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Sponda del fiume franata: a chi toccano le spese di rimozione dei detriti?

18 Agosto 2018
Sponda del fiume franata: a chi toccano le spese di rimozione dei detriti?

Il rio che confina con la nostra casa è in parte franato e i contadini che hanno terreni dopo i nostri non hanno mai curato la manutenzione. Solo mio marito, finchè stava bene, lo faceva. Inoltre gli stessi sono sempre passati con i loro trattori pesanti, allargandosi anche nel nostro orto. Abbiamo messo delle transenne che ci hanno detto di togliere e non l’abbiamo fatto. Il tecnico del Comune ci ha detto che dobbiamo risolvere noi la situazione per via di un nostro piccolo stanzino in legno, senza fondo, coperto dall’edera che impone limiti ai trattori. Ci ha anche avvisati che non possiamo chiudere il passaggio altrimenti passeremo guai penali. Il cantoniere ha detto che tra pochi giorni verrà a porre dei pali nella sponda franata. La stradina appartiene alla casa. Come dobbiamo fare? Il Comune è intenzionato ad addebitarci la spesa.

Innanzitutto per capire a chi spetti rimuovere i detriti della sponda franata del rio è fondamentale essere certi di chi sia il proprietario della parte che è appunto franata.

In linea generale, in base a quello che stabilisce l’articolo 822 del codice civile e l’articolo 144 del decreto legislativo n. 152 del 2006, tutte le acque superficiali e sotterranee appartengono al demanio statale.

Questo significa che i fiumi, i torrenti e tutte le altre acque sono di proprietà dello Stato e che al demanio statale appartiene in genere anche l’alveo del corso d’acqua e le zone comprese tra l’alveo e l’argine, cioè le zone che sono soggette a rimanere sommerse nel caso di piene ordinarie (in questo senso si sono espresse le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n. 361 del 30 giugno 1999).

Un’altra norma poi, cioè l’articolo 2 del regio decreto n. 2669 del 1939, lascia intendere che è pure di proprietà dello Stato tutto ciò che è compreso tra i cigli esterni degli argini del corso d’acqua.

Fatta questa premessa, è chiaro che solo se i lettori sono i proprietari della parte che è franata saranno obbligati a rimuovere i detriti della frana e risarcire eventuali danni.

Infatti tocca al proprietario provvedere alla periodica manutenzione e, quindi, se una parte della sua proprietà frana per un difetto di manutenzione avrà poi l’obbligo di intervenire, rimuovere i detriti e riparare la sponda.

Perciò se il Comune (o un altro Ente pubblico) ordinerà ai lettori con un provvedimento scritto di provvedere alla rimozione dei detriti (e ad eventuali altre attività), allora gli stessi potranno e dovranno verificare quali siano i motivi contenuti nel provvedimento e se questi motivi sono contestabili con un ricorso all’Autorità giudiziaria.

Naturalmente se i lettori sono i proprietari della parte franata ma la causa della frana non è stata la cattiva manutenzione ma il peso dei trattori che continuavano a transitare, gli stessi avranno la possibilità di chiedere a determinate condizioni il rimborso delle spese che dovrà sostenere per risistemare la sponda (sarà però necessaria una perizia di un tecnico per capire che cosa abbia in effetti causato la frana).

Detto questo, si aggiunga che se la frana ha provocato anche problemi per il passaggio di trattori dei proprietari confinanti, se questi proprietari avevano il diritto di passare sulla proprietà  dei lettori (perché esiste ad esempio una servitù), le spese di manutenzione della strada e le spese di riparazione della strada, in mancanza di un diverso accordo stabilito dalle parti nel titolo (cioè nell’atto che ha dato vita alla servitù), spettano al proprietario del fondo dominante, cioè ai proprietari dei fondi confinanti che hanno il diritto di passare sul fondo, a meno che la manutenzione e la riparazione portino vantaggi sia al proprietario del fondo servente (cioè la lettrice) che a quelli dei fondi dominanti (cioè i proprietari dei fondi confinanti che hanno il diritto di passare attraverso il fondo della lettrice).

Infatti nel caso in cui la manutenzione e la riparazione della strada portino vantaggi sia al proprietario del fondo servente (cioè la lettrice) sia ai proprietari dei fondi dominanti (i confinanti), allora le spese di manutenzione e di riparazione della strada dovranno essere divise tra la lettrice e i confinanti in proporzione al maggiore o minore vantaggio che derivano dalla manutenzione e dalla riparazione.

Chiaramente tutto quello che si è detto è valido se effettivamente esiste per i proprietari confinanti il diritto di passare sulla proprietà dei lettori.

Il consiglio che si offre, quindi, ai lettori è di verificare se esiste un contratto (o una sentenza) che abbia stabilito una servitù di passaggio attraverso la sua proprietà a favore dei confinanti.

Se esiste questa servitù di passaggio, come già detto, tutte le spese per la riparazione della strada:

– saranno a carico di chi fu indicato nel contratto che ha dato vita alla servitù;

– se invece nel contratto che ha dato vita alla servitù non fu stabilito nulla sulla divisione delle spese di manutenzione e di riparazione, allora esse saranno a totale carico dei proprietari confinanti a meno che la manutenzione e la riparazione portino vantaggi sia al proprietario del fondo servente (cioè i lettori) che a quelli dei fondi dominanti (in questo caso le spese saranno divise in proporzione ai vantaggi che porta la riparazione).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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