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Il dominio internet è un marchio?

6 agosto 2018 | Autore:


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Cos’è un dominio internet? L’indirizzo di un sito può essere tutelato come un marchio? Il titolare di un marchio registrato ha diritto anche al dominio?

Ti sei mai chiesto se il dominio internet possa essere equiparato ad un marchio? La società evolve vertiginosamente, tanto velocemente che quasi è difficile stare al passo coi tempi. Tra le innovazioni più importanti degli ultimi decenni va menzionato senz’altro internet, senza il quale difficilmente, oggi, riusciremmo ad immaginare le nostre vite. La tecnologia ha avuto un impatto enorme non soltanto sull’apparecchiatura che oggi ne rappresenta il prodotto più immediato (telefonini, televisori, computer, ecc.), ma anche su vecchi istituti giuridici. Si pensi al contratto: un tempo occorreva la sottoscrizione di un documento, mentre oggi è sufficiente un click con il mouse. Oppure, si immagini com’è cambiato il modo di scambiarsi comunicazioni formali grazie alla posta elettronica certificata, la quale ha preso il posto della tradizionale raccomandata cartacea. I cambiamenti non hanno risparmiato il settore commerciale e, per quello che qui interessa, i segni distintivi: questi sono tutti quegli elementi (simboli, sigle, nomi, ecc.) che rendono riconoscibile un soggetto o un prodotto e lo distinguono da un altro. Il marchio è uno dei segni distintivi per eccellenza. Con l’affermarsi di internet, però, la disciplina dei segni distintivi è stata estesa e, oggi, è applicabile anche ai domini internet, cioè agli indirizzi che digitiamo quando navighiamo in rete alla ricerca di una pagina web. Con questo articolo spiegheremo se il dominio internet è un marchio e come viene tutelato.

Dominio internet: cos’è?

Prima di scoprire se il dominio internet è un marchio, è necessario sapere prima cosa sia un dominio. In estrema sintesi, possiamo definire il dominio come l’indirizzo che consente di giungere ad un sito web. Ad esempio, laleggepertutti.it è un dominio. Caratteristiche del dominio sono:

  • l’univocità (o unicità), nel senso che non ne possono esistere due uguali;
  • la presenza di un prefisso o protocollo (www.) e di un suffisso (.it, .com, .net, ecc.).

Il dominio deve essere registrato: per farlo, bisogna acquistarlo pagando un importo annuale. Numerosi siti internet si occupano appunto della vendita dei domini, garantendo che essi siano liberi, cioè non siano stati scelti da altri, rispettando così il carattere dell’univocità.

Bisogna specificare però che l’acquisto di un indirizzo internet non assicura, di per sé, il possesso di una pagina web. In altre parole, la semplice registrazione di un dominio non consente di creare un sito: il dominio fornisce solamente il nome del sito, non uno spazio fisico all’interno del quale costruire e posizionare le pagine ed i files desiderati. Per questo motivo, dopo aver registrato un dominio bisognerà collegarlo ad un servizio di hosting, il quale consente di realizzare la pagina come meglio si crede. Se volessimo fare un paragone, potremmo dire che il dominio rappresenta l’esterno di una casa, le pareti e la struttura, mentre l’hosting è il mobilio, l’arredo interno.

Marchio: cos’è?

Detto del dominio, vediamo ora cos’è un marchio. Il marchio è un segno distintivo riferibile al prodotto o al servizio fornito da una determinata impresa. Il marchio, quindi, è particolarmente importante in quanto:

  • differenzia il prodotto da altri simili sul mercato;
  • indica la sua provenienza;
  • esercita una funzione attrattiva sul pubblico.

Il marchio può essere costituito da parole, disegni, lettere, sigle, cifre, addirittura da suoni (per esempio la sigla di una trasmissione), dalla forma del prodotto o dalla sua particolare confezione: tutto può essere un marchio se è idoneo ad identificare in maniera univoca un bene o un servizio. Sono esempi di marchi il “baffo” presente sui prodotti Nike, la M sui prodotti Motta, il cavallino rampante della Ferrari, il coccodrillo della Lacoste.

Caratteristiche del marchio sono:

  • l’originalità, nel senso che deve avere l’effettiva capacità di distinguere un prodotto o un servizio e non ridursi ad una denominazione generica o a parole o figure di uso generale. Ad esempio, un produttore di aquiloni non può usare come marchio la semplice parola “Aquiloni”, in quanto non sarebbe in grado di distinguere il suo prodotto da qualunque altro;
  • la novità, in quanto il marchio non può essere uguale o simile ad altri marchi già registrati o utilizzati;
  • la liceità, nel senso che un marchio non può essere contrario a norme imperative, ordine pubblico e buon costume.

Dominio internet: è un marchio?

Siamo ora in grado di dire se un dominio internet è un marchio. La risposta non può essere che positiva: abbiamo infatti detto che può diventare marchio qualsiasi segno, simbolo o cifra idonei a distinguere il prodotto dagli altri immessi sul mercato. Si comprende facilmente che anche il nome di dominio (domain name o host name), cioè l’indirizzo di un sito in formato alfabetico, dunque potenzialmente assai semplice da ricordare (al contrario dell’indirizzo Ip che è espresso in forma numerica), è idoneo ad essere esso protetto come fosse un marchio. Ma ciò cosa significa in pratica? Ebbene, ci sono diversi aspetti da approfondire. Vediamoli insieme.

Dominio internet: com’è tutelato?

Innanzitutto, equiparare il nome di dominio ad un marchio significa estendere anche al primo la tutela tipica dei segni distintivi. In pratica, chi ha registrato un dominio internet può star certo che altri non potranno rubarglielo e, anche se dovessero riuscirci, potrà agire in tribunale per ottenere che quello successivo venga rimosso, oltra al risarcimento dei danni.

Inoltre, proprio come per il marchio, è vietato l’utilizzo indirizzi che possano generare confusione negli utenti: in pratica, ciò si traduce nel divieto di usare nomi di dominio simili ad altri già registrati allo scopo di “rubare” la clientela.

Marchio: esiste un diritto al dominio?

Un altro aspetto molto importante circa il rapporto tra marchio e dominio è la possibilità, per il titolare di un marchio, di registrare un dominio che corrisponda al primo. Ad esempio: all’azienda che produce la Coca Cola è riconosciuto di diritto il dominio cocacola.com? Questo problema si è posto prepotentemente soprattutto negli anni passati, quando molti utenti di internet decidevano di registrare il proprio dominio rifacendosi a marchi famosi (c.d. domain name grabbing). In questo modo, ottenevano due vantaggi: innanzitutto, quello di essere immediatamente notori; la possibilità di rivendere il dominio all’impresa che era titolare dell’omonimo marchio, con notevole vantaggio economico.

La registrazione di un nome di dominio coincidente con un marchio, soprattutto se celebre, è stata a lungo resa possibile in virtù del principio secondo cui per l’acquisto di un dominio internet l’unico requisito necessario è quello della tempestività della registrazione, risultando di proprietà di chi per primo lo ha registrato. La giurisprudenza, però, è intervenuta sul punto e, proprio in base all’equiparazione tra marchio e dominio, ha stabilito che non è possibile registrare un dominio internet che sia uguale o molto simile ad un marchio già registrato (o comunque celebre).

La regola per cui il titolare dei diritti di uso esclusivo del segno tipico può inibire a terzi l’uso di quest’ultimo come nome di dominio. In particolare, la giurisprudenza ritiene che la registrazione di un domain name che riproduce o contiene il marchio altrui costituisce una contraffazione del marchio poiché permette di ricollegare l’attività a quella del titolare del marchio, sfruttando la notorietà del segno e traendone, quindi, un indebito vantaggio [1]. Ne consegue che solo il titolare di un marchio registrato potrebbe legittimamente usarlo sul proprio sito o come nome di dominio.

Molto interessante fu il caso che coinvolse una nota casa automobilistica la quale fece ricorso al tribunale per contraffazione e concorrenza sleale nei confronti di un’altra impresa (decisamente meno nota) per essersi appropriata del proprio nome e per averlo utilizzato come nome di dominio. Il giudice, preso atto che la rete internet costituisce, tra l’altro, un modello di comunicazione tra imprese, nonché tra imprese e pubblico di consumatori, ulteriore ed aggiuntivo rispetto a quelli più tradizionali, stabilì che il titolare di un marchio registrato notorio ha il diritto esclusivo di servirsene nella comunicazione d’impresa e quindi anche in Internet all’interno di un sito o come domain name, condannando così la parte soccombente ad eliminare il nome dal dominio [2].

Marchio celebre e dominio: quando possono essere separati?

Questa regola di elaborazione giurisprudenziale non si applica sempre. Proprio in ragione dell’equiparazione tra marchio e dominio, chi intende registrare un indirizzo internet utilizzando il nome di un marchio celebre può farlo se il suo prodotto è totalmente diverso dal primo. Questo perché il marchio identifica in maniera esclusiva un determinato bene o servizio, individuato secondo una specifica categoria di appartenenza. Poniamo il caso del noto marchio Fiat, il quale contraddistingue non solo la famosissima casa automobilistica torinese ma anche una marca di cioccolatini il cui marchio è antecedente a quello della Fabbrica Italiana Automobili Torino e come tale legittimo ed inattaccabile dalla sopravvenuta notorietà del più celebre marchio d’auto. Se, in ipotesi, il titolare del marchio Fiat (cioccolatini) volesse acquistare il dominio Fiat.it (ammesso che fosse ancora fruibile), lo potrebbe legittimamente registrare per pubblicizzare in rete i suoi prodotti dolciari senza che la Fiat (automobili) possa sollevare obiezione alcuna. Questo perché i prodotti venduti sono assolutamente diversi e, pertanto, non c’è il rischio che la clientela possa essere ingannata e sviata verso l’acquisto del bene concorrente.

Quindi, ciò che è importante allorquando si registra un marchio o si crea un potenziale conflitto tra marchio e dominio, è verificare se il prodotto o il servizio messo in commercio rientri nello stesso settore di mercato: se i beni sono totalmente diversi, e cioè soddisfano esigenze del consumatore del tutto differenti, il conflitto non potrà sorgere. In pratica, il marchio potrà essere registrato perché non rappresenta concorrenza sleale, e anche il dominio potrà essere acquistato (fermo restando che per gli indirizzi internet vale l’ulteriore regola dell’unicità: non è possibile registrare un dominio già esistente, anche se il bene commercializzato fosse del tutto diverso).

note

[1] Tribunale di Roma, sent. del 02.08.1997; Tribunale di Verona, sent. del 25.05.1999.

[2] Pretura di Valdagno, ordinanza del 27.05.1998.

Autore immagine: Pixabay.com

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