Diritto e Fisco | Editoriale

Barare al gioco: è reato?

19 Luglio 2018 | Autore:
Barare al gioco: è reato?

Cosa succede se imbrogli al gioco? Quando barare diventa una truffa? È possibile chiedere la restituzione di quanto perso al gioco?

Una frase di un celebre film hollywoodiano suona più o meno così: «Nel poker, se non riesci a individuare il pollo nella prima mezz’ora di gioco, allora il pollo sei tu». Quante volte ti è capitato di sedere al tavolo e di sentire i battiti del tuo cuore farsi sempre più forti e veloci? Quante volte sei tornato a casa con le tasche vuote, ma al successivo appuntamento ti sei presentato di nuovo, più contento che mai di poter sfidare nuovamente la sorte? E quante volte ti sei trovato al tavolo di gioco con un baro? Ciò che è più grave è che, pur sapendo della presenza dell’imbroglione, hai voluto comunque giocare; e al successivo incontro non ti sei tirato indietro, perché il brivido che restituisce una partita a poker è inimitabile. Purtroppo, gli imbrogli e i sotterfugi non risparmiano nessun settore, tantomeno quello del gioco, soprattutto se la posta in palio è costituita da un’allettante somma di danaro. Tornando a casa da una di queste serate, sconsolato, con la testa bassa e le mani nelle tasche (vuote), avrai anche pensato a come recuperare i soldi persi. È possibile denunciare un baro? Si può chiedere la restituzione dei soldi? Puoi tutelarti in presenza di un imbroglio bello e buono, anche se commesso giocando? Ebbene, con questo articolo spiegheremo molte cose: innanzitutto vedremo cos’è il gioco d’azzardo, se è legale o meno; dopodiché, spiegheremo se barare al gioco è legale.

Gioco: è legale?

Prima di vedere se barare al gioco è reato, bisogna precisare che non sempre il gioco è lecito in Italia. Secondo il codice penale, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con l’ammenda non inferiore a 206 euro chi, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, propone un gioco d’azzardo o lo agevola [1]. La legge punisce anche chi è colto a prendere parte al gioco d’azzardo, punendolo con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro [2]. La pena è aumentata per tutti coloro che sono sorpresi a partecipare al gioco d’azzardo in una casa da gioco o in un pubblico esercizio, ovvero per tutti coloro che hanno messo in gioco poste economicamente rilevanti. In caso di condanna per l’una o l’altra contravvenzione, è sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco e degli oggetti ad esso destinati.  Ma quando un gioco può definirsi d’azzardo?

Gioco d’azzardo: cos’è?

Sempre il codice penale fornisce la definizione di gioco d’azzardo: sono tali quelli nei quali, ricorrendo il fine di lucro, la vincita o la perdita è esclusivamente o quasi esclusivamente rimessa a fattori di aleatorietà [3]. Un gioco può definirsi aleatorio quando è rischioso, imprevedibile, dall’esito incerto: in buona sostanza, appunto, d’azzardo.

Il gioco d’azzardo non è sempre illegale: lo è solamente quando non autorizzato dallo Stato. Pertanto, tutti i casinò o i giochi online dove sono messe in palio somme di denaro da attribuirsi al vincitore sulla scorta di una vittoria ottenuta sostanzialmente con la fortuna, devono ottenere l’autorizzazione dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Aams).

Imbrogliare al gioco: è reato?

Ciò premesso, affronteremo ora il quesito posto nel titolo dell’articolo, e cioè: barare al gioco è reato? Cominciamo innanzitutto con il dire che il problema si pone essenzialmente per che imbroglia partecipando ad un gioco legale: diversamente, chi imbroglia partecipando ad un gioco di per sé già vietato dalla legge commetterebbe il diverso reato di partecipazione ad un gioco d’azzardo non autorizzato, così come scritto sopra.

Ebbene, chi bara al gioco rischia di incorrere nel reato di truffa, ma solo a determinate condizioni. Secondo il codice penale, chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo altri in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro [4].

Quando barare è una truffa?

Perché il baro possa incorrere nel reato di truffa, però, è necessario che egli abbia posto in essere una condotta tale da aver ingannato i partecipanti con metodi sleali. Ad esempio, il classico metodo di contare le carte non è senz’altro una truffa; così come non lo possono essere le smorfie o i segnali che alcuni giocatori si lanciano tra loro per far capire cos’hanno in mano. La truffa presuppone una messa in scena vera e propria, un “lavoro” illecito più accurato, predisposto per imbrogliare gli altri partecipanti oppure, comunque, per arricchirsi. Ad esempio, “truccare” le carte potrebbe essere una truffa, così come indossare dispositivi (tipo occhiali infrarossi e meccanismi di segnalazione a distanza) che eludono le normali regole del gioco. Non è un caso che le truffe più note siano avvenute nei grandi casinò nazionali e internazionali, e spesso abbiano coinvolto molte persone organizzate tra loro.

La collusione (cioè l’accordo segreto) è, infatti, uno dei sistemi truffaldini più utilizzati. Questo metodo ha trovato grande diffusione nel mondo del poker online, in cui si sfidano altri avversari che siedono allo stesso tavolo virtuale. Partecipando a questo gioco si crede di avere le stesse opportunità di vincere degli altri giocatori, ma può capitare che non sia così, perché alcuni giocatori sono d’accordo e giocano in modo di favorirsi l’un l’altro, ottenendo un discreto vantaggio nei confronti degli altri giocatori.

Tutto ciò non è sufficiente per integrare il reato di truffa: è altresì necessario che dal comportamento scorretto derivi un vantaggio economico per il baro. Ciò significa che non commette reato chi imbroglia in un gioco dove non si vince niente.

Barare al gioco: cosa fare?

Nel caso in cui tu sia vittima di un baro, puoi segnalare l’accaduto alle autorità sporgendo denuncia/querela per truffa. Così facendo, la giustizia potrà intraprendere un procedimento penale contro il reo e tu potrai costituirti parte civile per chiedere la restituzione delle somme perse e il risarcimento del danno patito.


note

[1] Art. 718 cod. pen.

[2] Art. 720 cod. pen.

[3] Art. 721 cod. pen.

[4] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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