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Quanto costa un giorno in spiaggia?

3 Agosto 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 Agosto 2018



I prezzi medi degli stabilimenti balneari tra ombrellone, sdraio, lettini e altri servizi. Ma chi non vuole spendere come può trovare uno spazio libero?

Tornare a casa nero dal mare non è sinonimo di abbronzatura in stile Carlo Conti se quando si dice «nero» non si intende il colore della tintarella ma lo stato d’animo. Rovinarsi una vacanza in spiaggia a causa dei costi elevati per sdraiarsi sotto il sole non è impossibile. Ma evitare di prendere una scottatura sul portafoglio oltre che sulla schiena, anche quello è possibile. Basta stare attenti ai prezzi di sdraio ed ombrelloni oppure portare un po’ di pazienza e cercare la spiaggia libera con qualche servizio pubblico come la doccia. Ammesso e non concesso che quest’ultima la si trovi, appunto, «libera»: ad una certa ora del mattino, infatti, quella piccola striscia di sabbia la si trova già occupata da quel paio di allegre famigliole che, non potendosi permettere i prezzi dei privati, si portano ombrelloni e sedie da casa, borsa termica, salvagente formato condominiale, secchielli, palette e quant’altro. Non c’è la cabina? Non importa: tanto il costume te lo porti già indossato e lo terrai finché non torni a casa. E per tenere al sicuro le cose, basta fare il bagno a turno. È l’unica se non si vuole spendere un capitale, visto quanto costa un giorno in spiaggia.

Già, appunto. Quanto costa la tintarella? Dipende dalla spiaggia, certo. Uno stabilimento privato di Portofino non costerà come quello di San Bartolomeo al Mare. Dipende dal periodo: a giugno, il risparmio è in pugno; ad agosto, sale alle stelle il costo. Ma il prezzo varia anche a seconda del concetto usato dai gestori: c’è chi applica una tariffa fissa e chi fa pagare di più in prima fila, quasi si trattasse di un albergo dove bisogna pagare il supplemento «vista mare». L’indagine annuale di Federconsumatori dice che i costi nel 2018 non sono lievitati più di tanto rispetto al 2017: appena l’1%. Si suppone che la dobbiamo prendere come una buona notizia? Vediamo.

Spiaggia: che cosa offrono gli stabilimenti

Non solo sdraio e ombrelloni. Per calcolare quanto costa un giorno in spiaggia si deve tenere conto di altri servizi che, con il passare del tempo, sono stati aggiunti dai gestori degli stabilimenti balneari ed ai quali gli utenti non vogliono rinunciare. Sdraio, ombrellone e cabina, dunque, ma anche una doccia calda, un bar ben diverso dal solito chioschetto (quindi anche con un piccolo ristorante o tavola calda), attività sportive, giochi da tavolo, wifi, balli di gruppo e chi più ne ha più ne faccia.

Non mancano gli stabilimenti che mettono a disposizione dei bagnanti degli spazi e dei servizi dedicati agli animali di compagnia: fontane, ciotole, sacchetti per la raccolta degli escrementi, stuoie rinfrescanti. Il tutto, ovviamente, in cambio di un supplemento di prezzo.

Nell’originalità si trova il successo. Ecco, allora, che alcuni gestori hanno aggiunto alle offerte tradizionali altre che possono allietare maggiormente la giornata di chi paga un abbonamento in spiaggia. Si parla, dunque, di lunch, pranzi, aperitivi o happy hour. Ma anche di ombrelloni condivisi tra più famiglie, di una sorta di cabina condominiale utilizzata da gruppi diversi, perfino di sconti per chi arriva con i mezzi pubblici evitando di intasare e di inquinare la zona con le auto o per chi, come se si trattasse di un albergo, prenota il suo soggiorno sotto l’ombrellone via Internet.

Spiaggia: quanto costa un giorno al mare

I prezzi fanno venire voglia di prendere il sole sul terrazzo di casa, con il cd che riproduce il rumore del mare e dei gabbiani, ed il ventilatore che ci fa immaginare la brezza della riviera. Ci sono diverse indagini che ci permettono di sapere quanto costa un giorno in spiaggia. Ad esempio, quella di Altroconsumo ci dice che nella prima settimana di agosto, per un ombrellone e due lettini negli stabilimenti balneari liguri di Alassio si paga circa 230 euro, che sia in prima fila o in ultima. Non come a Lignano, dove il costo cambia in base alla posizione: più sei avanti, più paghi. In media, 136 euro in prima fila. Poco meno del prezzo minimo di Viareggio dove, sempre in quella settimana e per un ombrellone e due lettini davanti a tutti, si può spendere tra 154 e 300 euro. Meno cara la riviera opposta: in media, a Rimini non si arriva ai 120 euro, 5 euro in meno di quel che costano gli stabilimenti di Senigallia per affittare ombrellone e due lettini nella prima settimana di agosto vicino alla «Rotonda sul mare».

Decisamente più costoso il Sud. In Puglia, a Gallipoli, i prezzi variano dai quasi 180 ai quasi 310 a seconda del punto scelto per prendere la tintarella. Forchetta ancora più aperta in quel di Taormina: in un punto si spendono 98 euro, in un altro 280. Che cosa cambia? La zona ed i servizi offerti, ovviamente.

L’indagine prende in considerazione, infine, gli stabilimenti sardi di Alghero, dove la media per quella stessa settimana di agosto e sempre per ombrellone e due lettini è di 133 euro.

Questi prezzi tengono conto di alcune singole realtà. Ma quanto costa una giornata al mare tenendo conto della media nazionale dei vari servizi? Guardate un po’:

  • ombrellone: 11 euro;
  • sdraio: 5 euro;
  • lettino: 15 euro;
  • cabina: 18 euro;
  • accesso agli stabilimenti con nuovi servizi: 8 euro.

Fermiamoci un attimo e facciamo due conti. Una famiglia tipo di 4 persone che utilizzerà l’ombrellone, una sdraio ed un lettino (i bambini giocano sulla sabbia, si sa), avrà speso in un giorno 31 euro. Se vuole accedere ai nuovi servizi, dovrà aggiungere altri 32 euro (sempre che i bambini debbano pagare). E siamo a 63 euro. Se, infine, aggiungeranno la cabina, il costo totale di una giornata al mare sarà di 81 euro. Aggiungi il pranzo e il gelato ed hai oltrepassato i 100 euro abbondantemente.

Certo, ci sono delle agevolazioni. Ad esempio:

  • l’abbonamento mensile con ombrellone, 1 lettino e 1 sdraio: 575 euro (anziché 930 euro se si prendessero ogni giorno per 30 giorni);
  • l’abbonamento mensile della cabina: 388 euro anziché 540 euro;
  • l’abbonamento giornaliero con ombrellone, 1 lettino e 1 sdraio: 24 euro anziché 31 euro;
  • l’abbonamento stagionale con ombrellone, 1 lettino e 1 sdraio: 1.368 euro;
  • la tariffa giornaliera per la terza età: 10 euro per 2 persone;
  • happy hour dopo le 16 per 2 persone: 10,50 euro.

A questi costi si può aggiungere quello del pattino, il pedalò o la canoa: per mezz’ora di divertimento in mezzo all’acqua con uno di questi attrezzi si paga in media 7 euro.

Ecco, infine, i prezzi medi di altri servizi offerti dagli stabilimenti balneari:

  • ingresso a tempo (con lettino per 10 ore): 21,50 euro;
  • ombrellone condiviso (due famiglie a turno): 6 euro;
  • offerta 3×2 dei lettini: 30 euro;
  • lettone per 2: 24,90 euro al giorno;
  • gazebo o tenda: 65,90 euro al giorno;
  • ingresso in spiaggia con pranzo light: 17 euro;
  • ingresso in spiaggia con pranzo completo: 25 euro.

Spiaggia: la scelta dello spazio libero

I prezzi che abbiamo appena visto e che ci fanno capire quanto costa un giorno in spiaggia spingono la stragrande maggioranza degli italiani a scegliere la spiaggia libera come alternativa a lettini, ombrelloni, cabine, ammassi di persone e salassi al portafoglio. Si pianta un ombrellone dove c’è uno spazio gratuito, si stendono sulla sabbia un paio di stuoie con sopra i teli da mare e ci si fa baciare dal sole senza spendere un euro. Magari in una di quelle calette tranquille che hanno pure una doccia per togliersi ogni tanto di dosso la sabbia.

Le scelte sono scelte, per carità. A ciascuno la possibilità di isolarsi dove vuole, se quello che più gli piace è sdraiarsi vicino al mare senza anima viva intorno. Tuttavia, è cosa buona e giusta sapere prima dove si va a finire, per evitare qualche delusione. Pensa, ad esempio, di farti qualche centinaio di metri con l’ombrellone sotto un braccio, borsa con teli e stuoie nell’altro, bambini che non vedono l’ora di entrare in acqua e moglie che non si stanca di ripetere: «Secondo me, un po’ più in là c’è meno gente». E poi risulta che «un po’ più in là» non c’è né la doccia gratis che avevi visto in altri punti strada facendo, né un benedetto bar o un chiringuito in cui mangiare due tapas appena fatte con una birretta bella fresca. Prima di avventurarsi nel nulla, quindi, è meglio informarsi su dove andare. Sul web, ad esempio, il sito trovaspiagge.it fornisce delle informazioni e delle foto per sapere come sono le spiagge libere di una certa zona, se c’è la sabbia o ci sono i sassi, se c’è il bar o il chiringuito con le tapas e la birretta, se è accessibile ai disabili, ecc. Un modo, insomma, per andare a colpo sicuro e poter trascorrere una giornata al mare piacevole e, soprattutto, economica.


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1 Commento

  1. I costi in ogni caso sono eccessivi questo per una palese mancanza di concorrenza nel settore! Se qualcuno mi può spiegare il perché ancora vengono venduti acquistati e noleggiati nella guasi totalità degli stabilimenti balneari lettini a 2 posizioni15-45 gradi non utilizzabili ne per leggere ne per prendere il sole a pancia in giù, concepiti negli anni 70 quando il mio brevettato nel 2002 ne ha 20 da 0 a 85 gradi non interessa a nessuno, allora mi dovrò ricredere!

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