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Lo sai che? Risarcito il danno non patrimoniale al coniuge separato della vittima

Lo sai che? Pubblicato il 18 gennaio 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 gennaio 2013

Se tra gli ex coniugi persiste, anche dopo la separazione, un legame affettivo intenso, sia anche determinato dal figlio, spetta all’uno il danno non patrimoniale per la morte dell’altro.

 

L’ex coniuge separato della vittima di un sinistro stradale può ben chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale se, al momento della morte, sussisteva tra i due, nonostante lo scioglimento del legame materiale, un forte vincolo affettivo, magari anche grazie alla presenza del figlio.

L’orientamento è quello di una recente sentenza della Cassazione [1], che ha riconosciuto il risarcimento del danno morale al partner superstite. Quest’ultimo era riuscito a provare, in giudizio, il dolore e la sofferenza patiti dopo la scomparsa dell’ex, stati d’animo che normalmente si accompagnano alla perdita di un congiunto stretto.

Nel caso di specie, comunque, la misura del risarcimento deve essere ridotta rispetto agli standard che spettano tra persone sposate, tenendo conto proprio del fatto che il matrimonio si è già sciolto.

note

[1] Cass. sent. n. 1025/13 del 17.01.2013.

Il danno non patrimoniale deriva dalla sofferenza subìta a seguito di un evento doloroso: pertanto non si può escludere, in astratto, che tale sofferenza competa anche all’ex partner per la scomparsa del coniuge ormai separato. È comunque necessario dar prova al giudice del vincolo affettivo che legava i due.


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