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Miscellanea Mediaconciliazione: terreno di battaglia per la campagna elettorale

Miscellanea Pubblicato il 17 gennaio 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 17 gennaio 2013

La mediazione obbligatoria torna alla ribalta come programma elettorale dei partiti politici a caccia di voti.

Pd e Pdl non pensano a reintrodurre l’obbligatorietà del tentativo di mediazione, ma puntano comunque a riscrivere lo strumento di deflazione attraverso la previsione, per esempio, di incentivi.

Serve, però, maggiore qualità, affermano i politici. Gli organismi di mediazione devono effettivamente essere capaci di garantire un risultato utile. Saranno dunque necessari meccanismi sull’efficienza degli organismi che spingano gli utenti ad avvalersene.

I titolari degli organismi non possono sperare di ricevere clienti tranquillamente seduti sulle proprie poltrone.

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Articolo di Antonio D’Anna – Italia Oggi del 17.01.13 – pag. 36


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1 Commento

  1. Migliorare la qualità cioè il “Libro verde del Ministero” che è una goccia nel mare della riforma di cui necessita l’Istituto della mediazione.

    Non solo ininfluente, è anche inutile poiché:

    * per quanto riguarda la qualità del servizio e dall’attività del mediatore spetterà alle Associazioni professionali degli stessi, in base all’art. 9 della nuova normativa sulle professioni non organizzate, collaborare: “ … all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all’ente di normazione i propri contributi nella fase dell’inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e trasparenza”, e vigilare sul rispetto della normativa stessa:

    * per quanto riguarda la qualità del servizio e dall’attività degli organismi serve in primis rendere maggiormente omogeneo il “procedimento di mediazione” e non come ora che ognuno fa veramente ciò che gli pare creando discrepanze, confusione e insoddisfazione.

    Non solo ininfluente, è anche pericoloso:
    poiché guardare la pagliuzza ci distoglie dal vedere la trave, ovvero da una riforma più amplia.

    I movimenti pro-mediazione chiedono ai politici di sposare la “condizione di procedibilità” attraverso un legge di riforma, vedere questa accolta dalla APMC e dal Forum dei mediatori:
    http://assomediatoricivili.altervista.org/legge-di-riforma.html

    Saluti a tutti.

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