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Minorenni: quali tasse si pagano su redditi e immobili dei figli?

22 Luglio 2018
Minorenni: quali tasse si pagano su redditi e immobili dei figli?

Figli con meno di 18 anni: l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi ricade sui genitori che hanno l’usufrutto legale?

Hai intenzione di donare a tuo figlio, che non ha ancora compiuto 18 anni, una casa e un deposito bancario che hai conservato per poterlo sostenere negli studi universitari. Vorresti però capire qual è la tassazione che questi andrà a scontare e quali saranno i tuoi diritti e doveri come genitore, se cioè una tale decisione avrà effetti anche sugli adempimenti fiscali e sulle imposte che andrai a versare all’erario a fine anno. Sai bene che i minori d’età – quale appunto è ancora tuo figlio – non sono capaci d’intendere e di volere e non hanno la capacità per compiere atti giuridici. A rigore quindi – così almeno sei portato a pensare in prima battuta – non dovrebbero essere tenuti a fare la dichiarazione dei redditi né potrebbero rispondere delle sanzioni per le eventuali violazioni tributarie. Nell’incertezza intendi approfondire la questione. Quali tasse pagano i minorenni su redditi e immobili? Di tanto ci occuperemo nel presente articolo. In particolare proveremo a spiegarti cosa prevede il codice civile relativamente ai soggetti incapaci, quali sono le regole in materia di imposte dirette, accertamenti e sanzioni.

Minorenni: quali norme si applicano?

I minorenni, ossia coloro che non hanno ancora compiuto 18 anni, sono considerati incapaci di intendere e volere. Essi hanno una limitata capacità giuridica e d’agire. Vediamo cosa significa.

Capacità giuridica: cos’è?

Quella giuridica è la capacità di essere titolari di situazioni giuridiche (diritti, poteri, doveri, obblighi, ecc.). Si pensi, ad esempio, alla capacità di essere proprietari di una casa, di un conto corrente, al potere di contrarre matrimonio, all’obbligo di pagare le tasse, al dovere di rispettare le leggi civili e le norme penali, ecc.

Le persone fisiche acquistano la capacità giuridica nel momento stesso in cui nascono. Essa però può essere limitata in capo a determinati soggetti. Ad esempio un minorenne non può contrarre matrimonio (salvo ottenere l’emancipazione a 16 anni) e quindi acquisire lo stato di coniuge.

Capacità d’agire

La capacità d’agire è quella capacità che consente di porre in essere un’attività rilevante per il diritto al fine di creare, modificare o estinguere un rapporto giuridico. Essa si acquista al compimento del diciottesimo anno di età. Si pensi alla capacità di concludere un contratto, di accettare l’eredità o una donazione, ecc.

La capacità d’agire, una volta acquisita con la maggiore età, può essere limitata, in tutto o in parte, se un soggetto si trova in condizioni che lo rendano incapace di provvedere ai propri interessi (ad esempio interdizione, inabilitazione, ecc.).

I minori d’età non hanno la capacità d’agire.

I genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, rappresentano i figli fino alla maggiore età o all’emancipazione, in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Se entrambi i genitori sono morti o per altre cause non possono esercitare la responsabilità genitoriale, i loro compiti sono esercitati dal tutore.

Un minorenne può essere proprietario di una casa?

Un minore di età può essere titolare del diritto di proprietà, il che significa che può essere intestatario di un immobile, un’auto (a patto che non la guidi), un deposito bancario, un conto corrente, azioni societarie, obbligazioni, ecc. Prima dei 18 anni, tuttavia, non può disporre di tale diritto poiché è privo della capacità d’agire: vuol dire che non può vendere o donare o cedere in locazione i suoi diritti a terzi. Eventuali atti giuridici sui suoi beni saranno compiuti allora dai genitori o dal tutore, previa autorizzazione del giudice tutelare.

Si noti che, pur non disponendo della capacità d’agire, la legge ammette che il minore possa compiere determinati atti quali, ad esempio:

  • riconoscere un figlio;
  • contrarre matrimonio con decreto del Tribunale (cosiddetta emancipazione del minore);
  • compiere atti relativi alle opere dell’ingegno.

Quando i maggiorenni sono incapaci

In determinate ipotesi, anche i maggiorenni sono incapaci come i minorenni e quindi sono destinatari delle stesse norme. Ciò avviene quando:

  • si trovano in condizioni di abituale infermità di mente che li rende incapaci di provvedere ai propri interessi;
  • ciò sia necessario per assicurar loro adeguata protezione.

Il patrimonio dell’interdetto è amministrato dal tutore, nominato con la sentenza che dichiara l’interdizione. L’interdetto, tuttavia, può essere autorizzato al compimento di taluni atti di ordinaria amministrazione.

Dall’interdizione giudiziale si distingue l’interdizione legale che opera automaticamente per il soggetto capace che abbia riportato una condanna all’ergastolo o alla reclusione per un periodo non inferiore a cinque anni.

Il maggiore di età può essere inabilitato, previa istanza e con sentenza del Tribunale, nei seguenti casi:

  • malattia mentale meno grave di quella necessaria per l’interdizione;
  • prodigalità o abuso abituale di alcool e/o stupefacenti che espongono il soggetto o la famiglia a gravi pregiudizi economici;
  • cecità o sordomutismo senza educazione sufficiente.

Quali tasse pagano i minorenni?

I minorenni pagano le imposte dirette e indirette così come qualsiasi altro contribuente, con la differenza che gli obblighi di dichiarazione dei redditi ricadono sui genitori (v. dopo). I genitori infatti hanno l’usufrutto legale. Pagano quindi l’Irpef, l’Imu, la Tasi, la Tari, ecc.

Il codice civile stabilisce che i genitori hanno, in automatico, l’usufrutto sui beni di cui i figli sono intestatari.

I redditi dei beni dei figli minori (non emancipati) soggetti all’usufrutto legale dei genitori sono imputati per metà del loro ammontare netto a ciascun genitore. Tuttavia, se vi è un solo genitore o se l’usufrutto legale spetta a un solo genitore i redditi gli sono imputati per l’intero ammontare.

I redditi soggetti ad usufrutto legale vanno dichiarati dai genitori insieme ai redditi propri. In pratica, spetta ai genitori indicare nella propria dichiarazione dei redditi i beni di cui i figli sono intestatari. E su di loro gravano le sanzioni in caso di violazioni. I redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale, invece, sono dichiarati a nome del figlio dai genitori con modello separato da quello relativo ai redditi propri.

In base al testo unico delle imposte sui redditi, per le persone fisiche legalmente incapaci l’obbligo di presentazione della dichiarazione spetta al rappresentante legale. Quindi, obbligati alla presentazione della dichiarazione risultano:

  • i genitori, per i redditi dei figli minori esclusi dall’usufrutto legale, come individuati ;
  • il rappresentante legale, per i redditi della persona incapace (interdetto, inabilitato);
  • l’amministratore di sostegno, per i redditi delle persone con limitata capacità di agire.

La dichiarazione dei redditi precompilata non è predisposta nei confronti dei contribuenti per i quali il modello 730 dovrebbe essere presentato da un altro soggetto. Si tratta dei soggetti che non hanno raggiunto la maggiore età o che dalla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente risultano legalmente incapaci.

Se i minori hanno un tutore

Nel caso in cui ai genitori sia stata sottratta la potestà o siano deceduti, la gestione dei beni del minore viene affidata a un tutore. L’incarico è gratuito, tuttavia, il giudice può riconoscere un’equa indennità, considerando l’entità del patrimonio e le difficoltà dell’amministrazione.

Tale indennità non ha natura retributiva, ma serve a compensare gli oneri e le spese non facilmente documentabili da cui è gravato il tutore a cagione dell’attività di amministrazione del patrimonio.

 



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