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Si può registrare un suono come marchio d’impresa? Il copyright della BMW e di Tarzan

4 Marzo 2013 | Autore:
Si può registrare un suono come marchio d’impresa? Il copyright della BMW e di Tarzan

Sempre più aziende sperimentano la registrazione di nuovi marchi d’impresa come quelli costituiti da suoni artificiali, grazie all’intervento dei computer.

Accanto ai marchi tradizionali (quelli costituiti generalmente da un nome o da un simbolo grafico) si possono anche registrare come marchi di impresa i suoni [1]: è il cosiddetto “marchio sonoro” (e rientra nella categoria dei marchi “invisibili”, cioè che non sono percepibili visivamente).

Secondo l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, è necessario che il suono sia rappresentabile in forma grafica, ossia possa essere trascritto in note su un pentagramma. Pertanto UIBM rigetta ogni domanda di marchio sonoro che sia priva di una rappresentazione grafica.

Diversa invece la prassi per la registrazione dei marchi europei presso l’UAMI (Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno). Dal 2005, l’ufficio dell’Ue, che ha sede ad Alicante (Spagna), ha chiarito che, se il deposito del marchio viene fatto per via telematica, il suono non deve necessariamente essere presentato su spartito, ma può essere anche allegato come file MP3 e le sue dimensioni non possono superare 1 Megabyte.

Proprio per ciò, a seguito di una lunga vertenza legale, gli eredi dello scrittore Edgar Rice Burroughs sono riusciti ad ottenere la registrazione come marchio comunitario del celebre urlo di Tarzan impersonato da Weissmuller (da impiegare per esempio nei videogames o come suonerie nei cellulari).

L’impiego del marchio sonoro si sta diffondendo sempre più con le case automobilistiche. È l’esempio della BMW, che al termine di ogni pubblicità televisiva riproduce un particolare doppio gong metallico. Sentitelo alla fine di questo spot.



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