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Inps: è legittima la notifica senza dati anagrafici del debitore?


Inps: è legittima la notifica senza dati anagrafici del debitore?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 agosto 2018



Per via di un indebito – scaturente da corresponsione d’indennità di disoccupazione erogata da Inps, poi non più dovuto, il creditore (INPS) tramite una lettera raccomandata rr inviata all’ultimo domicilio (peraltro con intestazione della via errata) del de cuius ed intestata in modo generico “agli eredi del sig.tizio” non ha indicato i dati anagrafici( nome, cognome, ecc.) degli stessi. È possibile impugnare la suddetta lettera per eccepirne vizi atti ad invalidarla o renderla inefficace nei confronti degli eredi?

L’ipotesi descritta è quella della notifica cosiddetta impersonale e collettiva agli eredi nell’ultimo domicilio del defunto; tale forma di notifica è utilizzata dagli uffici qualora non a conoscenza dei dati identificativi degli eredi e dei loro rispettivi indirizzi di residenza. La notifica impersonale e collettiva (cioè senza specificare i nomi degli eredi destinatari) è prevista dall’art. 477 c.p.c. “Entro un anno dalla morte, la notificazione – del titolo esecutivo – può farsi agli eredi collettivamente e impersonalmente, nell’ultimo domicilio del defunto” e nel DPR 600/1973 in materia di riscossione delle imposte sui redditi, laddove l’art. 65 prevede che “Gli eredi del contribuente devono comunicare all’ufficio delle imposte del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il propri domicilio fiscale […]. La notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell’ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione”.

Nel caso in cui il creditore agisca per la soddisfazione delle proprie pretese, può dirsi legittima la notifica impersonale agli eredi presso l’ultimo domicilio del debitore, se non si conosce il domicilio dei singoli eredi per la notifica personale. Ad ogni modo si ritiene, a parere dello scrivente, contestabile tale modalità di notifica nel caso dell’Inps, in quanto, non essendo la richiesta di indebito pensionistico titolo esecutivo, né atto impositivo tributario, non dovrebbero applicarsi le regole di notifica previste per tali atti dalle norme sopra citate. Sarebbe infatti regolare solo la notifica personale ai singoli eredi.

Dal momento che gli indebiti pensionistici possono essere richiesti entro l’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi (art. 13 L. 412/1991), si può sostenere che la notifica illegittimamente eseguita non ha prodotto effetto ai fini del rispetto del termine, con la conseguenza che l’indebito è irripetibile.

Dal punto di vista del merito della richiesta, è bene precisare che gli eredi sono tenuti alla restituzione dell’indebito pensionistico solo se viene accertato il dolo del defunto nella percezione delle somme non dovute (art. 38 L. 448/2001) e non se la causa dell’indebito ridiede in un errore dell’Inps.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone

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