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Multe stradali: se il Comune non si presenta in causa che succede?

19 Luglio 2018
Multe stradali: se il Comune non si presenta in causa che succede?

Contumacia: l’amministrazione deve provare la regolarità della contravvenzione e del procedimento di irrogazione della multa a fronte delle contestazioni del conducente sanzionato; se resta contumace omette di suffragare il proprio operato.

Hai fatto un ricorso contro una multa. Un autovelox ti ha fotografato mentre superavi i limiti di velocità. Senonché ritieni che la contravvenzione sia illegittima. Numerosi, a tuo avviso, sono i motivi di impugnazione. Innanzitutto il cartello che indica la presenza del controllo elettronico della velocità risulta poco visibile sul tratto di strada interessato perché coperto da vegetazione. In secondo luogo il verbale non specifica se e quando l’apparecchio è stato sottoposto a taratura, taratura che quindi potrebbe non essere mai avvenuta negli ultimi 365 giorni come imposto dalla Corte Costituzionale. Infine la raccomandata ti è stata spedita oltre i 90 giorni previsti dalla legge. Così hai contattato un avvocato affinché scrivesse l’atto di impugnazione e lo inviasse all’ufficio del Giudice di Pace competente entro i 30 giorni dal ricevimento della multa, come procedura impone. Il giudice, nel fissare l’udienza, ha dato termine al Comune di depositare tutta la documentazione a propria difesa nei 10 giorni anteriori alla prima udienza. Cosa che però non è stata fatta. Non solo. Davanti al giudice eri presente solo tu e nessuno per conto dell’amministrazione. Così ti chiedi, in caso di multe stradali, che succede se il Comune non si presenta in causa? Di tanto si è occupata una recente sentenza del Giudice di Pace di Milano [1] che spiegheremo qui di seguito.

La pronuncia è particolarmente interessante perché sposa un principio che può tornare molto utile agli automobilisti. Non capita di rado, infatti, che, a fronte dell’enorme mole di contenzioso che le amministrazioni locali sono chiamate a sostenere, queste possano dimenticarsi o omettere deliberatamente la difesa nelle cause di minor interesse, come quelle per le multe di scarso valore. In tal caso avviene ciò che tecnicamente viene chiamata contumacia: ossia la mancata costituzione in giudizio di una delle parti. Ma se la contumacia, di norma, non comporta un pregiudizio per il soggetto assente – il giudice è infatti ugualmente tenuto a valutare la fondatezza della domanda dell’attore e a verificare le prove da questi prodotte – nel caso delle multe stradali le cose vanno diversamente. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire, con parole semplici rivolte anche ai non addetti ai lavori, cosa succede se il Comune non si presenta nella casa di opposizione alle multe stradali. 

Come noto, quando si presenta un ricorso al Prefetto contro una multa stradale, la mancata risposta entro un certo lasso di tempo si considera “assenso” ossia accoglimento del ricorso. Il termine entro cui si produce questo effetto è di:

  • 180 giorni se il ricorso al Prefetto viene spedito all’autorità che ha effettuato l’accertamento: questa infatti trasmette il ricorso al Prefetto con le proprie memorie difensive;
  • 220 giorni se il ricorso viene invece inviato direttamente al Prefetto, il quale è poi chiamato a chiedere alla polizia le proprie difese.

Questa possibilità di “farla franca” per via del semplice silenzio non è prevista ovviamente in caso di ricorso al giudice di Pace. Qui, infatti, una volta avviato il giudizio si sospendono tutti i termini e, fino a quando non viene concluso, la multa resta valida. Se poi il giudice accoglie il ricorso, annulla il verbale.

Torniamo all’ipotesi della mancata difesa del Comune a fronte di una serie di eccezioni sollevate dall’automobilista. Il giudice, dopo aver ricevuto il ricorso, fissa la data della prima udienza, ordinando all’autorità che ha emesso la multa di depositare in cancelleria, almeno 10 giorni prima della suddetta udienza, copia del verbale con gli atti del procedimento e della contravvenzione. Questo per dare la possibilità, già in prima udienza, di avere un’idea su quelle che possono essere le decisioni da prendere in merito alle contestazioni dell’automobilista.

Sorge quindi il problema di valutare cosa fare se il Comune non adempie a quest’obbligo e decide di non costituirsi. Il giudice dichiara l’amministrazione innanzitutto contumace. La regola vuole che la contumacia non determini alcun esonero dall’onere della prova per chi intraprende la causa; così, ad esempio, se Tizio agisce contro Caio, anche se Caio non si presenta in processo, il primo dovrà ugualmente dimostrare il proprio diritto e convincere il giudice. Questo però non vale nelle contravvenzioni stradali. Secondo il giudice di Pace di Milano, infatti, l’amministrazione resistente si considera come un’attrice sostanziale, con tutti gli oneri di prova che ciò comporta. Quindi è compito del Comune dimostrare che la multa è stata elevata correttamente, depositando una copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento e alla contestazione o alla notificazione della violazione e provvedendovi almeno dieci giorni prima dell’udienza fissata. In assenza di una pronta e puntuale replica da parte dell’amministrazione alle contestazioni del trasgressore, rimasta contumace e quindi omettendo di suffragare il proprio operato, la multa va automaticamente annullata, senza bisogno di procedere oltre nel valutare le prove del ricorrente. In più l’ente locale sarà condannato a pagare anche le spese processuali.


note

[1] Gdp Milano, sent. n. 5705 del 25.06.2018.

[2] Art. 23 L. 689/81.


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