Business | Editoriale

Cosa significa finanziamento a tasso zero

1 agosto 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 1 agosto 2018



È davvero possibile acquistare un prodotto a rate senza pagare interessi? Come incidono Tan e Taeg? E come evitare imbrogli?

Ti sarà probabilmente capitato di acquistare un prodotto mediamente costoso e di avere ricevuto la proposta del finanziamento a tasso zero: un televisore, un’auto usata, uno smartphone o un tablet. L’offerta è allettante: paghi a rate e – ti dicono – senza interessi. Così facendo, se un prodotto costa 1.000 devo avere la certezza di pagare 1.000 in totale, anche se verso un tot al mese. Insomma, chi si chiede che cosa significa finanziamento a tasso zero immagina di avere questa risposta. Ma è davvero così? Non sempre, per non dire quasi mai.

Devi ricordare, infatti, che quando si chiede un pagamento a rate viene aperta una pratica di finanziamento che, anche se a tasso zero, ha i suoi costi. Non dimenticare, inoltre, che un finanziamento fa riferimento, di norma, a due tipi di tassi, il Tan, cioè il Tasso annuo nominale) ed il Taeg, ossia il Tasso annuo effettivo globale). Se il primo può essere facilmente azzerato, il secondo non lo sarà quasi mai, perché è quello che comprende, ad esempio, le spese di istruttoria della pratica. Spese che verranno pagate dal cliente, anche se non si considerano interessi veri e propri.

Questo «gioco di sigle», dunque, già ti può sollevare il dubbio di fondo: il finanziamento a tasso zero è reale oppure no? Ma il fatto che, effettivamente, Tan e Taeg siano allo 0% non ti aiuterà, comunque, a capire se stai pagando effettivamente un finanziamento senza interessi: chi ti dice che il venditore del televisore o del telefonino non abbia messo nel prezzo finale del prodotto il costo degli interessi? Cioè che venda il televisore a 900 euro pagando con carta di credito e a 1.000 euro (si fa per dire) con finanziamento a tasso zero?

Vediamo, allora, che cosa significa il finanziamento a tasso zero e come puoi evitare di pagare interessi che non ti spettano o che, almeno, ti hanno promesso che non avresti pagato.

Finanziamento a tasso zero: che cos’è?

Il finanziamento a tasso zero, chiesto e ottenuto quando si acquista un prodotto di un certo valore che non si vuole o non si può pagare in contanti ma a rate, è un prestito vero e proprio di denaro ad un consumatore che, così facendo, non dovrà (o non dovrebbe) corrispondere degli interessi all’ente finanziatore ma devolvere, poco per volta, il costo del prodotto.

Finanziamento a tasso zero: Tan e Taeg

Come abbiamo accennato, ci sono due elementi di riferimento per il finanziamento (che sia a tasso zero o di altro tipo). Uno è il Tan, che sta per Tasso annuo nominale, e l’altro è il Taeg, cioè il Tasso annuo effettivo agevolato.

Il Tan è il tasso di interesse vero e proprio sul prestito erogato e viene calcolato in base all’importo del finanziamento. Deve essere restituito al finanziatore con ogni rata e non annualmente. In questo modo, il tasso effettivo è superiore a quello di interesse nominale.

Il Taeg, invece, è un tasso virtuale che serve a indicare il costo complessivo del prestito. Comprende, infatti, le spese di apertura e di gestione della pratica a carico del consumatore.

Nel finanziamento a tasso zero, il Tan resta allo 0%: questo significa, appunto, che il cliente non deve pagare gli interessi sul prestito ottenuto.

Diverso quel che riguarda il Taeg. In questo caso, non è detto che resti allo 0% perché comprende le spese legate all’istruttoria del prestito, costi a carico del cliente ma non considerati interessi (ed ecco perché il Tan resta allo 0%).

Ci sono, però, dei commercianti che, pur di non riempire il magazzino di merce invenduta, danno la possibilità ai clienti di non pagare queste spese. In pratica, sono loro a pagarle all’ente finanziatore. O, per lo meno, così sarà agli occhi del consumatore. Ci sarà, sicuramente, il commerciante che affronterà questo costo sperando di compensare con un maggior numero di vendite. Ma ci sarà anche chi inserirà le spese della pratica nel prezzo finale del prodotto in modo da convincere il cliente che non ci sarà da pagare né costi aggiuntivi né interessi rispetto al prezzo indicato sul cartellino.

Finanziamento a tasso zero: le spese a carico del cliente

Le spese di apertura e di gestione della pratica non sono le uniche che possono ricadere sul cliente che ottiene un finanziamento a tasso zero per acquistare un prodotto. Ci sono altre voci contenute nel Taeg, come il costo della rateizzazione, le commissioni o l’assicurazione sul finanziamento per coprire un eventuale caso di insolvenza. Anche se queste spese non vengono segnalate, vengono affrontate dall’intermediario e, pertanto, finiscono per piombare sulle spalle del consumatore. Basterà fare attenzione a quelle due sigle di cui abbiamo parlato poco fa: troverai sicuramente il Tan allo 0% ma non così il Taeg, che comprenderà tutti questi costi.

Finanziamento a tasso zero: come evitare imbrogli?

Dovrai partire da un presupposto: nessuno regala alcunché a qualcuno. Avrai sempre di fronte una persona che, come te, lavora per guadagnarsi il pane e che, quindi, deve avere un ritorno economico da una qualsiasi vendita, anche se effettuata a tasso zero.

Detto questo, è, comunque, possibile tentare quanto meno di non sborsare dei soldi in più per un prodotto che ti viene proposto come un affare anche se pagato a rate.

Lo strumento più efficace è quello della comparazione. Immagina di avere visto nel negozio di Mario Bianchi il televisore che cercavi a 1.000 euro con finanziamento a tasso zero. Non dovrai fare altro che prendere nota del prezzo e della percentuale del Taeg, dato che, come sappiamo, il Tan sarà sempre dello 0%.

Vai al negozio di Mario Rossi e cerchi lo stesso modello di televisore con finanziamento a tasso zero e scegli quello che presenta la percentuale di Taeg più bassa: saprai di pagare dei costi fissi meno elevati.

Se entrambi gli apparecchi vengono, però, proposti a tasso zero e con Tan e Taeg allo 0% (cosa più unica che rara) significa che il commerciante ha deciso (si suppone) di accollarsi le spese fisse del finanziamento. A questo punto dovresti cercare un negozio che proponga lo stesso televisore in vendita senza finanziamento a tasso zero. Se il costo è di 900 euro anziché 1.000, c’è qualcosa che non quadra. Meglio sarebbe ricordarsi quanto costava il televisore prima di essere proposto con il finanziamento a tasso 0. Se, anche qui, il prezzo era più basso significa che il costo è stato gonfiato a causa delle spese che il commerciante pagherà ma che dirà di non far ricadere sul cliente.

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