Diritto e Fisco | Articoli

Separazione: quali beni personali non rientrano nella comunione?

18 Agosto 2018
Separazione: quali beni personali non rientrano nella comunione?

Sono separato da circa sei anni ed ora convivo con un’altra donna dalla quale ho avuto una figlia. Sono in attesa di divorzio. Mi spettano gli oggetti di valore, d’arte e di antiquariato che ho acquistato esclusivamente con i miei beni durante il matrimonio? Nell’omologa di separazione era stato scritto che sarebbero stati divisi in maniera equa tra me e la mia ex moglie, cosa che però non é avvenuta.

L’articolo di riferimento al caso specifico è il 179 del codice civile, lettera c) il quale stabilisce che non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge tra gli altri i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori.

Il fine ultimo della disposizione è quello di tutelare l’interesse del coniuge al libero ed integrale sviluppo della propria personalità.

Ed infatti, i beni elencati riguardano oggetti la cui destinazione ad uso esclusivo da parte di uno dei coniugi deve risultare al momento dell’acquisto: questa destinazione è considerata un atto giuridico in senso stretto.

Tuttavia, benché l’art. 179 c.c. non precisi cosa debba intendersi per bene di uso strettamente personale, l’interpretazione più corretta è quella di collegare la personalità dell’uso con la destinazione della cosa; pertanto, l’uso è personale se pertiene ad esigenze esclusive di uno solo dei coniugi, e non se uno solo di essi sia in grado di mettere in uso il bene (Tribunale Monza, 10/05/1995).

Dunque, si deve trattare di un bene che, per le sue caratteristiche, possa fornire la propria utilità esclusivamente ad uno dei coniugi: caso classico è la pelliccia della moglie, o i vestiti di ciascun coniuge o, ancora, un orologio.

Una sentenza un pò datata della Corte d’Appello milanese ha pure considerato come di pertinenza esclusiva di un coniuge la collezione di minerali – realizzata da un coniuge in costanza di comunione legale dei beni, in parte con rinvenimenti in occasione di escursioni in zone di interesse geologico, in parte provvedendo al loro acquisto presso negozi specializzati (Corte appello Milano, 24/05/1991).

Tanto premesso, con riguardo al caso di specie, dovrà valutarsi se gli oggetti di valore, d’arte e di antiquariato acquistati dal lettore in costanza di matrimonio siano da considerare di suo esclusivo interesse e pertinenza.

Solo in questo modo, il lettore avrà diritto all’integrale appropriazione degli oggetti in commento.

Prendendo l’esempio di un’opera d’arte: se il lettore ha acquistato un quadro d’autore per poi appenderlo all’interno della casa coniugale, allora quell’oggetto rientrerà nella comunione legale.

Se, invece, il lettore ha acquistato diversi quadri d’autore che tiene chiusi in una stanza all’interno del quale passa molto tempo, per passione non condivisa dalla moglie, allora quei quadri non dovranno essere considerati come rientranti nella comunione legale dei beni.

Con riguardo, invece, agli oggetti di uso personale (orologi, collane, bracciali), questi dovranno essere considerati non ricadenti nella comunione legale e di proprietà del coniuge che li utilizza esclusivamente.

 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube