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Tito Boeri vs Di Maio: col decreto dignità disoccupati a go go

20 Luglio 2018 | Autore:
Tito Boeri vs Di Maio: col decreto dignità disoccupati a go go

Boeri: ottimistici 8mila posti persi È scontro aperto con il governo dopo il decreto dignità. Il presidente Inps: «Di Maio ha perso il contatto con la terra». Irritazione di Palazzo Chigi: toni inaccettabili. Salvini: «Se vuole fare politica si candidi».

È di oggi (16 luglio, n.d.r.) la virulenta polemica tra il Governo e il Presidente dell’INPS Tito Boeri. Secondo Boeri il decreto dignità farebbe circa 8 mila disoccupati a causa della riforma dei contratti di lavoro a tempo determinato e la reintroduzione delle causali. Di Maio ha replicato: «La relazione tecnica è stata manomessa». E Boeri dal canto suo: «Le previsioni sono ottimistiche». Come dire: il peggio deve ancora arrivare.

Tutto questo porta a fare due considerazioni.

Il pensiero unico è il riflesso della globalizzazione sul piano delle idee e dei comportamenti.

La visione del mondo è connessione e relazione, come logos e mythos, polis e religio, amore e amicizia; genera attività spirituale, suscita il pensare e l’agire che connotano la nostra umanità. È intelligenza del reale. Dalla visione del mondo sorge la linea di confine che tracciò Dante tra i bruti e chi segue virtù e conoscenza. Anche la brutalità evolve col tempo. Si può viver come bruti pur navigando in borsa e maneggiando l’iPad. Il bruto, nota Vico, non si muove di sua iniziativa ma è mosso, soggiace a stimoli esterni, è eterodiretto, non decide ma è determinato dai suoi impulsi o pulsanti, programmato come un automa (Marcello Veneziani in Il grigio pensiero unico che uccide la nostra civiltà, del 15 gennaio 2017).

Tito Boeri è un tecnico che ha criticato i governi precedenti ed è critico, sulla materia pensionistica, nei confronti del Governo attuale.
Si vada a rileggere il suo “Non per cassa ma per equità” in tema di riforme pensionistiche.
Il pensiero unico è il nemico della democrazia.
Il tecnico va contrastato con argomenti tecnici ma certamente non va eliminato.
Gli Yes Man sono i veri nemici della democrazia e di Tito Boeri si potrà dire tutto dal punto di vista tecnico ma non che sia stato o sia un Yes Man.
Per andare avanti abbiamo bisogno di questi uomini, non dei corteggiatori del potere.



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