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Naspi: come non perdere la disoccupazione

17 Luglio 2018
Naspi: come non perdere la disoccupazione

Assegno di disoccupazione dell’Inps: requisiti affinché l’offerta di lavoro possa definirsi congrua.

Hai idea di come funzioni la Naspi? Al di là degli importi che ti vengono corrisposti mensilmente dall’Inps e per un periodo di tempo variabile a seconda della durata del tuo ex lavoro, per non perdere la disoccupazione devi partecipare a delle politiche di formazione che mirano a garantirti maggiori possibilità di reimpiego. Nello stesso tempo non puoi rifiutare eventuali posti di lavoro “congrui” offerti in tale arco di tempo. Se dovessi violare una di queste due regole perderesti la Naspi. Di recente è stato peraltro pubblicato un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali [1] che stabilisce i criteri per stabilire la “congruità” dell’offerta di lavoro in presenza della quale si perde il diritto all’ammortizzatore sociale. In questo articolo ci occuperemo proprio di questo aspetto: spiegheremo, in particolare, proprio con riferimento alla Naspi, come non perdere la disoccupazione.

Se hai letto il nostro articolo Disoccupazione: come funziona la Naspi saprai già molto di questo particolare sussidio, anche noto come assegno di disoccupazione, che viene versato dall’Inps in favore di chi perde il posto di lavoro. Elenchiamo qui di seguito solo gli aspetti principali e vediamo come funziona la Naspi.

Se vengo licenziato ho diritto alla Naspi?

La Naspi spetta per qualsiasi tipo di licenziamento, anche quello determinato da colpa del dipendente (si pensi al licenziamento disciplinare e a quello per “giusta causa”). Così, il dipendente che rifiuta di recarsi sul posto di lavoro o commette un atto di insubordinazione e perciò viene licenziato, ha diritto alla Naspi.

L’assegno spetta anche a chi si dimette per giusta causa, ossia per un comportamento colpevole del datore di lavoro (si pensi al mobbing, al mancato pagamento degli stipendi, agli abusi sul lavoro, alla mancata tutela della sicurezza dei dipendenti dagli infortuni, ecc.).

Chi ha diritto alla Naspi?

Non a tutti i licenziati spetta la Naspi. È infatti necessario che il rapporto di lavoro si sia protratto per un certo lasso di tempo. In particolare, devono sussistere congiuntamente i seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione;
  • almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Per quanto tempo spetta la Naspi?

La Naspi è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, per un massimo quindi di 24 mesi. Sono esclusi i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione, anche in unica e anticipata soluzione.

A quanto ammonta la Naspi?

La Naspi è rapportata ad una base di calcolo data dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive (retribuzione imponibile esposta nell’UniEmens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Condizioni per avere la Naspi

Oltre ai requisiti appena indicati, per avere la Naspi è necessario che il lavoratore disoccupato contatti uno dei Centri per l’impiego entro 30 giorni dalla data della dichiarazione di disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione a iniziative formative e di orientamento, per la creazione del profilo personale e la stipula di un patto di servizio personalizzato.

In particolare, con il licenziamento il lavoratore deve fornire la dichiarazione –  in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro – di immediata disponibilità all’attività lavorativa (detta anche “DID“) ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego.

Il patto di servizio deve indicare la disponibilità del richiedente alle seguenti attività:

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro (ad esempio stesura del curriculum vitae e preparazione per sostenere colloqui di lavoro o altra iniziativa di orientamento);
  • partecipazione a iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di congrue offerte di lavoro.

Il disoccupato può essere convocato nei giorni feriali dai competenti servizi per il lavoro con preavviso di almeno 24 ore e non più di 72 ore secondo modalità concordate nel patto di servizio personalizzato.

Naspi: quando si perde la disoccupazione?

La violazione delle regole sul patto di servizio e la mancata accettazione di una congrua offerta di lavoro possono determinare la cessazione della Naspi. In particolare si possono verificare le seguenti ipotesi.

Mancata presentazione a convocazioni o appuntamenti con il Centro per l’impiego 

Se il disoccupato non si presenta, senza giustificato motivo, a una delle convocazioni con il Centro per l’impiego oppure in caso di mancata partecipazione senza giustificazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro, scattano le seguenti sanzioni:

  • prima mancata presentazione: decurtazione di 1/4 di una mensilità (8 giorni di prestazione)
  • seconda mancata presentazione: decurtazione di 1 mensilità (30 giorni di prestazione)
  • ulteriore mancata presentazione: decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.

Mancata partecipazione a iniziative formative 

In caso di ingiustificata mancata partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione o di ingiustificata mancata partecipazione ad attività di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza scattano le seguenti sanzioni:

  • prima mancata presentazione: decurtazione di 1 mensilità (30 giorni di prestazione)
  • ulteriore mancata presentazione: decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione.

Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua

Se il disoccupato, senza giustificato motivo, rifiuta un’offerta congrua di lavoro perde il diritto alla Naspi.

Perdita dello stato di disoccupazione o inizio di un lavoro “in nero”

Anche in questo caso si perde il diritto alla Naspi.

Si perde la Naspi infine anche in caso di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.

Quando un’offerta di lavoro è congrua?

Vediamo ora quando l’offerta di lavoro si può considerare “congrua” affinché, in caso di rifiuto, si perda il diritto alla Naspi. A stabilirlo è stato un recente decreto ministeriale [1].

Ai sensi delle nuove norme, l’offerta di lavoro congrua dipende da tre fattori:

  • corrispondenza delle competenze del lavoratore;
  • distanza luogo di lavoro,
  • durata disoccupazione.

Per mantenere la Naspi, i disoccupati da oltre 12 mesi devono accettare un lavoro anche non perfettamente aderente alle loro esperienze e competenze, fino a 80 km da casa o comunque raggiungibile in 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.

Chi intasca un’indennità Inps e rifiuta un’offerta di lavoro con retribuzione superiore del 20% all’indennità fruita può incorrere nella decadenza dal diritto all’ammortizzatore sociale.

L’offerta di lavoro può definirsi “congrua” sulla base di diversi parametri che incidono in misura diversa a seconda di alcune variabili. Tra questi, il decreto richiama innanzitutto la coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate, automaticamente rilevate dalla procedura informatica del sistema unitario delle politiche del lavoro e indicata nel patto di servizio personalizzato.

La coerenza dell’offerta rispetto alle capacità del lavoratore è inversamente proporzionale alla durata della disoccupazione:

  • fino a 6 mesi, l’offerta deve corrispondere a quanto concordato esattamente nel patto di servizio;
  • da oltre 6 e fino a 12 mesi, l’offerta deve essere relativa almeno al settore economico e professionale di riferimento sebbene preveda anche altri processi e ambiti di attività in cui ci sia continuità professionale;
  • oltre 12 mesi, mantenendo la coerenza con il settore economico e professionale, l’offerta sarà congrua anche se ricomprenderà processi o attività rientranti in altri settori.

Stesso metodo viene utilizzato per quanto riguarda il criterio della distanza del luogo di lavoro rispetto al domicilio:

  • per i disoccupati fino a dodici mesi, il luogo di lavoro non deve superare i 50 chilometri di distanza dal domicilio o deve essere raggiungibile in 80 minuti di percorrenza con i mezzi pubblici;
  • per i disoccupati da oltre 12 mesi, il luogo di lavoro può distare fino a 80 km o deve essere raggiungibile in 100 minuti di percorrenza con i mezzi pubblici.

Veniamo infine alla retribuzione: quando può definirsi congrua?

Secondo la nuova normativa, l’offerta si può considerare congrua se la retribuzione offerta non è inferiore ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi. Per i lavoratori percettori di indennità di disoccupazione, la retribuzione al netto dei contributi a carico degli stessi deve essere superiore di almeno il 20% all’indennità percepita nell’ultimo mese precedente.

Infine, sulla base della tipologia contrattuale, il decreto definisce congrua l’offerta di un lavoro dipendente a tempo indeterminato oppure a tempo determinato o in somministrazione di almeno tre mesi, a tempo pieno o part time non inferiore all’80 per cento.


note

[1] Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali decreto del 10.04.2018, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 14.07.2018.

Autore immagine: 123rf com

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 10 aprile 2018

Definizione dell’offerta di lavoro congrua, ai sensi degli articoli 3

e 25 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150. (18A04468)

(GU n.162 del 14-7-2018)

IL MINISTRO DEL LAVORO

E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto l’art. 3, comma 3, del decreto legislativo 14 settembre 2015,

n. 150, recante «Disposizioni per  il  riordino  della  normativa  in

materia di servizi per il lavoro e  di  politiche  attive,  ai  sensi

dell’art. 1, comma 3, della legge 10  dicembre  2014,  n.  183»,  che

demanda al Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  anche  su

proposta dell’Agenzia nazionale per le politiche  attive  del  lavoro

(ANPAL), la definizione del concetto di offerta di lavoro congrua;

Visto l’art. 25, comma 1, del citato decreto legislativo n. 150 del

2015, che stabilisce i principi in base ai  quali  il  Ministero  del

lavoro e  delle  politiche  sociali  definisce  l’offerta  di  lavoro

congrua;

Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68, recante «Norme per il  diritto

al lavoro dei disabili»;

Vista la legge 28 giugno 2012,  n.  92,  recante  «Disposizioni  in

materia di riforma del mercato  del  lavoro  in  una  prospettiva  di

crescita», e, in particolare, l’art. 4, commi 41 e 42;

Visto il  decreto  legislativo  15  giugno  2015,  n.  81,  recante

«Disciplina organica  dei  contratti  di  lavoro  e  revisione  della

normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1,  comma  7,  della

legge 10 dicembre 2014, n. 183»;

Vista  la  proposta  dell’ANPAL  approvata  con  deliberazione  del

Consiglio di amministrazione n. 2/2018 nella seduta del  14  febbraio

2018;

Decreta:

Art. 1

Ambito di applicazione e principi

1. Il presente decreto definisce l’offerta  di  lavoro  congrua  ai

sensi degli articoli 3 e 25 del decreto legislativo n. 150 del  2015,

in base ai seguenti principi:

a) coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e  competenze

maturate;

b) distanza  del  luogo  di  lavoro  dal  domicilio  e  tempi  di

trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;

c) durata dello stato di disoccupazione.

2. Per i soggetti percettori di indennita’ di cui all’art.  21  del

decreto legislativo n.  150  del  2015,  ai  fini  della  definizione

dell’offerta di lavoro congrua, oltre ai principi di cui al comma  1,

si tiene conto anche dell’entita’ della retribuzione dell’offerta  di

lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 25, comma  1,  lettera  d),

lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 25, comma  1,  lettera  d),

del decreto legislativo n. 150 del 2015.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intendono per:

a) «centri per l’Impiego» (CPI): gli uffici  territoriali  aperti

al pubblico, costituiti dalle regioni e dalle  province  autonome  di

Trento e di Bolzano, che svolgono  attivita’  ed  erogano  servizi  e

misure di politica attiva del lavoro, ai sensi degli articoli 11, 18,

20, 21, 22 e 23 del decreto legislativo n. 150 del 2015;

b) «patto di servizio personalizzato»: il patto di  cui  all’art.

20 decreto legislativo n. 150 del 2015;

c) «stato di disoccupazione»: condizione del  soggetto  privo  di

lavoro che sia immediatamente disponibile  allo  svolgimento  e  alla

ricerca di una  attivita’  lavorativa,  ai  sensi  dell’art.  19  del

decreto legislativo n. 150 del 2015;

d) «classificazione dei settori  economico-professionali»  (SEP):

sistema  di  classificazione   che,   a   partire   dai   codici   di

classificazione statistica ISTAT relativi alle  attivita’  economiche

(ATECO)  e  alle  professioni  (Classificazione  delle  Professioni),

consente di aggregare in settori l’insieme delle  attivita’  e  delle

professionalita’ operanti nel mercato del lavoro;

e)  «settore  economico-professionale»:  livello  primario  della

classificazione SEP, organizzato secondo una sequenza descrittiva che

a partire dai principali processi di lavoro prevede,  nell’ambito  di

questi ultimi, l’identificazione  di  specifiche  aree  di  attivita’

(ADA).

Art. 3

Durata dello stato di disoccupazione

1. Ai fini della determinazione dell’offerta di lavoro congrua,  la

durata dello stato di disoccupazione viene computata a decorrere  dal

giorno  in  cui  e’  presentata   la   dichiarazione   di   immediata

disponibilita’  allo  svolgimento  di  attivita’  lavorativa  di  cui

all’art. 19 del decreto legislativo n. 150 del 2015, con l’esclusione

dei periodi di sospensione dello stato  di  disoccupazione,  fino  al

giorno in cui l’offerta di lavoro viene proposta.

2. Ai fini del presente decreto, come esemplificato nelle tabelle 1

e 2 allegate e che ne formano parte integrante, la durata dello stato

di  disoccupazione  viene  considerata  in  relazione   ai   seguenti

intervalli di tempo:

a) da zero fino a sei mesi;

b) da piu’ di sei fino a dodici mesi;

c) piu’ di dodici mesi.

Art. 4

Coerenza con le esperienze e competenze maturate

1.   Nel   patto    di    servizio    personalizzato,    ai    fini

dell’individuazione di una o piu’ attivita’ professionali sulla  base

delle esperienze e delle competenze comunque maturate, e’ adottata  a

riferimento la classificazione dei  settori  economico-professionali,

di cui all’art. 2, comma 1, lettera d).

2. Le esperienze e le competenze comunque maturate vengono rilevate

automaticamente nell’ambito di  una  procedura  informatica  guidata,

all’interno del sistema  informativo  unitario  delle  politiche  del

lavoro di cui all’art. 13 del decreto legislativo n.  150  del  2015,

messa a disposizione dei centri per l’impiego.

3. Per i soggetti in stato di disoccupazione per un periodo fino  a

sei mesi, l’offerta di lavoro e’  congrua  se  corrisponde  a  quanto

concordato  nel  patto  di  servizio  personalizzato,  con  specifico

riferimento  all’area  di  attivita’  o  alle  aree   di   attivita’,

nell’ambito  del   processo   di   lavoro   del   settore   economico

professionale individuato.

4. Per i  soggetti  in  stato  di  disoccupazione  per  un  periodo

superiore a sei mesi e fino a dodici mesi,  l’offerta  di  lavoro  e’

congrua se rientra nelle aree di attivita’ comprese nel  processo  di

lavoro del settore economico professionale di riferimento o  in  aree

di attivita’  afferenti  ad  altri  processi  del  settore  economico

professionale in cui vi sia continuita’ dei  contenuti  professionali

rispetto  alle  esperienze  e  competenze  comunque  maturate,   come

definite nel patto di servizio personalizzato.

5. Per i soggetti in stato di disoccupazione da oltre dodici  mesi,

l’offerta di lavoro e’ congrua  se  rientra  in  una  delle  aree  di

attivita’ comprese in  tutti  i  processi  di  lavoro  descritti  nel

settore economico professionale o in aree di attivita’  afferenti  ad

altri settori economico professionali in cui vi sia  continuita’  dei

contenuti  professionali  rispetto  alle  esperienze   e   competenze

comunque   maturate,   come   definite   nel   patto   di    servizio

personalizzato.

Art. 5

Tipologia contrattuale

1. L’offerta di lavoro e’ congrua quando ricorrono  contestualmente

i seguenti requisiti:

a) si riferisce a un rapporto di  lavoro  a  tempo  indeterminato

oppure determinato o di somministrazione di durata  non  inferiore  a

tre mesi;

b) si riferisce a un rapporto di lavoro a tempo pieno  o  con  un

orario  di  lavoro  non  inferiore  all’80%  di  quello   dell’ultimo

contratto di lavoro;

c) prevede una retribuzione non  inferiore  ai  minimi  salariali

previsti dai contratti collettivi di  cui  all’art.  51  del  decreto

legislativo n. 81 del 2015.

2.  L’offerta  di   lavoro   contiene,   al   momento   della   sua

presentazione, le seguenti informazioni minime:

a) la qualifica da ricoprire e le mansioni;

b) i requisiti richiesti;

c) il luogo e l’orario di lavoro;

d) la tipologia contrattuale;

e) la durata del contratto di lavoro;

f)  la  retribuzione  prevista  o  i  riferimenti  al   contratto

collettivo nazionale applicato.

Art. 6

Distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento

1. Per i soggetti in stato di disoccupazione per un periodo fino  a

dodici mesi, l’offerta di lavoro e’ congrua quando il luogo di lavoro

non dista piu’ di 50 chilometri dal domicilio del soggetto o comunque

e’ raggiungibile mediamente in 80 minuti con  i  mezzi  di  trasporto

pubblici.

2. Per i soggetti in stato di disoccupazione da oltre dodici  mesi,

l’offerta di lavoro e’ congrua quando il luogo di  lavoro  non  dista

piu’ di 80 chilometri  dal  domicilio  del  soggetto  o  comunque  e’

raggiungibile mediamente in 100  minuti  con  i  mezzi  di  trasporto

pubblici.

3. Nel caso in cui il luogo di lavoro non sia raggiungibile  con  i

mezzi di trasporto pubblici, le distanze di cui ai commi  1  e  2  si

considerano ridotte del 30%.

Art. 7

Entita’ della retribuzione per i percettori di misure di sostegno  al

reddito

1. Per i soggetti destinatari di misure di sostegno al  reddito  di

cui agli articoli 21 e 23 del decreto legislativo n.  150  del  2015,

indipendentemente  dalla  durata  dello  stato   di   disoccupazione,

l’offerta di lavoro e’ congrua se l’entita’  della  retribuzione,  al

netto dei contributi a carico del lavoratore, e’ superiore di  almeno

il  20  per  cento   dell’indennita’   percepita   nell’ultimo   mese

precedente, senza considerare l’eventuale integrazione a  carico  dei

fondi di solidarieta’ di cui decreto legislativo 14  settembre  2015,

n. 148.

2. L’Inps mette a disposizione dei centri  per  l’impiego,  per  il

tramite del sistema informativo unitario delle politiche del  lavoro,

tutte le informazioni relative alle indennita’ erogate dall’Istituto.

Art. 8

Condizionalita’ e giustificato  motivo  di  rifiuto  dell’offerta  di

lavoro congrua

1. La mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua ai sensi

del presente decreto, in assenza di  giustificato  motivo,  determina

l’applicazione dei meccanismi di condizionalita’ di cui agli articoli

21 e 23 del decreto legislativo n. 150 del 2015.

2. Il giustificato motivo ricorre in caso di:

a) documentato stato di malattia o di infortunio;

b) servizio civile e richiamo alle armi;

c) stato di gravidanza, per  i  periodi  di  astensione  previsti

dalla legge;

d) gravi motivi familiari documentati o certificati;

e) casi di limitazione legale della mobilita’ personale;

f)  ogni  comprovato  impedimento  oggettivo  o  causa  di  forza

maggiore, documentati o certificati cioe’ ogni  fatto  o  circostanza

che impedisca al soggetto di accettare l’offerta di lavoro congrua.

3. Le ipotesi di giustificato motivo, salvo casi eccezionali,  sono

comunicate e documentate entro due giorni lavorativi  dalla  proposta

dell’offerta di lavoro congrua, pena  l’applicazione  delle  sanzioni

previste dalla legge.

4. Nel caso in cui le giustificazioni di cui al comma 3  non  siano

ritenute  idonee,  il  centro  per  l’impiego  ne  da’  comunicazione

all’interessato il quale, nei successivi due giorni, puo’ chiedere di

essere sentito.

5. Il centro per l’impiego, in caso di necessita’ di chiarimenti in

merito a fattispecie specifiche relative alla sussistenza o  meno  di

un giustificato motivo, puo’ presentare richiesta di parere, d’intesa

e  per  il  tramite  dei  competenti  uffici  regionali,   all’ANPAL,

prospettando la  possibile  soluzione  da  adottare.  Decorsi  trenta

giorni dalla ricezione della richiesta,  senza  che  l’ANPAL  si  sia

pronunciata, la soluzione prospettata dal  centro  per  l’impiego  si

considera assentita.

Art. 9

Collocamento mirato di cui alla legge n. 68 del 1999

1. Le disposizioni del presente decreto  si  applicano  anche  alle

persone con disabilita’ di cui all’art. 1 della legge n. 68 del  1999

in quanto compatibili con quanto disposto dai commi 2 e 3.

2. Per le persone con  disabilita’,  l’offerta  di  lavoro  congrua

tiene conto di quanto annotato nel fascicolo personale in esito  alla

valutazione bio-psico-sociale in possesso dei  servizi  competenti  e

nella  relazione  funzionale  rilasciata  dalla   commisione   medica

integrata.

3.  Alle  persone  con  disabilita’  non  puo’  essere  chiesto  lo

svolgimento di una prestazione lavorativa non compatibile con le loro

minorazioni ai sensi dell’art. 10 della legge n. 68 del 1999.

Art. 10

Disposizioni transitorie e finali

1. Ai sensi dell’art. 25, comma 3, del decreto legislativo  n.  150

del 2015, dalla data di adozione del presente decreto, le  previsioni

di cui all’art. 4, commi 41 e 42, della legge  n.  92  del  2012  non

trovano piu’ applicazione.

2. L’art. 4 trova applicazione a decorrere dalla piena operativita’

del sistema informativo unitario delle politiche del  lavoro  tramite

cui e’ reso disponibile il sistema  di  classificazione  dei  settori

economico-professionali. Nelle more si fa riferimento al profilo o ai

profili professionali per i quali il  lavoratore  ha  manifestato  la

disponibilita’ nel patto di servizio personalizzato.

3. Dall’attuazione delle  disposizioni  del  presente  decreto  non

derivano nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il presente decreto e’ inviato ai competenti organi di controllo  e

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 10 aprile 2018

Il Ministro: Poletti

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2018

Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC,  Min.  salute  e  Min.  lavoro  e

politiche sociali, reg.ne prev. n. 1971

Allegato

Tabella 1 Disoccupati non percettori di misure sostegno al reddito

Parte di provvedimento in formato grafico

Tabella 2 Disoccupati percettori di misure sostegno al reddito

Parte di provvedimento in formato grafico


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