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Cosa si può inventare per lavorare

22 luglio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2018



Inventarsi un lavoro: è possibile? Da dove cominciare? Quali sono le attività che è possibile intraprendere senza avere particolari titoli?

Se il lavoro manca, bisogna inventarlo. In un mercato così concorrenziale, è sempre più difficile inserirsi in settori già occupati da tante altre persone. Gli impieghi tradizionali sono oramai saturi e, anche se dopo tanti anni di fatica si riesce ad entrare, trovare un’effettiva occupazione dalla quale trarre un guadagno soddisfacente è impresa davvero ardua. Molti si sono reinventati al grido dello slogan “ritorno al passato”: le attività contadine, negli ultimi anni considerate a torto meno nobili di quelle professionali, stanno vivendo un momento di rilancio, una sorta di revival. Eppure, molto volte anche percorrere la strada che va verso le antiche professioni non porta fortuna: sembra incredibile, ma non esiste un settore che garantisca profitto. Cosa fare allora? Non resta che rimboccarsi le maniche, spremere le meningi e creare da zero un lavoro che non esiste o che, comunque, è davvero poco diffuso. Ovviamente, bisogna cominciare da ciò che più piace: se sei un creativo, ad esempio, troverai sicuramente più adatte a te alcune attività legate al mondo dell’arte. Perciò, se anche tu ti trovi in questa situazione, e cioè non hai lavoro oppure quello che hai non ti soddisfa, troverai sicuramente interessante questo articolo che parla di cosa si può inventare per lavorare.

Inventarsi un lavoro: da dove cominciare?

Prima di vedere cosa si può inventare per lavorare, cominciamo ad esaminare i punti di partenza. Innanzitutto, devi focalizzarti su quello che ti piace fare. Ora, è chiaro che potrebbe piacerti anche una delle professioni più diffuse: ad esempio, se ritieni di essere portato per scrivere atti o per pronunciare lunghissime arringhe, allora quella di avvocato potrebbe essere la tua professione ideale. Tuttavia, quando parliamo di inventarsi un lavoro facciamo riferimento a tutte quelle occupazioni diverse dalle canoniche: pertanto, con questo articolo vedremo come mettere a frutto le proprie abilità concretizzandole in qualcosa di diverso dal solito. Tornando all’esempio appena fatto, quindi, se hai la passione per la scrittura, anziché fare l’avvocato potresti comunque sfruttare questa abilità ma non per la redazione di atti giuridici.

In secondo luogo, per inventarsi un lavoro potrebbero occorrere delle basi di partenza, soprattutto economiche: non grandi patrimoni, ma almeno un piccolo budget da spendere per dotarsi del minimo indispensabile. Infine, occorre senz’altro grande determinazione e coraggio nell’intraprendere una strada tutta nuova, a volte completamente sconosciuta agli altri. Fatta questa doverosa premessa, ti senti pronto a scoprire cosa si può inventare per lavorare? Pronti, partenza, via!

Educatore di social network

Cosa si può inventare per lavorare? Cominciamo subito da ciò che ci sta intorno, da quello che usiamo quotidianamente: i social network. Oramai non esiste persona che non sia iscritta a facebook. Come sfruttare ancor di più i social? Semplice: creando una figura professionale che si occupi di loro e, in particolare, degli effetti che essi hanno sulle persone. Tantissimi utenti di internet sono social-dipendenti; altri hanno problemi relazionali nella vita reale a causa dei finti rapporti virtuali che internet crea; altri ancora vengono irretiti da malintenzionati (si pensi agli adescamenti sessuali o ai giochi perversi come la famosa Balena blu). Come inventarsi un lavoro in tutto ciò? Un’idea sarebbe quella di diventare educatore di social network. In cosa consisterebbe? L’educatore dovrebbe seguire coloro che ritengono di avere problemi con i social, o perché hanno sviluppato una dipendenza o per altri, svariati motivi. Compito dell’educatore sarebbe quello di aiutare chi ha un cattivo rapporto con il mondo di internet, di agevolarlo a reinserirsi nella realtà concreta, ma anche di aiutarlo a comprendere come si utilizza correttamente un social.

L’educatore potrebbe insegnare a far buon uso della partecipazione alla comunità virtuale, ad esempio spiegando quali sono i rischi cui si va incontro ingiuriando pubblicamente le persone sulle bacheche (combattendo così il fenomeno degli haters o leoni da tastiera), aiutando a comprendere come si interagisce correttamente con gli altri e quali pericoli si nascondono dietro i profili sospetti: insomma, l’educatore si porrebbe come un professore specializzato nel corretto utilizzo dei social network. Si pensi al successo che si potrebbe avere con i ragazzi che si approcciano per la prima volta con questo strumento: un genitore ben potrebbe pensare di affiancare al figlio una guida a tutti gli effetti. Si potrebbe lavorare di persona, recandosi presso l’interessato, oppure attraverso internet, ad esempio mediante Skype; ovviamente, dietro compenso.

Insegnante di netiquette

Restando nell’ambito di internet, un buon lavoro da inventare sarebbe quello di insegnante di netiquette. La netiquette sarebbe il galateo che tutti gli utenti di internet sarebbero tenuti ad osservare: in altre parole, si tratta della buona educazione online. Nella netiquette rientrano tanto comportamenti che possono essere ricondotti alle mere buone maniere, tanto quelli che possono sfociare in un comportamento illecito vero e proprio. Ad esempio, nella prima categoria (quella della buona educazione) rientrano regole di stile come quelle che suggeriscono di scrivere in italiano corretto, di non usare caratteri maiuscoli (che equivalgono ad una parola urlata), di utilizzare correttamente gli hashtag, ecc. Nella seconda categoria, cioè in quella delle condotte che addirittura potrebbero rappresentare illeciti, c’è il rispetto della privacy (come, ad esempio, il divieto di pubblicare foto senza il consenso degli altri, o, qualora ciò venga fatto, quantomeno di preoccuparsi di taggare i diretti interessati) e della dignità delle altre persone (no insulti o frasi ingiuriose), il divieto di pubblicare contenuti indecenti, l’obbligo di citare la fonte delle immagini, ecc.

L’insegnante di netiquette, quindi, dovrebbe mettere in guardia gli utenti di internet dai pericoli insiti nell’utilizzo scorretto del web (non solo dei social network). Il mondo virtuale oramai è importante quanto quello reale: se vuoi inventarti un lavoro, considera anche questa ipotesi.

Albergo per animali

Se sei un amante degli animali e vuoi inventarti un lavoro, allora perché non aprire un albergo per animali? Non si tratta di un lavoro totalmente nuovo, ma sicuramente poco diffuso. Lo scopo è quello di poter accogliere gli animali quando i loro padroni debbano allontanarsi e non possano portarli con sé. Rispetto all’educatore social, occorre partire da una base, che consiste nell’avere la disponibilità del giusto spazio per poter ospitare un numero adeguato di animali. Non occorre una reggia: basta un giardino ove poter garantire agli amici a quattro zampe (e non solo) un luogo poter vivere serenamente per qualche giorno.

Potrebbe trattarsi di un lavoro redditizio, considerando che in Italia si contano più o meno quindici milioni tra cani e gatti domestici, oltre a tutti gli altri animali (uccelli, pesci, ecc.) che popolano le case degli italiani. Quante volte una famiglia vorrebbe partire per le vacanze ma non sa a chi lasciare il proprio cane? Ecco che intervieni tu con il tuo albergo per animali: una vera e propria pensione dove proteggere e nutrire i fedeli amici dell’uomo.

Guardiano dei dati personali

Nell’era del Gdpr, può mancare qualcuno che si occupi di proteggere i dati personali? Puoi farlo tu, inventandoti questo lavoro: guardiano di dati personali. Cosa dovresti fare? In pratica, dovresti curare che i dati personali dei tuoi clienti siano adeguatamente trattati e messi al sicuro; nel caso in cui il tuo assistito non presti più il consenso al loro trattamento, dovresti contattare il titolare o il responsabile e assicurarti che essi vengano effettivamente cancellati.

Poiché il consulente privacy (cosiddetto privacy officer) esiste già, tu potresti limitarti ad un’assistenza molto più concreta, che consisterebbe nel controllare la correttezza del trattamento dei dati dei tuoi assistiti. Così, ad esempio, accedendo alle loro email potresti renderti conto se le comunicazioni in arrivo sono state richieste oppure no; oppure, nel caso di una foto o di un video pubblicati, potresti chiedere all’autore del contenuto se il consenso è stato legittimamente ottenuto. Una specie di guardia del corpo dei dati personali, insomma.

Consulente tuning

Vuoi inventare un lavoro e hai la passione per le auto? Che ne pensi di diventare consulente tuning? Il tuning è quell’attività che consiste nel modificare (“truccare”) un’automobile, cambiandone così i connotati per renderla maggiormente adatta ai desideri del proprietario. Per gli appassionati di motori si tratta di una vera e propria arte. Solitamente il tuning dell’auto comprende modifiche alla carrozzeria, al motore, all’impianto audio, all’impianto di illuminazione e agli interni del veicolo. In parole povere, ogni singolo pezzo di un’autovettura può essere oggetto di elaborazione.

Diventare consulente tuning significa occuparsi di due cose: di consigliare i pezzi migliori da mettere all’auto da modificare; di verificare la legalità dell’operazione. Eh sì, hai capito bene: il tuning è un’attività delicata, ai limiti della liceità. Il codice della strada [1] dice che tutti i veicoli a motore e i rimorchi, per essere ammessi alla circolazione, sono soggetti all’accertamento dei dati di identificazione e della loro corrispondenza alle prescrizioni tecniche ed alle caratteristiche costruttive e funzionali previste dalla legge. In poche parole, ogni veicolo deve essere provvisto solamente di elementi omologati, cioè corrispondenti a quelli prescritti nel libretto di circolazione. Il codice della strada è chiarissimo su un punto: è sanzionabile chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione.

Pertanto, il consulente tuning dovrà innanzitutto verificare che le modifiche da apportare al mezzo non siano in contrasto con la legge; solo dopo aver effettuato questo controllo potrà entrare nel merito e suggerire al cliente quali modifiche eseguire alle caratteristiche costruttive o funzionali, ovvero ai dispositivi d’equipaggiamento, oppure al telaio. Ad esempio, il codice della strada proibisce di installare luci che abbiano colori diversi da quelli stabiliti per legge: le luci di posizione anteriori devono essere bianche o gialle; quelle posteriori rosse mentre quelle laterali arancioni; alettoni e spoiler, invece, sono legali, purché non sporgano dalla sagoma del veicolo, siano efficacemente ancorate e non presentino bordi appuntiti o taglienti.

Assaggiatore di insetti

Se non sei schifiltoso, ti piace mangiare e vuoi inventare un lavoro, ti suggerisco di anticipare i tempi e cominciare a prepararti per quella che potrebbe essere un’occupazione molto richiesta tra qualche anno: l’assaggiatore di insetti. Perché proprio di insetti? Perché pare siano il cibo del futuro. Cavallette fritte e larve di ape, grilli saltati e cicale lesse, cavallette, coleotteri e grilli caramellati accompagnati da ricotta e cioccolato: questi sono solo alcuni dei piatti che a breve saranno importati anche in Italia.

Mangiare insetti rappresenta da sempre la soluzione a basso costo per la sopravvivenza nei Paesi privi di altre proteine animali, nonché un’alternativa a quanti non vogliono o non possono mangiare gli alimenti cosiddetti tradizionali. E allora: perché non diventare degustare di insetti? Saresti il sommelier del futuro.

note

[1] Art. 75 del codice della strada.

Autore immagine: Pixabay.com

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