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Voto negato agli studenti Erasmus: monta la protesta online

18 gennaio 2013


Voto negato agli studenti Erasmus: monta la protesta online

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2013



Circa 25 mila cittadini italiani rischiano di non poter esercitare il loro diritto di voto alle prossime politiche: si tratta degli studenti italiani all’estero, come quelli sotto i programmi “Erasmus”.

La questione sta animando il web e, in particolare, i social network studenteschi: secondo il decreto legge contenente le misure urgenti per le elezioni 2013 [1], gli studenti all’estero non potranno esprimere il loro voto per corrispondenza.

Per esercitare il voto per corrispondenza è necessario che gli aventi diritto spediscano per posta la scheda all’ufficio elettorale; in questo modo non ci sarà bisogno che si rechino di persona alle urne.

La legge permette questa modalità di voto  solo ad alcune categorie di soggetti:

1. appartenenti alle forze armate temporaneamente in servizio

2. dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio

3. professori e ricercatori universitari.

Invece gli studenti che stanno svolgendo programmi di studio all’estero, per poter esercitare il diritto di voto, dovranno sobbarcarsi le spese per il rientro in Italia. In cambio di questo amore “patrio”, lo Stato riconoscerà loro solo il rimborso delle spese relative agli spostamenti interni al territorio nazionale.

Viene spontaneo chiedersi quale sia la logica di un provvedimento che esclude dal voto per corrispondenza gli studenti e al tempo stesso lo prevede per i professori universitari. Si tratta di una incongruenza, che potrebbe essere letta come una discriminazione di soggetti appartenenti allo stesso gruppo sociale.

Da qualche giorno, inevitabilmente, è montata la protesta in rete, con la messa on-line di una pagina facebook dedicata (clicca qui ) e di una petizione (clicca qui). Con quest’ultima i promotori chiedono al Presidente della Repubblica e al Ministro degli Esteri di garantire il suddetto diritto e dare la possibilità a migliaia di giovani di partecipare alla competizione elettorale.

La speranza è questa iniziativa abbia miglior sorte di quella, identica, promossa nel 2006 e rimasta inascoltata.

Per loro fortuna, gli studenti mobilitati hanno già incassato l’appoggio della fondazione CRUI – Conferenza dei Rettori italiani – che ha chiesto un incontro formale con il Ministro, al fine di risolvere positivamente questa vicenda [2].

La questione, a pensarci, non è di poco conto per il fatto che, oltre a esserci in ballo una rilevante questione di diritto (l’esercizio del diritto di voto sancito dalla Costituzione), il pacchetto di voti  in gioco (ben 25 mila) potrebbe anche risultare decisivo per la formazione della maggioranza. Ricordate per quanti voti il centro-sinistra vinse le elezioni del 2006? Solo 24.755!

di BIAGIO FRANCESCO RIZZO

note

 

[1] Decreto-legge del 18 dicembre 2012, n. 223. “Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle  elezioni politiche nell’anno 2013”.

[2] Marco Mancini, presidente della CRUI, sostiene a pieno la causa degli studenti all’estero definiti da egli come “l’avanguardia intellettuale del nostro Paese e, al tempo stesso, la garanzia del nostro futuro”.

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