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Droni: le nuove regole dell’Unione Europea

19 Giugno 2017
Droni: le nuove regole dell’Unione Europea

Il mercato del drone è in espansione: le nuove regole UE e le regole già presenti dell’ente nazionale aviazione civile.

Il «fenomeno drone»  non sembra arrestarsi,  sono sempre di più i piccoli oggetti volanti nei nostri cieli e, in prospettiva, aumenteranno ancora: oggi i droni vengono utilizzati difatti per rilievi archeologici, riprese aeree, sorveglianza e analisi del suolo, ma si inizia a parlare anche un futuro da corrieri per merci e per il trasporto di piccole cose.

Si prospetta dunque un problema di gestione del traffico aereo che rischia di sfuggire al controllo. Tanto che l’Unione europea intende regolamentare l’utilizzo dei droni nello spazio aereo fino a 150 metri di altezza e vuole dare certezza normativa entro il 2019.

Boom del mercato dei droni: a cosa servono?  

Il mercato è in continua espansione e si suppone che entro il 2020 la dimensione del mercato globale crescerà del:

  • 42% nell’agricoltura di precisione;
  • 26% nei media e nell’intrattenimento;
  • 36% nell’ispezione e nel monitoraggio delle infrastrutture;
  • 30% nelle attività ricreative.

Il futuro impone risposte concrete già da ora, dato che tra meno di dieci anni, nel 2025, si stima che almeno 7 milioni di droni potranno essere usati dai cittadini nel tempo libero e 400mila impiegati per missioni commerciali.

Droni registrati e tracciabili 

Da tutto ciò nasce il blueprint, messo a punto da Commissione europea e Sesar (Single European Sky ATM Research), una strategia per il settore, con le azioni da intraprendere. Per prima cosa bisogna registrare i droni e gli operatori entro il 2019. Per quella data anche il sistema di identificazione elettronica e il geo-fencing (il sistema che permette di tracciare movimento e spostamenti dei velivoli) dovranno essere pronti. Solo chi sarà registrato, tracciabile e riconoscibile potrà operare in quello che viene chiamato “U-space” la porzione di cielo fino a 150 metri d’altezza.  Quindi con tutta probabilità ci saranno torri di controllo, radar ed enti per l’aviazione che gestiranno i piccoli oggetti volanti.

L’Ue vuole sicurezza di bassa quota ed è pronta a sviluppare un sistema che servirà a fornire informazioni al fine di evitare ostacoli o collisioni tra droni, sfruttando al massimo quanto possibile i servizi aeronautici esistenti e le infrastrutture, nonché quelle di altri settori, quali i servizi di comunicazione mobile.

 

Droni: ammessi solo quelli con il sistema rileva ed evita

Inoltre per poter volare, oltre ad essere registrato e tracciabile, dovrà essere dotato di un particolare dispositivi di sicurezza chiamato Dda (detect and avoid, rileva ed evita), che serve a individuare rischi potenziali ed evitarli. Perciò in primis si guarda alla sicurezza.

Regole Enac per i droni

In attesa di novità dall’ Ue, ad oggi è L’Enac che ha giustamente regolamentato quei droni per attività professionali che possono costituire un rischio sia per il traffico aereo sia per la sicurezza delle persone. Ma in molti si chiedono, giustamente, come ci si comporta con quei droni da intrattenimento che stanno spopolando nell’ultimo periodo? La regola che prevale, anche se ci sono delle normative precise, è quella del buon senso:

  • non bisogna infatti andare in un campo volo per far volare il drone, si può far volare in qualsiasi spazio purché non ci siano rischi per le persone;
  • far volare un drone vicino ad una strada trafficata è considerata ad esempio operazione rischiosa, sia per la possibilità di impatto sia per la possibile distrazione che il drone potrebbe provocare.

Inoltre esistono anche delle limitazioni operative inserite per migliorare la sicurezza: l’aeromodello può essere fatto volare ad un massimo di 70 metri di altezza (150 se il pilota è titolare di un Attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall’Aero Club d’Italia) e 200 metri di raggio dal telecomando, in modo tale da assicurare un contatto visivo tra pilota e drone.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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