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Aprire un Caf. Ecco come fare

21 Giugno 2017
Aprire un Caf. Ecco come fare

Come possiamo aprire un Caf? Quali sono i requisiti e gli iter burocratici ai quali dobbiamo sottoporci per aprire una struttura del genere?

Volete mettervi in proprio? Aprire un Caf potrebbe essere davvero l’attività che fa al caso vostro e potrebbe essere una buona idea imprenditoriale. Infatti i Caf, Centri di Assistenza Fiscale, svolgono un ruolo determinante nella preparazione del modello 730 e nella compilazione della dichiarazione dei redditi e sono sottoposti a un controllo rigido da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ma quali sono i requisiti e gli iter burocratici ai quali dobbiamo sottoporci per aprire una struttura del genere?

Quali sono i requisiti?

I centri Caf, secondo le norme vigenti [1] ,non possono essere aperti da chiunque, servono dei requisiti e solo delle precise categorie di lavoratori possono  dare inizio a quest’attività:

  • associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, presenti nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, istituite da almeno dieci anni;
  • associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, istituite da almeno dieci anni, diverse da quelle precedentemente indicate se, con decreto del Ministero delle Finanze, ne è riconosciuta la rilevanza nazionale con riferimento al numero degli associati e all’esistenza di strutture organizzate in almeno 30 province;
  • organizzazioni aderenti alle associazioni di cui ai punti precedenti, previa delega della propria associazione nazionale;
  • organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e pensionati aventi complessivamente almeno 50.000 aderenti;
  • sostituti aventi almeno 50.000 dipendenti;
  • associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato riconosciuti, aventi almeno 50.000 aderenti.

Quali autorizzazioni servono per aprire un Caf?

Per svolgere l’attività di assistenza fiscale occorre autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Nella domanda vanno indicati:

  • Codice Fiscale e Partita Iva della società richiedente;
  • i dati anagrafici dei componenti del CdA e del collegio sindacale ove previsto dal codice civile;
  • dati anagrafici e requisiti professionali dei responsabili dell’assistenza fiscale;
  • sedi e uffici periferici.

Alla richiesta deve essere allegata copia dell’atto costitutivo e dello statuto, di polizza assicurativa per responsabilità civile con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti e dei visti di conformità, dichiarazione di insussistenza di provvedimenti di sospensione dell’ordine di appartenenza a carico dei responsabili dell’assistenza fiscale, relazione tecnica dalla quale emerga:

  • rispetto dei requisiti sulle garanzie di idoneità tecnico-organizzativa del Caf;
  • formula organizzativa assunta anche in ordine ai rapporti di lavoro dipendente;
  • sistemi di controllo interni volti a garantire la correttezza dell’attività, anche in ordine all’affidamento a terzi dell’attività di assistenza fiscale e a garantire adeguati livelli di servizio;
  • piano di formazione del personale differenziato in base alle funzioni svolte dalle diverse figure professionali che operano all’interno del Caf.

Le società che hanno ricevuto il provvedimento di autorizzazione all’esercizio dell’attività di assistenza fiscale sono iscritte nell’Albo dei Centri di Assistenza Fiscale per le imprese o per lavoratori dipendenti, tenuti presso l’Agenzia delle Entrate. Dovranno comunicare alle Entrate, entro trenta giorni dalla data in cui si verificano, eventuali variazioni o integrazioni di dati,  elementi, atti e documentazione. Le parole Caf e Centro di Assistenza Fiscale possono essere utilizzate solo dopo il provvedimento di autorizzazione.


note

[1] Dec n. 241 del 1997 (modificato dall’articolo 1 del dlgs 490/98).

Autore immagine: Pixabay.com


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