precedente ed il terzo giorno lavorativo successivo al passaggio. Quindi se, ad esempio, il passaggio avviene mercoledì 13, la lettura dovrà essere effettuata tra mercoledì 6 e lunedì 17 dello stesso mese.

Grazie a questa lettura, il vecchio fornitore chiuderà il rapporto con il cliente mentre quello nuovo saprà da dove far partire la fatturazione del consumo.

Quanto costa il cambio di operatore luce e gas

Passare a far parte del mercato libero dell’energia per cercare di abbassare le bollette di luce e gas comporta al massimo due spese fisse:

  • il contributo di 27,03 euro per oneri amministrativi;
  • la marca da bollo quando lo richiede dalla normativa fiscale.

A questi costi si possono aggiungere:

  • quelli dell’eventuale allacciamento se l’impianto non è collegato alla rete di distribuzione;
  • il deposito cauzionale se richiesto dall’operatore;
  • le spese per la domiciliazione bancaria se il cliente sceglie questo tipo di pagamento.

Mercato libero luce e gas: quanto si può risparmiare?

Entrare nel mercato libero dell’energia ha senso se si riesce a risparmiare sulle bollette di luce e gas. E, secondo le stime, è possibile tagliare i costi: dai 50 ai 60 euro l’anno per la corrente elettrica (calcolando il consumo medio di una famiglia con contatore di 3 kW di potenza) e circa 40-50 euro annui sul gas (calcolando il consumo medio di 700 mc.

Mercato libero luce e gas: resto senza energia durante il passaggio?

La procedura di passaggio da un operatore all’altro nel caso si voglia accettare un’offerta del mercato libero dell’energia non comporta la sospensione della fornitura di luce e gas. Non c’è, insomma, il pericolo che il vecchio operatore «giri le manopole» o tiri giù l’interruttore e ci lasci senza corrente o senza la possibilità di cucinare o di fare una doccia calda.

Mercato libero luce e gas: che fare se ci sono dei ritardi?

Mercato libero non è sinonimo di mercato perfetto. Nulla esclude che ci possano essere dei ritardi sia in fase di allacciamento del contatore sia quando l’impianto è già stato allacciato ma c’è un cambio di contratto.

Nel primo caso, cioè quando ci sono dei ritardi nell’allacciamento da parte della società di distribuzione (e non dal venditore), è prevista la possibilità di chiedere un indennizzo, purché siano stati necessari dei lavori semplici e non complessi. Se si superano i 15 giorni lavorativi, l’utente ha diritto ad un indennizzo automatico di:

  • 35 euro se il lavoro è stato svolto nel doppio del tempo previsto;
  • 70 euro se è stato impiegato il triplo del tempo;
  • 105 euro se è stato superato il triplo del tempo.

Nel secondo caso e, quindi, se ci sono dei ritardi su impianti già allacciati, il venditore dovrà inoltrare la richiesta di attivazione (frutto del nuovo contratto) entro e non oltre due giorni lavorativi. In caso contrario, e se c’è un problema attribuibile al distributore, il cliente domestico dovrà ricevere un indennizzo pari a quello stabilito per il ritardo. Se si tratta, invece, di un cliente non domestico, si avrà diritto a un indennizzo di:

  • 70 euro se il lavoro è stato svolto nel doppio del tempo previsto;
  • 140 euro se è stato impiegato il triplo del tempo;
  • 210 euro se è stato superato il triplo del tempo.

Mercato libero luce e gas: si può modificare il contratto?

Nulla vieta all’operatore del mercato libero dell’energia di modificare in modo unilaterale alcune clausole del contratto una volta attivato il servizio. A queste condizioni, però:

  • che vengano modificate solo quelle clausole per le quali il fornitore si era riservato di effettuare possibili variazioni;
  • che i cambiamenti abbiano un giustificato motivo;
  • che l’utente ne venga a conoscenza con informativa scritta e con un preavviso di almeno tre mesi, a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il cliente ha avuto la comunicazione (che si ritiene ricevuta 10 giorni dopo l’arrivo). Se questa condizione non viene rispettata, l’utente ha diritto ad un indennizzo di 30 euro oppure al recesso del contratto senza penali né costi aggiuntivi.

L’operatore non è tenuto, però, a dare tempestiva comunicazione al cliente in caso di variazione delle tariffe come conseguenza delle clausole che prevedono un’indicizzazione o un adeguamento automatico dei prezzi: l’utente ne verrà a conoscenza con la prima bolletta di luce o gas.

Mercato libero di luce e gas: quando posso recedere il contratto?

Chi è deciso a tagliare il costo delle bollette di luce e gas nel mercato libero non deve «sposarsi» a vita con la prima che gli capita. Può darsi che, ad un certo punto, trovi un’offerta migliore di quella a cui aveva aderito e che, quindi, voglia recedere il suo contratto e cambiare fornitore. È possibile? La risposta è sì: l’utente ha la facoltà di recedere il contratto senza pagare delle spese di chiusura o delle penali a condizione che venga rispettato un periodo di preavviso di tre settimane. Occorre darne comunicazione all’operatore energetico entro il 10 del mese precedente al giorno in cui si vuole cambiare fornitore. Significa che se, ad esempio, con il nuovo anno avrò un operatore nuovo, devo comunicarlo a quello vecchio entro il 10 dicembre.

Mercato libero luce e gas: posso cambiare la potenza?

Quando il cliente che aderisce ad un’offerta del mercato libero dell’energia per risparmiare in luce e gas vuole modificare la potenza della fornitura, deve avanzare una richiesta in tal senso al suo operatore, il quale lo comunicherà alla società di distribuzione dell’energia per avere a disposizione un preventivo. Sarà l’operatore a sottoporlo al cliente e a dire a quest’ultimo entro quando potrà essere attuata la modifica della potenza.

Se il cliente conferma il preventivo, l’operatore inoltrerà di nuovo la richiesta al distributore entro due giorni lavorativi.

Se i tempi per effettuare le modifiche non vengono rispettati, l’utente ha diritto ad un indennizzo automatico pari a quello previsto per il ritardo nell’attivazione della fornitura dell’energia.

Mercato libero luce e gas: c’è rischio di truffa?

Non manca il malintenzionato di turno che approfitta di una nuova situazione nel mercato dell’energia per «infilare» agli utenti delle offerte inesistenti oppure dei contratti veri ma con un approccio ingannevole. Di solito, la truffa viaggia via telefono: ricevi una chiamata da un call center durante la quale qualcuno ti dice che con l’imminente entrata in vigore del mercato libero dell’energia hai la possibilità di risparmiare una «barcata» di soldi sulle bollette di luce e gas se aderisci immediatamente a quello che ti viene proposto. È evidente che questa tecnica di vendita equivale ad una pratica commerciale scorretta e sconfina nella truffa, perché il prezzo da pagare sarà altro che conveniente.

È sempre buona cosa, dunque, concludere un contratto a quattr’occhi con un venditore e, in ogni caso, chiedere il dovuto tempo per riflettere e per leggere attentamente tutte le clausole. L’addetto non deve negare questa possibilità ma, nel caso lo facesse, minacciare un semplice «Grazie, se le condizioni sono queste non mi interessa più» farà cambiare atteggiamento al venditore e spianerà la strada verso la trasparenza. Con lui o con un altro fornitore.



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